Un gran bel film

8 Giugno, 2008

Venerdì 6 giugno: dopo una lunga attesa è arrivato il tanto atteso giorno del concerto di Vasco a San Siro…

Una cara amica, cui tenevo tantissimo a rivedere, si è ritirata a pochi giorni dal concerto, e fino a poche ore prima era maggiore il dispiacere per non rivedere lei dell’agitazione dovuta all’attesa dell’evento. Poi però nel partire da Brescia quest’ultima ha avuto di gran lunga il sopravvento. Dopo la consueta botta di traffico giungiamo al parcheggio intorno alle 16; mezz’ora dopo ci troviamo di fronte allo stadio Meazza… (potete cliccare sulle foto per ingrandirle)

Ecco, noi abbiamo i biglietti del terzo anello, perciò dovremo salire lassù… 8-O

I ragazzini del nostro gruppo (di 10, 14 e 15 anni, tutti per la prima volta a San Siro), appena entrati nella torre che ci porterà al nostro settore pensano bene di farsela di corsa. Così, prima che si perdano, decido di inseguirli (anche perché sono quello un po’ più in forma del gruppo). Morale: giunti a metà torre, stremati, rallentiamo il passo. Per poi accelerare a pochi metri dal traguardo. Una faticaccia, ma la visuale che ci troviamo di fronte ci fa dimenticare lo sforzo…

Siamo entrati allo stadio quando mancavano pochi minuti alle 17; il concerto sarebbe cominciato quasi 4 ore dopo, tuttavia non ci siamo annoiati più di tanto: mentre lo stadio rapidamente si riempiva ogni tanto partiva qualche coro o qualche ora. Nel mezzo l’esibizione di due spalle non meglio identificate, che hanno avuto il compito di intrattenere il folto pubblico. Il quale non si è accorto più di tanto della loro presenza, ma non per demeriti loro: semplicemente l’audio era basso e l’attenzione dei presenti era rivolta altrove (chiacchiere, foto, ecc. ecc.). Verso le 19 ha cominciato a piovere: un problema che non mi ha sfiorato fino a fine concerto, poiché ero coperto dalla gigantesca tettoia. Poi, alle 20 ecco la prova luci finale: il pubblico è caldo, oltre 70 mila persone invadono gli spalti (e il prato) dello stadio.

Questo breve video (47 secondi) l’ho girato io verso le 20.15: vi darà un’idea dell’atmosfera che si respirava nel Meazza…

Vedendo questo video il prato vi sembrerà mezzo vuoto. In realtà gran parte della gente che si trovava lì si era ammassata ai bordi del campo, suppongo per cercare riparo dalla pioggia che scendeva sempre più copiosa. Riparo garantito da chi invece si trovava sugli spalti: non posso mostrarvi la tribuna centrale poiché mi ci trovavo dentro, ed essendo perfettamente dritta non mi era possibile osservarla, però posso mostrarvi le curve com’erano cinque minuti prima del concerto:

Eh, lo so che sono un po’ buie, ma in realtà c’era più chiaro. Alle 20.45, in leggero ritardo suil previsto, parte la musica, che per oltre 2 ore e mezza mi ha fatto cantare, ballare, urlare, sognare. Un susseguirsi incessante di emozioni che avrei tanto voluto condividere con quella persona alla quale avevo riservato un preziosissimo biglietto (che ho rivenduto in meno di un minuto fuori dallo stadio) e che invece ha disertato la serata. Se ne riparlerà magari l’anno prossimo, ammesso di trovare ancora il biglietto…

Come potrete immaginare durante il concerto ho riposto la fotocamera, tuttavia una foto l’ho scattata. Ed è con questa foto che vi auguro di trascorrere una piacevole settimana.


Vasco arrivooooo!!!!!!!

5 Giugno, 2008

Ebbene sì, ci siamo: domani sera a quest’ora sarò a San Siro a strillare come un matto. Ma senza arbitri o avversari da insultare: saremo in oltre 70 mila a tifare tutti per la stessa squadra. Tripuuuuudiooooo!!!!!

