Oltre il Brennero

Da oggi vi racconterò alcuni viaggi che ho compiuto in passato. Qui vi descriverò il mio primo viaggio all’estero. Faccio subito due premesse: una, che i miei viaggi all’estero sono sempre stati per lavoro, e due che dove lavoro ora non ho più occasione di uscire dall’Italia, ma sono tutte esperienze vissute nella ditta dove lavoravo fino a due anni fa (e comandata dall’ex capo disgraziato: per chi non se lo ricordasse potete leggere alcune sue gesta qui e qui).

 

Bene, torniamo indietro di qualche anno, e più precisamente nel 2003. Tra i tanti viaggi che già facevo all’epoca me ne capitò uno piuttosto singolare: dovetti recarmi in Austria a consegnare un pacchetto da 50 kg circa. Vista la scarsa consistenza del carico ottenni quindi di viaggiare col Doblò Cargo (il pronipote del Fiorino) invece del solito camion. Il capo mi aveva dato istruzioni precisissime: il posto era in un luogo non meglio precisato del Tirolo e il cliente era proprio lì in parte all’autostrada, facilissimo da trovare. Una volta là avrei dovuto parlare con la signora titolare della ditta che era l’unica persona che parlava italiano (io, purtroppo, non parlo tedesco).

 

Il viaggio filò anche abbastanza liscio, trovai solo 2 km di coda per un incidente. Giunto a Vipiteno scoprii che avrei dovuto comprare una vignette, ovvero un adesivo da incollare al parabrezza che mi dava diritto a circolare sulle autostrade austriache per una settimana (mica come da noi…). Ripartii sparato, superai il Brennero (l’emozione di varcare il confine… Wow… 😉 ), poi dopo qualche km mi trovai di fronte ad una barriera. Ma come devo pagare? E la vignette? Dovevo (e si deve ancora) pagare un pedaggio extra su un ponte. Rimasi comunque compiaciuto dal comportamento degli altri veicoli: Limite di 100 km/h, nessun veicolo che sgarrava.

 

Non tribolai a trovare il posto: per mia fortuna ho un navigatore impiantato nel cervello (fosse stato per il mio ex capo adesso stavo ancora là a cercare ‘sto rottamaro…). Giunto a destinazione entrai in ufficio e chiesi della titolare. La quale, ovviamente, non c’era… 😯 Per fortuna che parlo l’inglese: l’ingegnere riuscì tra mille perplessità a capire perché ero lì, e dopo 20 minuti di bestemmie in anglo-tedesco mi mandò fuori il magazziniere. Il quale ci mise qualche minuto a capire che io non parlo una sola parola di tedesco. Considerando che lui non parlava né italiano né inglese, la discussione era quindi finita prima ancora di cominciare…

 

Me ne andai dopo oltre 2 ore. Dall’esasperazione mi ero pure messo a parlare in dialetto col povero ingegnere (che già stentava con l’inglese: figuriamoci col bresciano…) ( 😯 ). Rientrato in ditta il capo mi chiese se la titolare stava bene: mi partì un vaffa che la diretta interessata forse ha sentito…

 

Non fu un viaggio lungo, l’Austria dista poco più di 200 km da qui, andai e tornai in una giornata. Tornai là diverse volte, anche col camion, ma io ‘sta signora che parla italiano non l’ho mai vista. Un caso? 😐

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21 Risposte

  1. Certo che mi piacerebbe un sacco viaggiare.. ma dove me ne vado se non conosco bene neppure l’italiano? Francese zero. Inglese zero. Del tedesco conosco solo il pastore… meglio se resto a casuccia mia!

  2. brutta specie qualla degli ingegneri!
    aborroooooooooooo

  3. Piacere che ti sia mosconizzato anche in anglo-tedesco.
    Bella, questa: ho un navigatore impiantato nel cervello…
    Io chiedo indicazioni. 🙂

  4. Eh … già … si paga sia il bollino che il ponte europa!
    Ma che bello il ponte europa! é sempre un’emozione attraversarlo.

  5. belle queste storie di vita…ops…lavoro on the road!
    😉

  6. Esilio: se il problema fosse solo la lingua si farebbe presto ad imparare…

    Mat: da questa tua affermazione dovrei intuire che tu non sia un ingegnere… 😉

    Nita: veramente, quello che si è mosconizzato in anglo-tedesco era l’ingegnere (io mi ero già mosconizzato in italo-anglo-bresciano…)
    Quanto alle indicazioni, conosco ormai quasi tutte le strade e stradine del nord Italia…

    Mafalda: benvenuta, se non sbaglio è la prima volta che passi a trovarmi… Il Ponte Europa è bellissimo, ma la prima volta che l’ho attraversato manco sapevo che esistesse… 😦

    Capitano: e aspetta di leggere le prossime!

