Che colpo…

jeeg03.jpg

Come già anticipato nel mio post di ieri stasera sarò a San Siro a vedere Italia-Francia. Sarà la prima volta che andrò a vedere la nazionale dal vivo, finora il Meazza l’avevo visto nei panni di tifoso del Brescia, oltre a due concerti di Vasco Rossi (l’ultimo quest’estate). Ricordando i mondiali dell’anno scorso vi voglio raccontare un aneddoto, una chicca.

 

Andiamo alla sera di Italia-Germania. Dopo una febbrile attesa la gara ha inizio. Le strade sono deserte, tutta l’Italia è assiepata davanti alle tv. Quasi tutta: dopo 10 minuti di gara ecco una coppia di ragazzotti che entrano nella videoteca a fianco della nostra gelateria e se ne escono con un dvd… 😯 Primo tempo, secondo tempo, lo 0-0 non si sblocca. Un caldo disumano, una sigaretta dietro l’altra, la tensione dell’evento. Quella sera son riuscito a bere da solo 4 bottiglie da un litro di acqua (da un astemio che vi aspettavate?) 😉 Arriva Roberta, la mia migliore amica. Lei e il calcio sono due cose che si respingono a vicenda, ma vede la mia tensione e si siede pure lei.

 

Primo supplementare: PALO! TRAVERSA! Ma no, non si può così… 😥 Secondo supplementare, arriva Luca, l’anticalcio che quella sera si è visto nientemeno che Top Gun (…). Ultimo minuto: gol di Grosso! Immaginatevi la scena: sono scattato in piedi come una molla e mi sono messo a correre per la strada. Ma in quel punto la strada fa una leggera curva e il fondo tende ad assomigliare ad una parabolica. Praticamente, correvo in discesa. Vuoi la tensione, vuoi la marea di sigarette che ho fumato, vuoi il gran caldo e l’afa insopportabile… Già: mi sono sfracellato contro il marciapiede… 😦

 

Dopo un minuto torno dolorante sulla terrazza affollata della gelateria. Graffiato un po’ dappertutto, un vistoso ematoma sul ginocchio destro. Ma soprattutto, un dolore immenso alle costole (il marciapiede ha il bordo leggermente spigoloso…). Il caso vuole che arrivo proprio nel momento in cui Del Piero chiude la partita, quindi per un altro minuto o due non mi ha cagato nessuno. Poi Roberta mi vede… e strilla! Nulla di grave però, solo qualche graffio, una botta, con un po’ di disinfettante torno come nuovo… Passa qualche minuto, Roberta è andata a casa. Mi accendo l’ennesima sigaretta mentre sto amabilmente chiacchierando col resto della compagnia. Ma ad un tratto mi accorgo che qualcosa non va. Butto la sigaretta, ma mi sento rintronato…

Il mio cervello s’è scollegato per pochi istanti, poi mi sono ritrovato steso per terra con un mio amico che mi teneva alzate le gambe, credo per far scendere sangue alla testa. Ottima mossa direi, perché dopo un minuto stavo già benone. Ma intanto l’ambulanza stava arrivando. Così, dopo mezz’ora mi son trovato in radiologia a far le lastre al torace. Esito del ricovero? Lei non ha proprio niente… Ho preso uno spavento e ho spaventato i miei amici che preoccupati mi avevano seguito al pronto soccorso, ma dopo una decina di giorni non avevo più nulla. Tuttavia questo episodio è ricordato nella storia della gelateria come uno dei più buffi (anche se io non è che ci abbia riso molto)…

La sera dopo raccontai per telefono la vicenda alla mia amata, che poi mi chiese: “Qual è la morale di questa storia?”. Sì, avrei dovuto dire che non dovevo più fare il deficiente, ma non ho resistito: “La morale? Se sarà servito per vincere i mondiali, allora va bene…”. Silenzio. Un minuto.  Due minuti. Poi, contemporaneamente, siamo scoppiati a ridere. Ah, quanto mi manca quella donna…

Annunci