International meme

Sembra che ultimamente questi meme vadano piuttosto di moda: la Coniglia mi ha nominato per questa nuova e simpatica (?) catena. Ovvero, devo elencare 5 cose che amo e 5 cose che odio dell’Italia, e inoltre 5 cose che amo e 5 cose che odio dell’estero. Devo dire che fuori dall’Italia sono stato in Francia, Spagna, Austria e Grecia, realtà quindi molto diverse tra loro, e i miei giudizi si baseranno quindi sulla mia esperienza personale vissuta in questi posti. Cominciamo…

 

5 cose che amo dell’Italia

  1. LA CUCINA. In qualsiasi regione, in qualsiasi città vi sono diversi piatti tipici che, messi insieme, fanno la storia del nostro Paese. In particolare io sono un grande amante di pizza e di pastasciutta (da tipico italiano, eh?), e come li facciamo noi in Italia questi piatti non li sa fare nessuno. Io sono di Brescia, piatti particolari qui non ce ne sono molti, però i salami o i formaggi della nostra zona sono eccezionali. E poi, il nostro spiedo… 😉
  2. I POSTI. L’Italia è in grado di offrire panorami eccezionali: città d’arte stupende, uniche al mondo, un mare in certi posti favoloso, montagne che tolgono il respiro al solo ammirarle… Io abito ad una manciata di chilometri dal lago di Garda: una zona stupenda, immersa in verdi colline, costellata di castelli medievali.
  3. LE DONNE. Belle come le italiane non credo ce ne siano nel mondo, da qualsiasi regione esse provengano. Anche e soprattutto come mentalità.
  4. LA MUSICA. Abbiamo artisti che il mondo ci invidia (Ramazzotti e la Pausini), altri che ci ha invidiato (Modugno e Pavarotti) e altri ancora che ci teniamo stretti (Vasco e Ligabue). Anche se, forse, importiamo troppa porcheria dagli altri paesi…
  5. LA STORIA. Dalla preistoria ai giorni nostri l’Italia è stata il perno di tante vicende in grado di cambiare il mondo. Dall’antica Roma al Medioevo, dal Rinascimento alle Guerre Mondiali, la storia del nostro Paese è anche la storia di un popolo, formata da tante piccole storie di personaggi che, nel bene e nel male, hanno infuenzato il nostro pensiero. E che ci hanno lasciato un’eredità pesantissima da tramandare alle future generazioni.

5 cose che odio dell’Italia

  1. LA BUROCRAZIA. Diciamolo, l’Italia è pessimamente organizzata su questo lato. Per qualsiasi stupidata bisogna sbattersi da un ufficio all’altro, scartoffie su scartoffie, tempi di attesa lunghissimi… A meno che non si ha un amico altolocato che ci mette una parola e, magicamente, i problemi scompaiono… 😕
  2. I TRASPORTI PUBBLICI. Il sistema ferroviario italiano è antiquato. Viaggiare in treno è costosissimo e ci si imbatte spesso e volentieri in ritardi e disservizi di vario genere. Il trasporto su autobus è un pochino meglio, ma pessimamente gestito (muoversi di domenica, ad esempio, comporta il rischio di dover aspettare la corriera magari per diverse ore. E sempre se passa…). Non parliamo invece di aerei (ho volato una sola volta, Verona-Fiumicino e ritorno. 55 minuti di volo, con 80 minuti di ritardo… 😡 ) e di taxi (in città ci sono, costano ma funzionano. Ma già nell’hinterland sono utopia…).
  3. IL RISPETTO DEL CODICE STRADALE. In Italia è praticamente inesistente, anzi io che rispetto quanto possibile il Codice vengo spesso insultato dagli altri automobilisti. Limiti di velocità deliberatamente ignorati, ogni posto è buono per sorpassare (gallerie comprese), il cellulare alla guida è una consuetudine, la precedenza è del primo che arriva… Tanto, forze dell’ordine non ce ne sono mai in giro, e se non c’è chi fa rispettare le leggi…
  4. IL SISTEMA GIUDIZIARIO. Giusto per restare in tema… Qui da noi quasi quasi i delinquenti sono tutelati: mi piacerebbe capire come mai in Italia (e SOLO in Italia) uno che uccide, ruba, spaccia la droga o delinque in generale sta dentro un giorno o due poi è libero… E il nostro Governo ha pure inventato l’indulto! Uh signùr… 😥
  5. IL LAVORO. Non per il fatto che possa piacermi o no lavorare (anzi, meno male che ho un lavoro), bensì per la mentalità applicata al lavoro. Ovvero, il massimo guadagno con il minimo sforzo. E, logicamente, col minimo costo. Norme di sicurezza spesso ignorate, con conseguenze che potete ben immaginare, tanta manodopera straniera che costa di meno… E quelli che, come me, hanno in mano un diploma che si trovano a fare tutt’altro perché questo ho trovato… 😦