Ho pensato, giusto per dare un’idea a chi San Siro non lo conosce, di proporvi un pezzo tratto dal mio primo live al Meazza, nel luglio 2003, e in particolare questa canzone che è accompagnata da un’ottima coreografia… Buon weekend a tutte/i!


Incontri in rete

4 Maggio, 2008

Circa 6 anni fa, un paio di mesi dopo aver acquistato il mio attuale pc, decisi di installare internet. Poi chiesi a mia sorella di consigliarmi una buona chat, e dopo pochi minuti feci il mio esordio in rete. Diedi un’occhiata alla lista dei contatti on line, poi scelsi di contattare una ragazza: mi rispose. Oggi questa persona è una delle presenze più importanti della mia sfera privata, un’amica veramente speciale alla quale devo dire grazie per i tanti sorrisi che ha sempre saputo regalarmi. Spero veramente che me ne possa regalare ancora tanti, tantissimi.

Una settimana più tardi mi ricollegai alla stessa chat, ma questa volta venni contattato io da una ragazza. Dopo 3 anni di sporadici contatti la nostra amicizia si rafforzò rapidamente fino a sfociare nell’amore. Un’amore durato un anno e mezzo e che oggi è finito, ma è comunque rimasta una discreta amicizia.

L’anno scorso, in un periodo in cui mi sentivo particolarmente solo, decisi di seguire il consiglio del mio amico Cristian ed aprii un blog. Era più un esperimento che un blog, tant’è che oggi non esiste più, ma attraverso quella paginetta ebbi modo di conoscere e successivamente incontrare Rosasophia, una persona dolcissima ed altruista. Il suo blog purtroppo tace da un paio di mesi, ma mi auspico di ricevere presto sue notizie.

L’incontro con Rosasophia mi spinse ad aprire un blog più di carattere personale e politematico. E fu così che il primo agosto del 2007 nacque questo blog. Nel giro di pochi mesi ho avuto il piacere di incontrare Musictere e Angioletto79, finché il mese scorso venni invitato al mio primo raduno blog, di cui ho parlato a suo tempo in questo post.

Mercoledì scorso ho partecipato, sempre a Bologna al mio secondo raduno. Ritrovo, anche questa volta, il famigerato parcheggio scambisti dell’altra volta. E anche stavolta affollato da individui non meglio identificati… 8-O Io e Stoneeaten siamo arrivati per primi, poi sono arrivati Adamo con JJ Kuku Jan e un loro amico, quindi le Derelitte (questa volta entrambe, alla faccia del Pianeta Porco Bastardo) (vero Cally?) insieme a GG. Quindi ecco le organizzatrici: Patty, Selma e Bdp, insieme a Sara. Per concludere, Ramskilo con un suo amico. Completata la truppa ci siamo diretti al ristorante, dove poi ci siamo abbuffati di tigelle e crescentine, specialità culinarie molto succulente della zona. A metà cena ci ha raggiunti anche Violettin, poi verso mezzanotte siamo andati all’Estragon, dove siamo rimasti fino a notte fonda a ballare musica anni ‘80 e ‘90.

Che dire, se non avessi messo internet non avrei mai conosciuto un’amica carissima, non avrei vissuto un amore, forse non avrei mai nemmeno aperto un blog. E non avrei mai letto pagine e pagine di vita vissuta, di racconti più o meno diverertenti, di pensieri ed emozioni. E non avrei mai conosciuto questi ragazzi.

Da quando ho messo internet la mia vita è cambiata, quasi sempre in meglio. Ho avuto la possibilità di conoscere persone interessanti e di crearmi nuovi amici. Amici che ringrazio, perché è anche merito loro se oggi non mi sento più così solo.


