Felicità
30 Agosto, 2007Cliccate qui sotto:

Sentirsi soli quando questa persona non è con noi…

è pensare a lei almeno una volta al giorno…

è ridere sui bei ricordi…

è voler essere vicino a lei in ogni istante…

è superare tutte le barriere per lei…

è passare dei momenti felici insieme…

è scrivere quello che si pensa di lei…

è amare la sua compagnia…

è pensare a lei anche in capo al mondo…

ed è riempirla di BACIIIIIII!!!!!
Ecco una delle mie musiche preferite. Quando sono giù è in grado di darmi una carica di vita incredibile…
Dopo aver ricevuto la nomination dalla Coniglia eccomi coinvolto nel mio primo meme. La domanda a cui devo rispondere è: c’è un post di un amico blogger che avreste voluto scrivere voi? Ne indico 5, non necessariamente in ordine di preferenza.
Partiamo da uno dei blog più esilaranti che mi sia mai capitato di leggere: il Diario delle derelitte. Trattasi costoro di due ragazze simpaticissime, Callista e Mafalda. Devo dire che tutti i loro post sono divertentissimi, ma se ce n’è uno che mi ha fatto ridere più di altri è questo (quando ci penso mi piego ancora in due dal ridere…).
C’è poi anche il blog di Laura, che tratta sempre argomenti di attualità che invitano a riflettere. Visto che l’argomento mi sta molto a cuore vi segnalo questo post.
Per restare in tema di attualità c’è anche il blog di Giuy, che riporta tante chicche del mondo dell’informazione (TgCom, il che è tutto dire…) con osservazioni ricche di spirito. Questo post che vi segnalo ne è un esempio lampante, mi ha fatto troppo ridere…
Come potrei non segnalare Rosasophia? E’ una ragazza che ha saputo entrare nel cuore di tanta gente, anche nel mio. Il suo blog è uno dei più belli che abbia mai letto, è ricco di sentimento. Qui vorrei segnalare due post: questo e quest’altro.
Vi sono tanti altri blog che avrei potuto nominare ma mi fermo qui. Ora parto con le 5 nomination di rito (non siete obbligati a rispondere, quindi potete fare a meno di picchiarmi…)
:
Come già ha fatto la Coniglia prima di me indico anch’io un post che ho scritto e di cui vado fiero. Anzi due. Beh, avrete notato che vi sono diverse poesie sul mio blog, e tranne i testi delle canzoni le ho scritte tutte io. Tra queste ve ne indico appunto due, che rappresentano due diversi momenti della mia vita e sono state scritte a 10 anni di distanza l’una dall’altra: Silvia, dedicata ad un’amica scomparsa, e Scendeva la pioggia, ovvero passato, presente e futuro del sottoscritto.
Attendo commenti…

Un giorno il Creatore si svegliò un po’ annoiato della propria solitudine. Pensò bene quindi di creare l’uomo. Prese allora un po’ di argilla, la plasmò a sua immagine, ma quando fu lì per soffiarle dentro lo Spirito vitale si accorse che il modello non era proprio ben riuscito e se ne disfece. Prese dell’altra argilla e con più cura si accinse a riplasmare il modello. Terminatolo, gli soffiò dentro lo spirito vitale. Ed ecco creato l’uomo.
Subito però si accorse, nella propria intelligenza, che qualcosa non andava, che mancava qualcosa. Ed allora pensò di creare la donna, ma si accorse di non avere più argilla… Allora, nella sua stupenda fantasia, prese un po’ dello splendore del Sole, delle fasi della Luna, del luccichio delle stelle, della soavità delle colline, dell’incanto del cielo, del fascino della notte…
Ed ancora volle aggiungervi della gazzella le dolci movenze, del cavallo le fluenti chiome, delle viole il soffice velluto, della rosa e del giacinto l’inebriante profumo, dell’acqua la limpida freschezza, del fuoco il calore, dell’aria la leggerezza, della terra il segreto mistero della vita e della luce i colori…
Mescolò tutto con tanta cura, ed ecco la donna.
Soddisfatto del suo lavoro chiamò a sé l’uomo e gli disse: “Guardala”. L’uomo osservò stupito ed estasiato. Vista la sua sorpresa e la sua gioia il Creatore gli disse: “Prendila, è tua”. L’uomo prese sotto braccio la donna e, senza neppure la cortesia di un sussurrato grazie, se la portò con sé…
Di lì a qualche tempo il Creatore vide tornare da chissà quali lontani luoghi l’uomo e la sua donna, stanchi e tristi: davanti veniva l’uomo a capo chino e qualche metro addietro seguiva la donna sconsolata. Il Creatore chiese: “Cosa succede?”. L’uomo gli rispose: “Potrei dirvi una cosa, senza offesa?”. Il Creatore rispose: “Dimmi pure, uomo”. L’uomo gli disse: “La donna che mi avete regalato, ecco, ve la potreste riprendere?”. Il Creatore, sorridendo e senza aggiungere parola, riprese con sé la donna.
Trascorse ancora del tempo ed un giorno l’uomo, sempre più stanco e triste, ritornò sulla strada dov’era solito stare il Creatore. Quando lo vide gli chiese: “Beh! Cosa è successo ancora?”. L’uomo rispose: “Potrei dirvi una cosa, sempre senza offesa?”. “Dimmi pure, uomo” gli rispose il Creatore. L’uomo gli disse: “Potrei riavere ancora quella donna? Con lei non sarà sempre facile convivere, ma senza di lei è impossibile vivere“.
Il Creatore sorrise e mentre li osservava allontanarsi vide l’uomo voltarsi indietro e lo udì sussurrare:
…grazie…
Sul blog del mio amico Cristian ho trovato questo file per powerpoint, molto carino ed interessante. Cliccate qui sotto:

“Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate”. (C. Magris)
Ecco un pezzo dance datato 1994. Ah, tempi felici… Darei non so cosa per poter tornare a quegli anni…e a quella calda mattina di settembre… (mi raccomando guardatelo tutto)

28 luglio 2003
A volte mi chiedo se soffrire in amore sia una conseguenza del mio carattere, di scelte sempre sbagliate o di qualche macumba subita chissà quando da chissà chi… Non posso dire di essere mai stato soddisfatto della mia vita sentimentale. Le mie storie sono tutte finite prima ancora di cominciare, e sempre per motivi diversi. Così oggi ho quasi paura ad innamorarmi, perché ho sempre il sentore che sul più bello subirò la solita delusione. Io ho imparato a lottare sempre e arrendermi mai, ma finora ho sempre affrontato un avversario troppo forte per me. Non ho mai perso la voglia di amare, ma non ne ho quasi più la forza. Ho sempre bisogno di sentire intorno a me un briciolo di affetto, l’unica medicina che mi permette di ripartire. Senza quello mi sento come un fantasma, estraneo a questo mondo e invisibile agli occhi di tutti. Il tempo intanto però scorre implacabile, il giorno della rivincita si avvicina, ma quante volte ancora dovrò soffrire? Quante volte ancora guarderò il tramonto nell’attesa che venga una nuova alba per me? Non esistono risposte ai miei quesiti, solo il tempo dirà dove avrà portato la strada che sto percorrendo. Ma di una cosa sono certo: che mai smetterò di amare, di lottare per raggiungere i miei scopi e realizzare i miei sogni. E che mai e poi mai mi farò sopraffare dalle mie paure e dalla solitudine. E finché qualcuno proverà affetto sincero nei miei confronti allora troverò anche la forza per riuscire a vincere la mia personalissima battaglia.