Giorni di delirio…

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Vorrete mica che uno sciopero massiccio come quello che gli autotrasportatori hanno messo in atto non mi abbia sfiorato…

Faccio subito una premessa: io sono un camionista, non un autotrasportatore. Dov’è la differenza? Semplice: un autotrasportatore è colui che è iscritto all’Albo Nazionale degli Autotrasportatori, ossia un libero professionista della strada oppure un lavoratore dipendente di un’azienda che opera nel settore dei trasporti. Essendo io non iscritto all’Albo ecco che non faccio parte della categoria scioperante. Ma, in quanto utente della strada, ho avuto i miei (grossi) problemi. In tre giorni infatti sono incappato ben due volte in blocchi attuati dai trasportatori. Ma andiamo con ordine.

Lunedì: pertenza da Brescia alle 7, destinazione Ponzano Veneto, Treviso. Un azzardo, senza dubbio, ma sono stato decisamente fortunato: la tangenziale di Mestre era bloccata verso Milano, io viaggiavo nella direzione opposta e non c’era nessuno. Poi c’erano code in uscita a Treviso Sud, io uscivo a Treviso Nord… E tutto ok anche il viaggio di ritorno.

Martedì: giretto in Val Camonica, e qui incappo nel mio primo blocco di Tir a Pisogne, quasi all’estremità a nord del lago d’Iseo sponda bresciana. Mi trovavo a 3 chilometri dalla mia destinazione, tuttavia sono stato costretto a girarmi (coi carabinieri che mi facevano manovra) e a tornare indietro. Per consegnare il mio pacchetto mi sono dovuto fare quindi tutto il giro del lago, ossia quasi 80 km… 😦

Stamattina, mercoledì: altro giretto in provincia e altro blocco di Tir. Questa volta però le forze dell’ordine non c’erano e la situazione era un po’ più pesante: i trasportatori presenti non volevano farmi nemmeno tornare indietro. La loro intenzione era quella di farmi parcheggiare il camion fino a sera, per non dire fino a fine sciopero. Inutile dire che non ero d’accordo con loro… Sono riuscito ad ottenere di proseguire solo dopo una lunga e faticosa mediazione con uno dei trasportatori, che vedendo la mia bolla e notando che ero a meno di 500 metri dalla mia destinazione mi ha concesso di passare, a patto di rimanere là (o comunque di non ripassare da lì). Ovviamente non sono rimasto là: in quella zona conosco tutte (ma proprio tutte) le stradine, anche quelle più strette e contorte, così ho allungato un po’ il tragitto ma sono riuscito a rientrare in ditta senza problemi. Per rimanerci… 😉

Notizia di stasera: sembra che lo sciopero sia stato sospeso. Se non altro, domani non dovrò inventarmi qualcos’altro per superare l’ennesimo blocco… 😕

¡Llega el escorpion!

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Dopo la disavventura col mio pc posso tornare a raccontarvi dei miei viaggi storici in giro per l’Europa. Oggi vi parlerò del mio primo viaggio in Spagna.

Correva l’anno… Boh, non ricordo. Un martedì d’ottobre il mio capo venne da me e mi disse: “Ti va di andare in Spagna?“. La cosa non mi avrebbe dato fastidio, se non fosse che quella domenica ero stato invitato ad un battesimo al quale dovetti però rinunciare per forza (ma a dire il vero mi è rimasta qui…). Dovevo portare l’attrezzatura per una riparazione, mentre lui ed altri operai avrebbero viaggiato in aereo. Seguirono tre giorni di preparativi. Il giorno prima di partire il capo, che stava scherzando col meccanico, si avvicinò a me e con tono di sfida mi disse: “Ma tu, che vieni a Palma, quando sarai là… Sai parlare spagnolo?“. Ed io: “Certo!“.

Lui: “Ma và?“.

Io (serissimo): “Sì sì!“.

Lui (poco convinto) “Eh, come no… Sono curioso di sentire il tuo spagnolo…” e se ne andò.