Pizza di traverso…

27 Aprile, 2008

Alcuni giorni fa un mio amico mi ha riportato alla mente una storia, una delle tante vicende che ho vissuto in passato. Una delle tante vicende nate dal mio cellulare…

Accadde una sera che un’amica di lunga data mi propose di uscire con lei per un caffè. Accettai, e dopo un’ora ci trovavamo in un bar a conversare del più e del meno, finché non uscì con la sua trovata: “C’è una mia amica che vuole conoscerti! Mi ha detto di darti il suo numero“. Risposi: “Veramente preferirei ricevere il numero dalla diretta interessata…“. Allora lei in un minuto le mandò un sms (chissà cos’avrà scritto… 8-O ), la cui risposta fu: “ok daglielo“. Presi quindi questo numero, ma non mandai un sms: semplicemente feci uno squillo, uno solo. Manco il tempo di girarmi e mi arrivò un sms fiume. In poche parole la ragazza in questione si presentò: Sara, un anno meno di me, super appassionata di musica leggera italiana e di pizza. Residenza, una ventina di km da casa mia. Toh, nemmeno lontano, proviamo a darle retta… :roll:

La breve distanza e i gusti simili (soprattutto in fatto di pizza) ci permisero ad organizzarci piuttosto rapidamente per una cena. Un incontro formale più che un appuntamento, anche se il luogo di ritrovo (Salò, stupenda località sul lago di Garda) farebbe pensare al contrario. Sara si presentò puntuale (una delle rare volte che l’invitata non è in ritardo), e visto il clima pessimo (vento e freddo, nonostante fosse luglio) ci fiondammo in pizzeria senza pensarci due volte. La serata passò in tutta tranquillità: mi passò in rassegna tutta la sua discografia (oltre 3mila dischi in vinile di musica soprattutto italiana anni ‘50-’60-’70) alla quale feci fatica a ribattere. Nonostante sia alquanto attrezzato (tra cd, vinili e musicassette arrivo 600/700 pezzi, dovrei decidermi di contarli una volta o l’altra…) non riuscivo nemmeno ad avvicinarmi ai suoi livelli di conoscenza musicale. Se non altro però, non trovai difficoltà a trovare un discorso che non la annoiasse… ;-)

Dopo 2 ore abbondanti, durante le quali entrambi abbiamo fatto il bis di pizza, decidemmo di uscire. Lei si disse stanca, perciò la salutai e mi diressi verso casa. Dopo qualche km mi arrivò un sms:

Grazie per la splendida serata, sei stato veramente un angelo. Spero di rivederti presto. Un bacione

Se non altro avevo in mano materiale da mostrare agli amici… ;-) Scherzi a parte, risposi al suo sms, e per un paio di giorni fu uno scambio continuo. Poi improvvisamente non ottenni più risposta. Attesi alcune ore, poi preoccupato la chiamai: suonava libero, ma non rispondeva. Riprovai diverse volte, ma niente da fare. Finché un venerdì sera mi rispose una voce maschile. Chiesi di Sara, ma mi sentii rispondere che Sara non c’era e che avrei fatto bene a non cercarla più.

Così a occhio e croce saranno passati 6 o 7 anni, ma da allora non ho più ricevuto uno straccio di notizia di questa ragazza. Perfino l’amica che mi ha dato il suo numero non ha più saputo nulla. Non ho mai capito se il problema fossi stato io, o se invece c’era già qualcun altro nella sua vita (ad esempio il tipo che mi ha risposto). L’unica cosa che ho capito in tutta questa storia è che evidentemente non era destino… :-?


Vorrei? Meglio di no

13 Aprile, 2008

Mi scuso con Orchideablu per non aver svolto il meme da lei passatomi tempo fa, ma come le ho già riferito non ho 7 segreti da confessare. Per ora: quando li avrò svolgerò il mio compitino.