5 cose che amo dell’estero

  1. IL RISPETTO DELLE LEGGI. Se si esclude la Grecia (che è peggio di noi) dalle altre parti il sistema giudiziario è piuttosto severo, e il popolo si adegua. Anche sulle strade il Codice viene rispettato quasi alla lettera: è abbastanza insolito che qualcuno faccia stupidate come correre troppo o fare certe manovre, e quando ci si imbatte in qualcuno che si comporta così il più delle volte si tratta di italiani…
  2. LA CULTURA. Gli abitanti dei posti che ho visitato sono molto legati alla loro identità nazionalista (soprattutto i francesi) (ma và?), e non si fanno mica tanto influenzare dalle mode o dalle usanze di altri popoli. A differenza di noi, che guardiamo sempre gli altri e cerchiamo sempre di imitarli…
  3. LA PUNTUALITA’. Persino i greci sono più puntuali di noi. E in Spagna hanno addirittura abolito la siesta…
  4. VIAGGIARCI ATTRAVERSO. Immergersi in posti sconosciuti e diversi dai nostri per me è come vivere un’avventura, dove persino due mucche al pascolo possono diventare qualcosa di affascinante.
  5. I SAPORI. Bisogna assaggiare i prodotti tipici dei posti che si visitano, solo così si può capire la mentalità di un popolo (però non ho capito perché i greci ce l’hanno così a morte coi turchi, eppure bevono tutti caffè turco. E quanto ne bevono!)

5 cose che odio dell’estero

  1. L’ATTEGGIAMENTO. Diciamoci la verità, gli italiani non sono molto simpatici all’estero, tranne in certi posti. Ma ovunque sono andato ho trovato persone poco disponibili al dialogo, che mi trattavano quasi con superficialità, con distacco. Quasi avessero fastidio di aver a che fare con uno straniero (e in Grecia un taxista cercò pure di imbrogliarmi, chiedendomi 40 euro per tornare in albergo quando lo stesso viaggio all’andata mi era costato 11…).
  2. LA CUCINA. Oddio, non che si mangi male, ma ormai anche là viaggiano alla grande i McDonald e i Fast Food. Per mangiare qualcosa di tipico bisogna andare in certi ristoranti, e i prezzi sono a dir poco esorbitanti :basti pensare che in Grecia, dove il costo della vita è un po’ più basso del nostro, siamo andati a cena e abbiamo speso 60 euro a testa… E in Francia spesi 35 euro per mangiare due cagatine che, oltre a non avermi tolto neanche un pochino di fame, mi avevano soltanto guastato il palato. Per fortuna che in entrambi i casi ero in viaggio per lavoro, e i pasti erano rimborsati…
  3. LA LINGUA. Vabbè, non posso pretendere che in tutto il mondo si parli l’italiano. Ma se vedi che faccio fatica a capire la tua lingua, parla almeno un po’ più lentamente… 😕 Inoltre, ritengo vergognoso che 10 km al di là del confine nessuno già parla più italiano. Addirittura, quando scendevo dal Brennero ed entravo in Austria, non trovavo nemmeno quello che parlava inglese. E io il tedesco non lo parlo neanche per caso… 😯
  4. IL FUMO. Premesso che sono un fumatore, in Italia la legge che vieta il fumo nei locali pubblici è passata, la condivido e la rispetto. Ora manco dall’estero da un paio d’anni, non saprei come sono in giro le leggi. Ma finché mi sono mosso intorno all’Europa si poteva fumare praticamente ovunque. Solo in Grecia (!) nei ristoranti c’erano zone riservate ai non fumatori, anche se non c’erano vetrate o simili che le dividevano dalla nuvola di nicotina. Ma almeno è stato l’unico posto dove il gesto è stato fatto. Fa niente poi se si sente che in certi posti nel mondo non si può fumare nemmeno per strada…
  5. LA FRUTTA. Sarà che sono abituato alla nostra, ma le schifezze che ho mangiato nei miei viaggi spero di non assaggiarle più…