  7. a dire la verità ti leggo spesso … solo che ho problemi a commentarti dall’ufficio … mi si cancellano i commenti …

    infatti oggi sono a casa e FUNZIONOOOOOO!

    Baci

  8. Si cancellano i commenti? 😯
    Non saprei per quale motivo si verifica questo problema… Contento però di averti qui… 🙂

  9. beato te che hai un navigatore nel cervello!
    io ho un senso dell’orientamento che potrebbe farmi perdere anche in casa mia! 😦
    (e preciso che non ho una casa grande…)

  10. Era così anche per me. Poi però, a forza di viaggiare, non ho potuto non imparare tutte le strade…

  11. Ero curiosa di vedere il blog dell’altro fanatico dimusica anni ’80. tornerò a farti visita con calma, perchè mi è piaciuto molto. in merito a questo post, io adoro l’Austria, sarà perchè ho origini altoatesine, però non spiaccico una parola di tedesco, a Vienna dicevo solo Sachertorte!

  12. Benvenuta. Torna pure quando vuoi, qui di musica anni ’80 ce n’è parecchia…
    Teoricamente dovrei avere anch’io origini altoatesine o tirolesi (la nonna della nonna doveva essere di quelle parti) ma… sachertorte… Cosa vorrebbe dire? 😯
    Ciao, a presto!

  13. SEI STATO NOMINATO…I HI-HI-HI-HI-HI 😀

  14. …….che la signora sia stata una finta per farti andare nonostante non sapessi il tedesco? La cosa importante è che tutto sia filato liscio (più o meno…!)

  15. Sto studiando il tedesco ma non è affatto facile… Certo che se l’ingegnere non parla neppure l’inglese è messo davvero male…

  16. Ciao, ho visto che mat si sta preoccpando per la nostra coalizzazione sulla playlist… hi hi hi…
    la traduzione di torta sacher mi ha permeso di non morire di fame, anzi, sono tornata che avevo messo su qualche chilo, perchè mica mi son limitata alla pasticceria, la cucina austriaca mi piace, ma ancor più quella trentina e tirolese… anzi, questa sera mi sa che preparo canederli e gulash! ciao!

  17. Una volta riuscii a farmi spiegare da due bravissime signore austriache come cambiare stazione ferroviaria a Vienna. Quasi tutto a gesti. Ciao Tato.

  18. Orchidea: mmm, mi preoccupo… E’ un po’ che non vengo nominato per qualche meme… Famme vedè, va…

    Coniglia: bentornata. Sai, conoscendo il mio capo il sospetto m’è venuto, in effetti…

    Laura: l’inglese lo parlava. Solo che lo parlava malissimo…

    MariCri: e fa bene Mat a preoccuparsi: chissà cosa succederebbe se dovessi comunicare a tutti i miei compagni di lotta come si fa a spedire voti multipli fino all’infinito… Grazie per la spiegazione, conosco poco la cucina tirolese ma mi informerò,,,

    Capitano: il linguaggio dei gesti è ancora il migliore. Ma aspetta di leggere (nei prossimi giorni) delle mie trasferte in Grecia… 😯

  19. Che meraviglia leggere dei viaggi delle persone, adoro viaggiare… Ma purtroppo avendo un senso dell’orientamento praticamente sotto zero.. spesso la storia mi si complica un po…. 😉

  20. Ciao carissimo, un saluto al volo, vado sempre di fretta e il mio povero blog è abbandonato a se stesso…ma sono nel caos…
    grazie per tutti i saluti 😉 cerco sempre di passare e ricambiare, quando posso.
    un abbraccio
    emily

  21. Apple: bentornata, è un piacere riaverti qui. Piace anche a me viaggiare, ma odio il traffico intenso. Quando si presentano questi viaggi però mi muovo anche volentieri…

    Emily: mi fa piacere averti qui. Mi spiace che tu sia sempre di corsa, mi piacerebbe che tu possa trovare come me il tempo di fermarti almeno la sera e svagarti un po’. Sempre lavorare, insomma… 😦
    Un abbraccio, e a presto!

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