Nel frattempo però Nita mi ha nominato per un altro meme: devo elencare 5 cose che avrei voluto fare e 5 cose che sarebbe stato meglio non fare. Vediamo:

5 cose che avrei voluto fare

  1. Laurearmi. La mia più grande passione è l’astronomia, mi sarebbe piaciuto seguire un corso di studi adeguato. Tuttavia i miei scarsi risultati scolastici (dovuti più che altro al mio scarso impegno), uniti all’insofferenza dei miei di non vedermi ancora lavoratore, mi hanno fatto desistere ed accontentarmi del diploma;
  2. Diplomarmi in informatica. Ho una buona competenza nel ramo, tuttavia un amico di mio padre (elettricista) mi consigliò elettrotecnica, dicendomi che avrei avuto maggiori sbocchi lavorativi. Mio padre, che mi considerava immaturo (a 15 anni un po’ lo ero, d’accordo, però…), mi costrinse ad abbandonare l’idea dell’informatica per seguire il consiglio ricevuto. Peccato che l’elettricista, una volta diplomatomi, volesse assumermi senza tenere conto del fatto che il lavoro propostomi non mi piaceva, anche perché soffro tremendamente di vertiggini. Così oggi faccio il camionista: tristezza… :-(
  3. Cambiare lavoro prima. Dove lavoravo fino a 2 anni fa ero trattato male, dovevo fornire la mia totale disponibilità a qualsiasi mansione per 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana. Ferie scarse, giusto il minimo sindacale (ma possibilmente nemmeno quelle), quasi 100 mila km all’anno sul camion in giro per l’Europa (dalla Spagna alla Grecia), ma uno stipendio da normalissimo operaio. Il capo contava quanti caffè bevevo o quante volte andavo in bagno, e se non mi facevo trovare più che scattante mi umiliava davanti a tutti, a volte anche insultandomi. Non ho mai intrapreso azioni legali tramite sindacati contro il mio ex capo solo perché sua figlia è una mia cara amica da tanti anni, ma appena ho avuto occasione me ne sono andato. Oggi ho quadruplicato la distanza da casa, ma per lo meno mi trovo bene, il capo mi rispetta e lo stipendio non è da buttare…
  4. Metter su famiglia. Il destino ha tranciato troppo presto questo sogno che, per cause che non sono dipese solo da me, non ho più potuto realizzare. E che non potrò realizzare tanto presto…
  5. Rivedere Silvia ancora una volta. Chissà, forse avrei potuto scrivere un’altra storia…

5 cose che sarebbe stato meglio non fare

  1. Dar retta a mio padre e frequentare elettrotecnica invece che informatica;
  2. Rifiutare un invito per un caffè. Avvenne quasi 5 anni fa: era tardi (le 22 passate), lei viveva a 30 km da casa mia e il mattino dopo io avevo la sveglia alle 4. A me piaceva tanto quella ragazza (che quella sera peraltro era a casa da sola), non ho più avuto sue notizie;
  3. Dar confidenza a certi amici che poi non si sono rivelati tali;
  4. Donare i miei sentimenti a donne che hanno soltanto giocato col mio cuore;
  5. Innamorarmi del gioco del calcio. Mi è costato un polso e due caviglie rotte (oltre a un ginocchio che ogni tanto scricchiola).

Finito. Non nomino nessuno, tanto credo che l’abbiate fatto un po’ tutti. Se qualcuno manca all’appello è pregato di comunicarmelo, lo nominerò volentieri… :-) Buon lunedì!


Una strage senza fine

6 Aprile, 2008

Ieri sera i miei amici sono rincasati presto, così, siccome non mi andava di terminare il sabato sera a mezzanotte e mezza, mi sono recato in un paese vicino ad un bar gestito da un’amica. Verso le 2.10 lascio il locale, ma dopo qualche centinaio di metri mi sono accorto di avere poca benzina nel serbatoio, così ho imboccato la statale nel senso opposto a quello diretto a casa per dirigermi verso un distributore Agip lì vicino, l’unico ancora aperto a quell’ora. Giunto però nei pressi del distributore mi son trovato di fronte ad un incidente, con tanto di fiaccole a chiudere la strada, così ho fatto i miei 10 euro di verde e poi ho parcheggiato.