Allora Coniglia, cosa te ne sembra?
Bene, ora dovrei nominare qualcuno. Qualcuno che so che è andato all’estero, o comunque qualcuno che possa parlarne…

 

Dappertutto (vai Cristian, voglio vedere il tuo lato critico!)

 

Simo (anche te sei molto meticolosa e dettagliata)

 

Mary (scatenati!)

 

Angie & Apple (ho visto una foto di Montecarlo, se non sbaglio…)

m0rg4n4 (che se non sbaglio all’estero ci vive…)

Ok, non picchiatemi. Del resto, se non nominavo nessuno, poi la Coniglia picchiava me… 😉 Divertitevi, e chi vuole farlo si accomodi…

Wonderful life

Stasera ho deciso di deliziarvi con un evergreen (ovviamente anni ’80, il mio periodo preferito). L’artista (del quale, onestamente, non saprei indicare un’altra canzone oltre a questa) è Colin Vearncombe, in arte Black. L’anno, il 1987.

Chi se la ricorda? In fondo, son passati “solo” 20 anni…

Dialoghi di lavoro…

Ieri, in una ditta dove mi sono recato a caricare:

Segretaria: Scusami se ti ho fatto aspettare così tanto per la bolla.

Io: Non si preoccupi…

Lei: Ma dammi pure del tu, tanto… Siamo pressapoco della stessa età…

Io: Ne è sicura?

Lei: Beh, quanti anni hai?

Io: Lei quanti me ne dà?

Lei (alquanto titubante): Boh… Non saprei… Trentanove?

Io:

Ecco, non so se prenderlo come un complimento o un’offesa… 😕

Il genio della bottiglia…

Come promesso vi mostro un video su Rico Loop, un personaggio che io e Terry abbiamo scoperto domenica a Milano e che ci ha lasciato a bocca aperta. Questo filmato mostra pressapoco lo stesso spettacolo che abbiamo visto noi dal vivo, compreso lo show con la bottiglia (7 minuti abbondanti: è un po’ lunghettino, ma ne vale la pena, credetemi!)… 😉

Che ne dite? Un femoneno, vero? 😉

Una splendida giornata

Ieri ho avuto l’onore di accompagnare MUSICTERE alla Meet, fiera sulla musica, tecnologia e intrattenimento tenutasi in questi giorni nel nuovo polo fieristico di Rho (MI), vero gioiello di architettura direi avveniristica.

La giornata è cominciata proprio bene… 😕 In piedi alle 5.45 dopo meno di 4 ore di sonno, lungo la strada verso la stazione ferroviaria mi ha fermato la Stradale: normale controllo, mi han lasciato andare senza problemi dopo meno di un minuto. Alle 7.15 sono salito sul treno per Milano, sul quale mi aspettava Terry. A dispetto della breve distanza che ci separa questo è stato il nostro primo incontro.