Venne il giorno della partenza. Sveglia alle 3 di notte e poi di corsa in officina. Per l’occasione il capo mi assegnò un compagno di viaggio: l’elettricista. Persona simpaticissima, ma non abituata a lunghi viaggi: ogni due ore mi chiedeva di fermarci a riposare, mentre io ero (e sono tutt’ora) tranquillamente in grado di tirare anche 6 o 7 ore consecutive. Va da sé che giungemmo a Barcellona dopo 14 ore di viaggio. Di cui una, l’ultima, alla ricerca del porto: a causa di un cantiere (o di un incidente, non ricordo bene) alle porte della città fummo costretti a prendere una deviazione che ci portò leggermente fuori dall’itinerario, in orario di punta e per di più di venerdì sera. Massacrante… 😕 Giunti al porto andai a fare i biglietti per la nave che in nottata ci avrebbe portato a Palma di Maiorca, poi mi feci un giretto nei dintorni, giusto il tempo per sbirciare le ramblas. Infine, puntualmente, ci imbarcammo su ‘sta nave. Immaginate la nostra sorpresa quando, giunti a bordo, scoprimmo di non avere una cabina compresa nel biglietto (2 persone più un camion: visto che nessuno può stare nei pressi del proprio veicolo, secondo loro l’autista e il suo secondo dove dormono? Mah…). Nottata quindi pressoché in bianco, su questa nave da crociera dove tutti si divertivano tra discoteche e casinò.

Scendemmo dalla nave il sabato mattina alle 7. Qui trovammo una macchina ad aspettarci e a condurci presso la nostra destinazione. Mi pianse il cuore quando, lungo la strada, vidi delle giovani ed attraenti fanciulle che, uscendo da una discoteca, chiedevano un passaggio che non potevo dare… Giunti da questo nostro cliente cominciammo subito il lavoro: io, oltre ad aver fatto il viaggio (e ad averne in programma un altro uguale per il ritorno), dovevo fare da aiutante, da meccanico aggiunto, aiuto elettricista (sono pur sempre un perito elettrotecnico, no?) e interprete (“Visto che parli spagnolo, renditi utile!” furono le parole del mio capo…). In serata concludemmo il lavoro, e dopo una notte in albergo (utile per ricaricare le batterie) la mattina successiva vennero ultimati alcuni ritocchi. Poi tutti a pranzo (maccheroni alla bolognese per tutti… A Palma de Mallorca? 😯 ) (il capo era mooooolto perplesso sulla pajella… 😆 ) ed infine ognuno per la sua strada. Memorabile il saluto ai nostri clienti:

Il mio capo (gesticolando come un pirla) (pronunciate così come leggete): “Noi… Venire aquì!… Due… Setemanas…“.

Io (con fare naturale): “Nosotros volveremos aqui antes dos semanas…” alché i nostri clienti capirono e soddisfatti risposero: “Vale!”, ossia va bene. Anche se, comunque, sapevo benissimo che queste persone parlano benissimo l’italiano… 😆

Dopo un bel giro turistico per la città e per il porto di Palma, la sera imbarcammo sulla nave di ritorno a Barcellona (questa volta con la cabina prenotata, altrimenti, come dissi al capo, “Il camion lo riporti te in Italia…“) e il giorno dopo ci sobbarcammo altre 14 ore di strada. Giunti finalmente in officina il capo mi fece subito scaricare l’attrezzatura e caricare per il giorno dopo, destinazione Modena. Dalla serie: un pochino di riposo no? Ah, ma forse lui non era stanco… 😥

Verme informatico…

Eh sì, la mia centrale nucleare (ossia il mio pc) ha avuto qualche piccolo problemino, che ora è stato però completamente risolto. Vi spiego cosa è successo.