Avvicinatomi a piedi ho realizzato quanto fosse grave la situazione: una Lancia Y e uno scooter si erano scontrati frontalmente proprio nel bel mezzo di un cantiere per la costruzione di una nuova rotatoria, per effetto del quale la strada viene deviata a formare una chicane. Il conducente dell’auto era lì vicino, seduto sul marciapiede; stava bene, nemmeno un graffio, solo piuttosto scosso. Del motociclista però nessuna traccia. Ho evitato di chiedere al protagonista dello schianto, così mi sono avvicinato ad uno degli agenti della Stradale impegnati nei rilievi. Costui mi ha riferito che il ragazzo sullo scooter, italiano ma non del posto, era stato portato via in condizioni critiche, per non dire disperate, ma “E’ difficile che ce la possa fare“. Mi sono così fermato ad osservare i mezzi incidentati, ancora in mezzo alla strada. Lo scooter era praticamente sparso per 30/40 metri, in briciole, mentre il corpo principale del mezzo era ancora sotto la Lancia Y. La vettura presentava tutta la parte anteriore sinistra sfondata, parabrezza compreso, e una ruota scoppiata. Oltre a tanto sangue. Una signora lì vicino mi ha fatto notare, impigliato nelle lamiere, un pezzo di carne strappato da una gamba dello scooterista.

Decidevo di allontanarmi per non disturbare gli agenti impegnati nei vari rilievi, così mi sono sistemato nei pressi delle fiaccole che di fatto chiudevano la strada ad indicare ai tanti automobilisti in transito (quasi tutti non del posto) la deviazione da seguire all’interno del paese per poter proseguire verso Brescia. Uno di questi, evidentemente poco assonnato, mi ha fatto compagnia per un’oretta aiutandomi a spiegare ai forestieri il percorso alternativo.

Il mio “lavoro” è terminato verso le 4.30, quando gli agenti, rimossi i mezzi incidentati, hanno riaperto la strada. Uno dei poliziotti si è avvicinato a me per ringraziarmi del disturbo, così ho approfittato per chiedere aggiornamenti sulla salute dello scooterista ricoverato. La sua risposta però è stata emblematica: “E’ deceduto“.

Maurizio Cattaneo, residente a Bovezzo (BS), aveva 37 anni. Stando a quel poco che ho capito non era pratico del posto, così giunto nei pressi del cantiere (segnalato malissimo, a dire il vero) non sapeva della chicane e ingannato anche dalla scarsa illuminazione ha tenuto un’andatura rettilinea, scontrandosi con la macchina in senso opposto che la chicane invece l’aveva fatta. Non so nulla di questa persona, se avesse famiglia o meno.

Tra ieri e oggi altri due motociclisti sono morti sulle sole strade bresciane, e un terzo è in prognosi riservata. A livello nazionale sulle strade muoiono in media 16 persone al giorno, che a fine anno equivalgono a 5/6 mila vittime, praticamente un paese. Siamo di fronte ad una strage senza fine: non si può proprio fare nulla per porre un freno a questa carneficina?


Tappa obbligata

2 Aprile, 2008

Oggi mi sono recato in provincia di Cuneo per consegnare del materiale, ma lungo la strada ho fatto una tappa obbligata: l’area di servizio Crocetta Nord, sulla A21.

matteo-bagnaresi.jpgPochi di voi sapranno che io sono un grande appassionato di calcio, e nonostante negli ultimi 2/3 anni il mio interesse verso questo sport sia diminuito seguo sempre le vicende che lo riguardano, anche se non gli dedico più la mia attenzione come un tempo. Domenica però è successo un fatto che non poteva lasciarmi indifferente: un tifoso del Parma, tal Matteo Bagnaresi (nella foto), è morto travolto da un pullman di tifosi della Juventus. Suppongo che tutti voi abbiate saputo questo fatto: la tragedia è accaduta all’interno di questa area di servizio tra Alessandria ed Asti, verso Torino. E il mio viaggio di oggi mi ha portato proprio davanti a quest’area, così mi sono fermato. Giusto qualche minuto, il tempo di un caffè. C’è un palo di cemento attorno al quale sono stati affissi fiori e messaggi vari, e legate diverse sciarpe: Parma e Juve, ma anche Sampdoria, Milan, Roma… Avevo con me una sciarpa del Brescia, così l’ho legata con le altre.

