L’educazione è di casa (altrui)
30 Giugno, 2008
Oggi pomeriggio sono uscito col camion per un viaggetto rapido ed indolore. Faccio la prima rotonda, poi la seconda, la terza… Ho 7 rotonde prima di entrare in tangenziale (provate ad immaginare cosa vuol dire spiegare agli autisti, soprattutto se stranieri, la strada per raggiungere la mia ditta…
). Giunto alla penultima rotonda, il traffico si intensifica, perciò, nonostante la carreggiata a due corsie, mi ritrovo incolonnato a pochi metri dal rondò. Questione di secondi, e le macchine davanti a me partono a spron battuto. Tutte, tranne una: quella che, ovviamente, stava immediatamente davanti a me, una Alfa 145.
Dopo alcuni secondi di totale inattività del veicolo fermo davanti a me comincio a pensare che l’autista si sia distratto, perciò provvedo ad un leggero tocco di clacson con l’intento di riportarlo alla realtà. Il signore davanti a me caccia allora un braccio fuori dal finestrino e mi fa segno con la mano come per scusarsi. Ok amico, no problem, ma muoviti… Muoviti… MUOVITI!! Macché, niente da fare. Rifletto: e se ha qualche problema alla macchina? Dietro di me si stava formando una coda apocalittica, e sotto un sole cocente non è una bella situazione. Quindi scendo dal camion e mi dirigo verso lo sfortunato autista. Il quale, indovinate un po’? Esatto, stava amabilmente chiacchierando col suo cellulare…
Appurato che ’sto signore non avesse problemi con la macchina decisi di bussare sulla portiera per chiedergli di spostarsi:
“Scusiiii!” No, non mi ha cagato… Riprovo: “Mi scusiiii!!! Sta intralciando il traffico!” La sua risposta era tutta in un gesto del braccio, come per scacciare una mosca. Dietro al mio camion la temperatura sta salendo vorticosamente, insieme alla bile di decine (ma anche centinaia) di automobilisti inferociti. Perciò alzo un pochino il tono della voce: “Ehiii!!! Và che questo non è un parcheggio, si sposti per favore!“. Questo tizio, ormai infastidito dalla mia presenza, accosta il suo cellulare, si gira verso di me e in dialetto bresciano mi strilla: “Hai finito di rompere i coglioni??“
La sua battuta mi ha lievemente urtato: evidentemente le buone maniere non funzionano… E va bene, cambiamo tono: bussata bella vigorosa sulla portiera e, a voce grossa (e in dialetto bresciano, ovviamente) gli ho urlato: “Senti ciccio, ti dò 3 secondi per levarti dalle palle, dopodiché sfascio te e la tua macchina assieme!“. Il tipo ha solo fatto accenno ad una timida reazione, ma ha notato che in parte a me erano giunti altri due camionisti pure più grossi di me, così ha pensato bene che non fosse il caso di proferire altra parola e se n’è andato tra gli insulti dei presenti (me ovviamente compreso).
Morale: chi l’ha detto che con le buone maniere si ottiene tutto?
Pubblicato da scorpio79















