Scooteristi che passione…

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Stamattina mi stavo recando al lavoro come tutte le mattine. Dopo aver percorso la sempre incasinatissima tangenziale ho raggiunto la mia uscita, girato a destra, superato una rotonda e mi sono immesso in una strada a doppia corsia per parte. Essendo la corsia di destra intasata dalle lumache mi sono infilato bello allegro nella corsia di sinistra, quando ad un certo punto vengo raggiunto da uno scooterone, che mi si è incollato al paraurti posteriore. Imperterrito ho proseguito per la mia strada: la corsia di destra era una processione, di qui si viaggiava benone. Giunto ad una rotonda, ho proseguito dritto e lo scooterone mi è rimasto appiccicato al culo, sempre scalpitante. Raggiunta un’altra rotonda ho messo la freccia a sinistra per indicare la direzione che intendevo prendere. Poi mi son dovuto fermare per dare la precedenza ad un’automobile che stava sopraggiungendo, quando questo scooterone si è infilato alla mia sinistra (notare bene: avevo inserito la freccia a SINISTRA!) tra la mia auto ed il marciapiede, poi il conducente ha cominciato ad imprecare. Io non ci ho fatto caso, così, appena la rotonda era libera, son partito. Ma era partito anche lo scooterone, che per non cadere nell’aiuola centrale ha sbandato verso destra costringendomi ad una manovra piuttosto brusca. Gli ho suonato, e lo scooterista, che era ancora lì al mio fianco, continuava ad imprecare. Così ho abbassato il finestrino e gli ho urlato: “Occhio, che se ti vengo addosso sei te che ti fai male!“.

Lo scooterista continuava ad imprecare e a fare gestacci. Nel frattempo però eravamo giunti ad un’altra rotonda: lui ha girato a sinistra, io invece a destra. Nel separarci gli ho mandato un vaffa, poi ho proseguito per 500 metri: semaforo, tutti fermi. Mentre aspettavo il verde ho notato nello specchietto questo scooterone che sopraggiungeva a tutta velocità fino a raggiungermi. Accostatomi nuovamente il tizio ha urlato: “Te sei un uomo morto!“, dopodiché, senza che io potessi anche solo pensare di aprire bocca, si è girato e se n’è andato verso, suppongo, la sua destinazione. Lasciandomi basito per questa sua ultima uscita che, onestamente, non ho capito quale risultato avrebbe dovuto portare. Visto che aveva una gran fretta mi ha stupito infatti che avesse trovato il tempo di venire a cercarmi ancora una volta…

Ripartito, dopo due minuti sono arrivato in ditta. E mi son fatto la mia giornata come se niente fosse…

Morale: ce n’è di gente malata in giro…