Stando alle voci che sono girate in questi giorni sembrerebbe che alcuni tifosi del Parma, tra cui Bagnaresi, abbia teso un agguato al pullman degli juventini. L’autista, impaurito, sarebbe partito per tentare una fuga, travolgendo però il ragazzo che è così rimasto schiacciato sotto le ruote. Sono solo voci però, la verità è ancora tutta da ricostruire. Gli ultras del Parma intanto negano ogni scontro con supporters bianconeri, e visto che io non c’ero non posso dire se hanno ragione o no. Matteo Bagnaresi aveva appena finito di scontare 3 anni di DASPO, diffida dall’entrare in stadi durante manifestazioni sportive, subita dopo un invasione di campo con rissa annessa. Quindi verrebbe da pensare a un violento, un facinoroso. Può darsi, ma è stato descritto anche come un ragazzo generoso, disponibile, laureato e impegnato nel sociale. Una cosa ho capito con certezza: era figlio unico. Non oso immaginare cosa stia passando la sua famiglia, i suoi genitori, che per colpa di una stupida partita di calcio hanno perso il loro unico figlio. The show must go on, lo spettacolo deve proseguire, ma questo ragazzo non c’è più.

Non so dire se Matteo se la sia cercata o se si è trattata di una fatalità. Però quando ho visto quel pilastro di cemento addobbato di mille colori, i colori delle varie squadre uniti in un unico nodo a ricordare la scomparsa di un ragazzo, lì è scoppiata la mia amarezza: lo sport dovrebbe unire, non dividere. Ma soprattutto non posso e non voglio concepire come si possa morire nel nome del pallone o di una squadra di calcio. Credetemi, ho lasciato l’area di servizio in lacrime…


Dove avevo sbagliato?

24 Marzo, 2008
poor-pussy.jpg

L’altro giorno mi è capitato di passare in un paese dove viveva una ragazza che avevo rimosso dalla mia memoria. Considerando che è un posto dove non passo mai, l’evento mi ha riportato alla mente una vicenda che vale la pena di raccontarvi.

Dunque, credo fosse il 2004. Una sera mi capitò di uscire con un’amica di vecchia data per un caffè. Quando mi recai alla toilette ebbi la sventura di dimenticare nel giubbino il mio cellulare. Così questa mia amica ne ha approfittato ed ha spedito un sms ad un numero che solo lei conosceva. Immaginatevi quindi il mio stupore quando da questo numero mi arrivò risposta… Mi ci volle qualche minuto per capire cosa era successo: la mia amica aveva mandato un messaggio ad una sua conoscente single dicendole che volevo conoscerla. La destinataria, una persona piuttosto socievole, accettò e mi contattò a sua volta. Questa ragazza, che si chiama Maria, lavorava in un paese qui vicino, quindi non ci mettemmo molto ad organizzare un incontro. Nulla di che, giusto un caffè e una sigaretta, proprio per vederci in faccia. L’impressione fu comunque positiva, per entrambi. Ne è prova il fatto che qualche giorno più tardi, proprio mentre passavo dalle sue parti, mi mandò un messaggio nel quale mi disse di volermi rivedere (stavo già svoltando verso casa sua, ma si affrettò a dirmi che non era a casa) ( :-( ). Trovammo quindi occasione di rivederci anche più di una volta: il giorno del mio compleanno mi portò nella migliore pasticceria/gelateria della provincia (non è periodo di gelati, ma quando ci vuole ci vuole… ;-) ), un’altra sera andammo a giocare a bowling… Insomma, ci si frequentava e intanto ci si conosceva un po’ alla volta. Alla vigilia di Natale venne a trovarmi alla mia solita gelateria, dove festeggiavo con gli amici. Che dire, ero abbastanza contento di quella situazione.