Dopo un’ora e mezzo di treno e un’oretta di metropolitana siamo giunti finalmente al Centro Fiera. Una lunga camminata (‘sto polo fieristico è molto più grosso di quanto mi aspettassi…) e verso le 10.40 siamo entrati. Nelle ore successive abbiamo girato in mezzo a chitarre, batterie, tastiere e quant’altro; Terry ha raccolto decine di cataloghi e depliants vari, mentre io mi guardavo in giro incuriosito e intanto la inseguivo. Abbiamo ascoltato una breve conferenza sulla musica popolare nell’Oltrepò Pavese e dintorni e abbiamo seguito una dimostrazione sull’applicazione di un software circa campionamento e riproduzione di suoni, utile per chi, come la mia amica, fa pianobar. Una lezione comunque molto interessante, soprattutto perché ci ha mostrato come la tecnologia abbia fatto passi da gigante nel campo della musica.

Dopo un buon pranzo, utile anche per conoscerci meglio, ci siamo intrattenuti con un concertino di musica misto blues/country, poi abbiamo assistito ad un’eccellente dimostrazione pratica di musica creata con vari loop (ovvero come creare pezzi musicali con uno strumento a pedali in grado di campionare, riprodurre ciclicamente, mescolare i vari suoni e di riprodurli come e quando si vuole). Presentatore di questa pedaliera era un certo Rico Loop, molto bravo: ho scoperto solo stasera che si tratta di una celebrità nel ramo. E, credetemi, era fenomenale, ha lasciato tutti a bocca aperta… Si può trovare qualcosa su di lui anche su Youtube, così potete rendervi l’idea. In ogni caso gli dedicherò un post nei prossimi giorni, perché merita veramente. In particolare ci ha colpito una sua composizione musicale creata in diretta soffiando in una bottiglia di birra… Poi, visitando uno stand vicino, abbiamo notato una ragazza uscirne con un grosso microfono gonfiabile. Ebbene, Terry è entrata a chiederne uno anche per sé. E, nonostante ne fosse rimasto solo uno, se l’è portato via. Devo dire che mi ha fatto molta tenerezza vederla mentre si rigirava e si coccolava questo grosso microfono. Che poi abbiamo cercato, pigramente e non senza fatica, di sgonfiare in modo da limitarne l’ingombro (grosso quasi quanto lei…).

Verso le 16 abbiamo lasciato il Centro Fiera e, pian piano, siamo tornati verso casa, esausti ma devo dire soddisfatti.

Che posso dire? Giornata bellissima, ci siamo divertiti un sacco. Ho conosciuto una bellissima persona, in tutti i sensi, e credo sia nata una bella amicizia. E di questo ne sono molto contento.

Per tutte le donne…

Domani sarò a Milano tutto il giorno, quindi chiudo le comunicazioni fino a lunedì. Vi lascio quindi con un regalino, un suggerimento per perdere qualche chiletto e recuperare una forma smagliante… 😉

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Sono distrutto!

Mi aspettavo una settimana impegnativa, ma non fino a questo punto…

 

Andiamo con ordine:

  • Lunedì: sveglia ore 5.30, partenza dalla ditta alle 7. Prima tappa consegna in un paesino nel cremonese, poi altra consegna vicino Pavia. A seguire ritiro a Fiorenzuola e ritorno a Brescia. E già che era presto ho avuto pure il tempo (o meglio, l’ho fatto saltar fuori) di fare ancora una consegna…
  • Martedì: partenza dalla ditta alle 8. Prima tappa relativamente vicina, a 40 km. Rientro, poi vado a fare una consegna. Da effettuarsi però in due viaggi (causa ingombro del carico). Il problema non stava nella distanza (8-10 km) e nemmeno nelle manovre di scarico, bensì nell’entrare in officina. Trattasi di un posto con un ingresso decisamente stretto, dove anche le auto fanno fatica ad entrare (quindi fate conto che, considerando il carico sporgente, ero lungo quasi 13 metri!) 😯 Morale: 20 minuti per entrare + 20 per uscire, per due viaggi = un’ora e mezza scarsa di manovre millimetriche… 😥 Sono rientrato in ditta quasi strisciando, eppure ho dovuto provvedere a caricare il camion per il giorno dopo…
  • Mercoledì: altra sveglia alle 5.30 e relativa partenza alle 7. Prima tappa in val Cavallina, in provincia di Bergamo. Consegna veloce, così rapida che ho avuto persino tempo di bermi un caffè. Poi una bella full immersion nel traffico lombardo: destinazione Lecco! E quindi vai con le code e i semafori e le rotonde… 😐 A Lecco ho fatto anche abbastanza presto, tanto che a mezzogiorno ero già in ditta. Per la gioia del mio capo che già si fregava le mani… 😕 Il pomeriggio infatti ho dovuto accontentare tre clienti che aspettavano impazienti la loro merce (signori, ho solo 2 mani, un po’ di pazienza…).
  • Giovedì: ancora partenza alle 7. Prima destinazione Fiorenzuola (stessa ditta di lunedì) a caricare un tubo lungo 11 metri. Piccolo problema: causa lavori è chiuso il ramo di Fiorenzuola, così tutti fuori a Caorso. E paese intasato… 😐 Per fortuna sono un atlante vivente, e conosco altre strade. Così sono giunto a destinazione in tempi ragionevoli. Da lì poi mi sono diretto verso Milano. Come vuole la prassi giunto alle barriere ho trovato un muro di veicoli, così sono uscito a Melegnano e mi son fatto una passeggiata nei vari paesi dell’Hinterland. Saggia scelta, in poco più di mezz’ora ero a destinazione. Caricato in tempi abbastanza rapidi, alle 14 ero in ditta a scaricare. Ma ero destinato a non provare pace: a parte un rapido viaggetto lì vicino, ho dovuto preparare il camion per un lungo viaggio. E quando sono andato a casa il magazziniere non aveva ancora finito… 😯
  • Venerdì, cioè oggi: sveglia stavolta alle 4.30 e partenza alle 6. Dopo 3 ore di guida ininterrotta arrivo in un paesino in provincia di Asti. Mezz’oretta per scaricare, e in un’ora arrivo a Torino a caricare 3 pacchetti di roba. Partire presto mi ha permesso di venir via per le 11.40, così ho potuto gestirmi la pausa e tornare in un orario accettabile. A parte il solito casotto a Milano (mi preoccuperei se passando di lì non trovo nessuno… 😦 ) alle 15 avevo già scaricato. E il capo, finalmente (sembrerebbe eh) soddisfatto mi ha lasciato andare a casa…

Signore e signori, onestamente ho perso il conto dei chilometri fatti questa settimana, ma potete immaginare le vasche che mi son fatto. Certo, c’è gente che fa migliaia di km alla settimana, ma magari prende anche il triplo dei soldi che prendo io (che, alla fine, sono solo un operaio). Diciamo comunque che sono pronto a farmi un altro mesetto di ferie, giusto per permettere al mio cervello di ricominciare a funzionare. Ho solo un problema: chi glielo dice al mio capo?!? 👿

Quiz facile facile

 Ascoltate questa canzone e rispondete alla mia piccola domanda…

Questa canzone, cantata dai Talk Talk, è stata ripresa qualche anno fa da un gruppo musicale, ora sciolto, la cui voce solista era una donna. Chi sa dirmi qual era questo gruppo piuttosto in voga nei tardi anni ’90? Dai, non è difficile…

Di fronte al mare


Sono qui
piccolo
di fronte al mare.
E di fronte
a questa immensità
mi accorgo
che il tempo vola
e che presto
sarò con te.
Ma la nostalgia
che è in me
lotta contro tutto
e le ore
non passano mai.
Non mi resta
che vivere
di speranza.
Prima o poi
ogni dolore
passerà.

6 febbraio 2000

Ecco come sono scomparsi i dinosauri…

Giusto per far due risate…