¡Llega el escorpion!

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Dopo la disavventura col mio pc posso tornare a raccontarvi dei miei viaggi storici in giro per l’Europa. Oggi vi parlerò del mio primo viaggio in Spagna.

Correva l’anno… Boh, non ricordo. Un martedì d’ottobre il mio capo venne da me e mi disse: “Ti va di andare in Spagna?“. La cosa non mi avrebbe dato fastidio, se non fosse che quella domenica ero stato invitato ad un battesimo al quale dovetti però rinunciare per forza (ma a dire il vero mi è rimasta qui…). Dovevo portare l’attrezzatura per una riparazione, mentre lui ed altri operai avrebbero viaggiato in aereo. Seguirono tre giorni di preparativi. Il giorno prima di partire il capo, che stava scherzando col meccanico, si avvicinò a me e con tono di sfida mi disse: “Ma tu, che vieni a Palma, quando sarai là… Sai parlare spagnolo?“. Ed io: “Certo!“.

Lui: “Ma và?“.

Io (serissimo): “Sì sì!“.

Lui (poco convinto) “Eh, come no… Sono curioso di sentire il tuo spagnolo…” e se ne andò.

Venne il giorno della partenza. Sveglia alle 3 di notte e poi di corsa in officina. Per l’occasione il capo mi assegnò un compagno di viaggio: l’elettricista. Persona simpaticissima, ma non abituata a lunghi viaggi: ogni due ore mi chiedeva di fermarci a riposare, mentre io ero (e sono tutt’ora) tranquillamente in grado di tirare anche 6 o 7 ore consecutive. Va da sé che giungemmo a Barcellona dopo 14 ore di viaggio. Di cui una, l’ultima, alla ricerca del porto: a causa di un cantiere (o di un incidente, non ricordo bene) alle porte della città fummo costretti a prendere una deviazione che ci portò leggermente fuori dall’itinerario, in orario di punta e per di più di venerdì sera. Massacrante… 😕 Giunti al porto andai a fare i biglietti per la nave che in nottata ci avrebbe portato a Palma di Maiorca, poi mi feci un giretto nei dintorni, giusto il tempo per sbirciare le ramblas. Infine, puntualmente, ci imbarcammo su ‘sta nave. Immaginate la nostra sorpresa quando, giunti a bordo, scoprimmo di non avere una cabina compresa nel biglietto (2 persone più un camion: visto che nessuno può stare nei pressi del proprio veicolo, secondo loro l’autista e il suo secondo dove dormono? Mah…). Nottata quindi pressoché in bianco, su questa nave da crociera dove tutti si divertivano tra discoteche e casinò.

Scendemmo dalla nave il sabato mattina alle 7. Qui trovammo una macchina ad aspettarci e a condurci presso la nostra destinazione. Mi pianse il cuore quando, lungo la strada, vidi delle giovani ed attraenti fanciulle che, uscendo da una discoteca, chiedevano un passaggio che non potevo dare… Giunti da questo nostro cliente cominciammo subito il lavoro: io, oltre ad aver fatto il viaggio (e ad averne in programma un altro uguale per il ritorno), dovevo fare da aiutante, da meccanico aggiunto, aiuto elettricista (sono pur sempre un perito elettrotecnico, no?) e interprete (“Visto che parli spagnolo, renditi utile!” furono le parole del mio capo…). In serata concludemmo il lavoro, e dopo una notte in albergo (utile per ricaricare le batterie) la mattina successiva vennero ultimati alcuni ritocchi. Poi tutti a pranzo (maccheroni alla bolognese per tutti… A Palma de Mallorca? 😯 ) (il capo era mooooolto perplesso sulla pajella… 😆 ) ed infine ognuno per la sua strada. Memorabile il saluto ai nostri clienti:

Il mio capo (gesticolando come un pirla) (pronunciate così come leggete): “Noi… Venire aquì!… Due… Setemanas…“.

Io (con fare naturale): “Nosotros volveremos aqui antes dos semanas…” alché i nostri clienti capirono e soddisfatti risposero: “Vale!”, ossia va bene. Anche se, comunque, sapevo benissimo che queste persone parlano benissimo l’italiano… 😆

Dopo un bel giro turistico per la città e per il porto di Palma, la sera imbarcammo sulla nave di ritorno a Barcellona (questa volta con la cabina prenotata, altrimenti, come dissi al capo, “Il camion lo riporti te in Italia…“) e il giorno dopo ci sobbarcammo altre 14 ore di strada. Giunti finalmente in officina il capo mi fece subito scaricare l’attrezzatura e caricare per il giorno dopo, destinazione Modena. Dalla serie: un pochino di riposo no? Ah, ma forse lui non era stanco… 😥