A gennaio venne il suo compleanno. Per l’occasione la portai fuori a cena: unica nota stonata, finì tardi di lavorare, quindi dovemmo mangiare alla svelta poiché il padrone della pizzeria non vedeva l’ora di chiudere. Tre giorni più tardi la trovai a sorpresa in gelateria insieme ad una sua cara amica (che conoscevo) e a due ragazzi. Sentii puzza di bruciato, ma una mia carissima amica (che conosceva i ragazzi), presente quella sera, volle rassicurarmi: uno era il fidanzato dell’amica di Maria, mentre l’altro, felicemente fidanzato da diversi anni, era il fratello dell’altro tipo. Continuavo però a sentire puzza di bruciato, e il mio naso funziona fin troppo bene…

Dopo qualche giorno Maria ritornò in gelateria, questa volta senza l’amica e relativo moroso, ma col fratello del relativo moroso. Chiamata la mia carissima amica, questa rimase più sorpresa di me. Il giorno dopo chiamai Maria, la quale mi spiegò che si erano fidanzati una settimana prima (il giorno dopo la cena che le offrii per il suo compleanno: un pessimo investimento, non trovate ?) ( :-? ): lui aveva mollato la morosa per andare con lei, che rimase colpita da quel gesto e accettò (ma tu vedi questa…). Mi ringraziò per tutto quello che avevo fatto per lei, ma mi disse di non provare niente per me, facendomi credere di essermi illuso.

Morale: le poche notizie giunte al mio orecchio mi hanno detto che Maria e il tipo si sono forse sposati, sicuramente ora convivono. Se non fossi passato per il suo paese oggi con tutta probabilità non me la ricorderei più, ma quando ci penso mi chiedo: dove avevo sbagliato? Domanda alla quale, credo, non avrò mai un’adeguata risposta…


A due passi dall’inferno

26 Febbraio, 2008

re222x0mx_20080222.jpgTutti voi avrete certamente sentito dei gravi incidenti stradali accaduti venerdì mattina sull’autostrada Brescia-Piacenza, in entrambi i sensi di marcia. E’ una strada per la quale passo spesso, almeno una decina di volte al mese. E, fortunatamente, venerdì ero altrove. Ma proprio ieri pomeriggio l’ho percorsa, passando anche attraverso i posti divenuti teatro di quell’immane tragedia. E, a dire la verità, il viaggio non è stato come le altre volte.

Tra Pontevico (BS) e Cremona, durante il viaggio d’andata, ho potuto notare i vari segni di frenate, graffi sull’asfalto, cespugli travolti a lato della strada. Poi, giunto nei pressi di Cremona, ho capito di aver raggiunto il punto più critico di quella catena infernale: nel prato in parte giacevano ancora alcuni resti di carrozzeria, un paraurti, una portiera blu, appartenuta questa con tutta probabilità ad un tir sul quale si trovavano due autisti rumeni entrambi deceduti.re222xzux_20080222.jpg In quel momento mi son sentito il cuore in gola, perché so benissimo che in mezzo a quell’inferno sarei potuto esserci io. Conosco quella strada a menadito, curva dopo curva, eppure ieri mi sentivo spaesato, mi sembrava di non essere mai passato da lì. Poi, dopo aver caricato, sono tornato verso Brescia, e tra Caorso e Castelvetro (nel Piacentino) si è ripetuta la scena: anche qui vistose ferite sull’asfalto, nell’erba in parte alla strada, sui guard rail. Qui però l’impatto dev’essere stato più tremendo: i segni della sabbia usata per ripulire il fondo stradale erano ovunque, per diversi metri. A sinistra un guard rail svergolato e schiacciato dal peso di un camion, a destra un altro completamente divelto. Nel fosso diversi rottami che aspettano solo di essere raccolti. Poco più avanti c’era una piazzola, mi sono fermato per qualche minuto. Non me la sentivo di proseguire, avevo le lacrime agli occhi.