 

L’altra sera ho ricevuto un file archivio da uno dei miei contatti su Messenger. Questa persona non era al pc, quindi quando le ho chiesto cosa mi stava mandando non mi ha dato risposta. Così io, ingenuamente, ho scaricato ed eseguito il file, che in realtà era un virus informatico altamente pericoloso. Più precisamente, un worm. Ovvero un verme informatico. Questi worms sono dei virus ad alto rischio di pericolosità (alcuni virus di questa categoria possono danneggiare anche irreparabilmente componenti elettrici del pc) che si insediano nel sistema operativo, danneggiandolo. Questo in particolare, nel momento in cui è stato eseguito, ha innanzitutto spedito una copia di se stesso a tutti i miei contatti in linea (infatti mia sorella, che era collegata, mi ha interpellato subito), poi ha aperto una back door (una porticina sul retro) dalla quale poteva entrarmi di tutto, alla faccia del mio firewall. Come mi sono accorto di cosa stava succedendo ho disconnesso immediatamente il pc, poi ho sguinzagliato Norton. Che in effetti mi ha trovato il virus, ma eliminandolo solo parzialmente. Costretto a riavviare vedo Spybot impazzito che continua a chiedermi di consentire o meno diverse modifiche del registro, al ché capisco che la frittata è stata fatta. Mi ricollego per prendere informazioni sul virus, ma in pochi minuti Norton mi ha rivelato diversi trojan, spyware, downloader e quant’altro. Il giorno dopo scopro che il mio antivirus era nel frattempo riuscito ad eliminare definitivamente il verme (bloccando anche un suo tentativo di accedere alle risorse del sistema), ma la porticina era rimasta irreparabilmente aperta. Così ho capito che non avevo altra scelta che formattare.

 

Fortunatamente avevo già in programma di dare una bella formattata al sistema, quindi la maggior parte dei miei dati era già archiviata. Tuttavia avrei volentieri evitato questa seccatura. Così sabato mattina son saltato in piedi di buon ora, ho formattato il pc e reinstallato Windows. La menata era che il mio pc ha 5 anni di vita, e quando lo acquistai Windows XP non aveva ancora il Service Pack 2. Quindi non vi dico il casino per installare Alice…

 

Ora il pc funziona alla perfezione. Non ho ancora reinstallato tutto, ma nei prossimi giorni il mio pc tornerà ad essere la centrale nucleare di sempre. Da questa storia ho imparato però che su Internet non ci si può fidare mai di nessuno. Nemmeno degli amici.

Weekend cruciale

Il mio pc ha ricevuto la (poco) gradita visita di un virus abbastanza rognoso che mi costringerà, nei prossimi giorni, a riformattare il pc e a reinstallare tutto. Per fortuna che me ne intendo, altrimenti avevo già trovato il modo di spendere la tredicesima… 😉

Se tutto va bene ci si sente domenica sera o comunque in settimana. Intanto vi lascio con questo pezzo da ascoltare (il video è fatto da immagini e foto varie). La scelta del pezzo è stata fatta su consiglio di una cara amica, alla quale dedico appunto questo video. Buon weekend a tutte/i!

Scooteristi che passione…

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Stamattina mi stavo recando al lavoro come tutte le mattine. Dopo aver percorso la sempre incasinatissima tangenziale ho raggiunto la mia uscita, girato a destra, superato una rotonda e mi sono immesso in una strada a doppia corsia per parte. Essendo la corsia di destra intasata dalle lumache mi sono infilato bello allegro nella corsia di sinistra, quando ad un certo punto vengo raggiunto da uno scooterone, che mi si è incollato al paraurti posteriore. Imperterrito ho proseguito per la mia strada: la corsia di destra era una processione, di qui si viaggiava benone. Giunto ad una rotonda, ho proseguito dritto e lo scooterone mi è rimasto appiccicato al culo, sempre scalpitante. Raggiunta un’altra rotonda ho messo la freccia a sinistra per indicare la direzione che intendevo prendere. Poi mi son dovuto fermare per dare la precedenza ad un’automobile che stava sopraggiungendo, quando questo scooterone si è infilato alla mia sinistra (notare bene: avevo inserito la freccia a SINISTRA!) tra la mia auto ed il marciapiede, poi il conducente ha cominciato ad imprecare. Io non ci ho fatto caso, così, appena la rotonda era libera, son partito. Ma era partito anche lo scooterone, che per non cadere nell’aiuola centrale ha sbandato verso destra costringendomi ad una manovra piuttosto brusca. Gli ho suonato, e lo scooterista, che era ancora lì al mio fianco, continuava ad imprecare. Così ho abbassato il finestrino e gli ho urlato: “Occhio, che se ti vengo addosso sei te che ti fai male!“.

Lo scooterista continuava ad imprecare e a fare gestacci. Nel frattempo però eravamo giunti ad un’altra rotonda: lui ha girato a sinistra, io invece a destra. Nel separarci gli ho mandato un vaffa, poi ho proseguito per 500 metri: semaforo, tutti fermi. Mentre aspettavo il verde ho notato nello specchietto questo scooterone che sopraggiungeva a tutta velocità fino a raggiungermi. Accostatomi nuovamente il tizio ha urlato: “Te sei un uomo morto!“, dopodiché, senza che io potessi anche solo pensare di aprire bocca, si è girato e se n’è andato verso, suppongo, la sua destinazione. Lasciandomi basito per questa sua ultima uscita che, onestamente, non ho capito quale risultato avrebbe dovuto portare. Visto che aveva una gran fretta mi ha stupito infatti che avesse trovato il tempo di venire a cercarmi ancora una volta…

Ripartito, dopo due minuti sono arrivato in ditta. E mi son fatto la mia giornata come se niente fosse…

Morale: ce n’è di gente malata in giro…

Photomeme!

Dopo un periodo di digiuno ecco che Orchideablu mi nomina per un meme. In poche parole, devo postare 5 foto che mi rappresentino. Devo fare una premessa: non sono un amante della fotografia. Ho pochissime foto infatti che mi ritraggono, quindi cercherò di inventarmi qualcosa con quel poco che ho… Chiedo inoltre perdono per la scarsa qualità di alcune foto, ma la mia fotocamera è guasta, quindi da un po’ di tempo a questa parte devo arrangiarmi col cellulare…

 

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Vi presento il mio giocattolo preferito: con questo telescopio adoro osservare il cielo, le stelle ed i pianeti. Qui dove abito io purtroppo c’è un eccessivo inquinamento luminoso, per cui l’osservazione raramente è ottimale. Ma se c’è una sera limpida mi piazzo nel punto più buio possibile e perdo ore ad osservare gli astri. Un’esperienza che consiglio caldamente a chiunque non l’abbia ancora provata: la prima volta che vidi Saturno con i suoi anelli rimasi letteralmente folgorato.

 

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Io ho una passione sfrenata per i cartoni animati. Il mio nick (Scorpio79), oltre ad indicare la mia età ed il mio segno zodiacale, richiama infatti un personaggio dei “Cavalieri dello Zodiaco”. E naturalmente non poteva mancare in casa mia il modellino del Cavaliere dello Scorpione…

 

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Ecco un esempio di quella che è la mia attività: questo è un carico di tubi che ho trasportato qualche mese fa. Considerando che esco dalla provincia poche volte quest’anno ho già percorso oltre 50 mila km, da Treviso a Cuneo passando per Reggio Emilia, Lecco e la Val Camonica. Fino a due anni fa lavoravo per un’altra ditta ma trasportavo di tutto, e di chilometri ne facevo molti di più (dai 100 ai 150 mila all’anno, da Atene a Saragozza)…

 

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Ecco un’attività che negli anni mi ha ciucciato un sacco di domeniche, di soldi e di coronarie: essere tifosi di una squadra non è un piacere, è più faticoso che lavorare. E riserva sempre troppe delusioni. Questa è una foto abbastanza recente, risale ai primi di settembre in occasione di Italia-Francia a San Siro. L’ultima volta che ho messo piede in uno stadio.

 

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Qui invece sono sempre all’interno di uno stadio, questa volta l’Olimpico di Roma. Dall’abbigliamento potrete notare che non ero là per una partita, ma per un concerto di Vasco Rossi. Vasco è l’artista che preferisco, e ogni anno assisto ad almeno un suo concerto (questa foto è del 2004: quest’anno son stato a San Siro). Chi mi conosce sa che la musica è una componente fondamentale della mia vita. Una delle poche cose per cui vale veramente la pena spendere le proprie fatiche.

 

Finito. Non saprei chi nominare, praticamente l’avete già fatto tutti. Tuttavia, se qualcuno di voi che ancora non l’avesse fatto volesse rimediare, se proprio insiste lo nomino volentieri…