martina-baroncini.jpgQuesta dottoressa livornese di 26 anni di nome Martina Baroncini è una delle 6 vittime di quella mattina, travolta a Castelvetro dopo essere scesa per prestare soccorso ai feriti. Ebbene, sempre ieri ho scoperto che non solo era diretta a Brescia, ma si stava recando nella palazzina in parte alla mia ditta, dove ha sede un ambulatorio di medicina del lavoro. Osservando la foto ricordo in effetti di averla già vista, anche in più di un’occasione. Praticamente non la conoscevo, tuttavia la sua scomparsa non mi ha lasciato indifferente. Sono vicino ai suoi familiari e ai suoi amici, so purtroppo cosa stanno passando in questi giorni…


Controlli…

3 Febbraio, 2008

autovelox.jpgIeri mattina ho fatto un salto al centro commerciale. Nulla di particolare da comprare, solo era un po’ che non ci andavo e volevo vedere un po’ di novità. Premetto che da casa mia al centro commerciale in questione ci sono 6/7 km…

Esco di casa, il tempo di raggiungere la provinciale e vengo fermato dai Carabinieri del paese, che però mi riconoscono e mi lasciano andare dopo meno di un minuto. Pericolo scampato? Ma và, percorro un altro chilometro e stavolta è la Stradale a fermarmi. Al che mi sorgono due dubbi:

  1. La mia macchina ha qualcosa che non va?
  2. Perché Polizia e Carabinieri non si mettono d’accordo sulle zone da pattugliare? Tutti qui oggi… :-(

La macchina non ha nulla, solo un normale controllo. Patente, libretto, contrassegno assicurazione, posso andare, grazie arrivederci. Curiosamente prima di giungere al centro commerciale ho notato un terzo posto di blocco (stavolta i vigili locali), ma non mi hanno fermato (strano…). Arrivato finalmente a destinazione metto la macchina nel parcheggio e mi dirigo all’interno. Faccio la mia spesa ed esco, ma prima di ripartire vengo contattato telefonicamente da un amico. Così, memore del viaggio d’andata, lo metto in attesa e installo il viva voce. Inoltre decido di cambiare strada per il ritorno, così da arrivare a bere un caffè in un bar gestito da una mia carissima amica. Lasciato il bar dopo mezz’ora decido di prendere una statale che mi avrebbe riportato al mio paese attraverso un’altra entrata, ma dopo un paio di km vengo nuovamente fermato dalla Stradale. Peraltro gli stessi agenti che mi avevano trattenuto meno di due ore prima, così glielo faccio notare…

L’avessi mai fatto: uno degli agenti mi ha fatto scendere, mentre l’altro ha voluto controllare ogni vano portaoggetti, sotto i sedili, nel porta bagagli. Dopo un quarto d’ora circa il primo agente fa notare al secondo che avevo ragione, mi avevano già controllato (Evidentemente il nome deve averlo aiutato a ricordare). E il secondo agente che fa? Si arrabbia con me: “Ma perché non ha insistito? Che mi risparmiava un sacco di lavoro inutile…” Premesso che il primo controllo non era stato così dettagliato, l’agente mi ha lasciato comunque senza parole… 8-O

Tornato quasi a casa vengo ancora una volta fermato dai Carabinieri del mio paese che mi riconoscono ancora una volta. Il maresciallo mi fa, scherzosamente: “Ma che fa, continua a farsi fermare da noi stamattina?” Ecco, prima l’ho incenerito con lo sguardo, poi gli ho raccontato la vicenda. Al termine, sempre più scherzosamente, il maresciallo mi dice: “Allora dovremo ricontrollare tutta la macchina: quelli della Stradale non sono capaci di perquisire le vetture…” e, di fronte alla mia faccia, come dire, provaci e ti uccido, mi ha salutato e mi ha lasciato andare.

Morale: dalle mie parti la delinquenza ha raggiunto livelli elevatissimi. Tutti possono delinquere. Ebbene, tutti ma NON IO! (che probabilmente sono l’unico che, anche potendo, non delinquerebbe comunque…) :-|