The night

La notte… Buia, un po’ come il mio stato d’animo di questi ultimi tempi. Tante cose non vanno come vorrei, altre non vanno proprio. Sento la mancanza di alcune persone per me molto importanti, e di una in particolare. E’ solo un periodo così, credo ancora qualche giorno o qualche settimana al massimo poi si riaggiusterà tutto e tornerò (spero) sorridente come prima. Intanto comunque, dicevo: the night. E’ il titolo di questa bellissima canzone di Valerie Dore, datata 1984. Buon weekend a tutte/i!

P.S. Per chi trova bizzarro l’abito della cantante, dia un’occhiata ai due musicisti… 😉

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A due passi dall’inferno

re222x0mx_20080222.jpgTutti voi avrete certamente sentito dei gravi incidenti stradali accaduti venerdì mattina sull’autostrada Brescia-Piacenza, in entrambi i sensi di marcia. E’ una strada per la quale passo spesso, almeno una decina di volte al mese. E, fortunatamente, venerdì ero altrove. Ma proprio ieri pomeriggio l’ho percorsa, passando anche attraverso i posti divenuti teatro di quell’immane tragedia. E, a dire la verità, il viaggio non è stato come le altre volte.

Tra Pontevico (BS) e Cremona, durante il viaggio d’andata, ho potuto notare i vari segni di frenate, graffi sull’asfalto, cespugli travolti a lato della strada. Poi, giunto nei pressi di Cremona, ho capito di aver raggiunto il punto più critico di quella catena infernale: nel prato in parte giacevano ancora alcuni resti di carrozzeria, un paraurti, una portiera blu, appartenuta questa con tutta probabilità ad un tir sul quale si trovavano due autisti rumeni entrambi deceduti.re222xzux_20080222.jpg In quel momento mi son sentito il cuore in gola, perché so benissimo che in mezzo a quell’inferno sarei potuto esserci io. Conosco quella strada a menadito, curva dopo curva, eppure ieri mi sentivo spaesato, mi sembrava di non essere mai passato da lì. Poi, dopo aver caricato, sono tornato verso Brescia, e tra Caorso e Castelvetro (nel Piacentino) si è ripetuta la scena: anche qui vistose ferite sull’asfalto, nell’erba in parte alla strada, sui guard rail. Qui però l’impatto dev’essere stato più tremendo: i segni della sabbia usata per ripulire il fondo stradale erano ovunque, per diversi metri. A sinistra un guard rail svergolato e schiacciato dal peso di un camion, a destra un altro completamente divelto. Nel fosso diversi rottami che aspettano solo di essere raccolti. Poco più avanti c’era una piazzola, mi sono fermato per qualche minuto. Non me la sentivo di proseguire, avevo le lacrime agli occhi.

martina-baroncini.jpgQuesta dottoressa livornese di 26 anni di nome Martina Baroncini è una delle 6 vittime di quella mattina, travolta a Castelvetro dopo essere scesa per prestare soccorso ai feriti. Ebbene, sempre ieri ho scoperto che non solo era diretta a Brescia, ma si stava recando nella palazzina in parte alla mia ditta, dove ha sede un ambulatorio di medicina del lavoro. Osservando la foto ricordo in effetti di averla già vista, anche in più di un’occasione. Praticamente non la conoscevo, tuttavia la sua scomparsa non mi ha lasciato indifferente. Sono vicino ai suoi familiari e ai suoi amici, so purtroppo cosa stanno passando in questi giorni…

10 e lode

Premio D eci e lode

Ringrazio Orchideablu per avermi voluto fregiare di questo premio. Ecco le sue parole:

“Perché è un marziano sensibile e dolce” 🙂

Dunque… 😳

Qui è possibile sfogliare il regolamento. “D eci e lode” è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone. Non è facile scegliere solo qualche nome, in quanto tutti gli amici linkati qui a destra raccolgono il mio gradimento, tuttavia passo la targhetta:

    – intanto, restituisco la cortesia a Orchideablu, perché i suoi confronti tra marziani e venusiane sono sempre pieni di ironia;
    – a Emily, perché con i suoi racconti su Formica riesce a mostrare il mondo da un altro punto di vista;
    – a Elle, perché nessuno come lei sa trasmettere emozioni… diciamo… forti! 😉
    – alla Coniglia, perché è in grado di parlare di qualsiasi cosa, ma ogni giorno non sai mai di cosa può parlare;
    – Infine, consegno la targhetta anche a Mat, che altrimenti viene qui e mi pesta… Scherzo: la dò anche a lui, perché credo che non ci sia nessuno che leggendolo riesca a non volergli bene.

      Mi fermo qui, ma avrei tranquillamente potuto premiare anche tutti gli altri. Quindi, se qualcuno di voi volesse scroccare la targhetta faccia pure… 😉

      Seven seconds

      Un’opera d’arte da ascoltare in religioso silenzio…

      Vi svelo l’arcano

       

      azzeccanumero.jpg

      A parte Bdp, che conosceva già questo gioco, ho visto che nessun altro (tra quelli, per lo meno, che hanno commentato) è riuscito a dare una spiegazione su come il mago riuscisse ad indovinare sempre il simbolo esatto. E allora vi spiego io il trucco, illustrandovi il procedimento che mi ha portato a capirlo.

      Devo dire che la prima volta che l’ho fatto sono rimasto decisamente basito. Ma, sapendo che il protagonista del gioco non poteva avermi veramente letto nel pensiero, ho deciso di riprovare. I tre tentativi successivi hanno dato lo stesso esito: il simbolo che mi veniva indicato in fondo era sempre esatto. Allora ho provato a pensare allo stesso numero per due volte di fila, e ho notato che i simboli risultavano mescolati rispetto al tentativo precedente. Allora mi sono soffermato sulla tabella dei simboli per vedere quante volte il simbolo relativo al mio numero si ripetesse, notando una certa regolarità e ciclicità. Poi ho fatto un altro tentativo, ed un altro ancora, infine ho fatto due conti. Dovete sapere che a scuola in matematica ero un drago, quindi ci ho messo poco a capire cosa avevano in comune i vari numeri associati al mio stesso simbolo: erano tutti numeri divisibili per nove, oltre allo zero. Quindi, il simbolo associato ai vari 9, 18, 27, ecc. è sempre quello (provate a dare un’occhiata…), cambiando da un tentativo all’altro per dare l’illusione di una maggiore casualità di scelta e quindi una maggiore abilità nell’indovinare.

      Per conferma ho provato mentalmente a fare l’esercizio richiesto dal gioco, e in effetti il numero finale da associare al simbolo è sempre 9 o un suo multiplo. Anche nell’esempio proposto dal gioco: 43-7=36, che è un multiplo di nove: se avessimo avuto 42 o 44 avremmo ottenuto 42-6=36 oppure 44-8=36. Oppure un numero qualsiasi, che so, 57, sarebbe diventato 57-12=45, un altro multiplo di nove…

      La matematica non è un’opinione, provate pure a fare tutti i calcoli che volete: il mago indovinerà sempre il vostro simbolo, non potrà mai sbagliare, a meno che non sbagliate voi a fare il calcolo (e, trattandosi di una semplice sottrazione, penso che sia più difficile sbagliare il calcolo che indovinare il trucco…). Buon divertimento! 🙂

      Giochino shockante

      Ragazzi, stasera mi sono cimentato con questo giochino dalle semplici istruzioni. Visto che sono in inglese provvedo a darvi una rapida traduzione: bisogna pensare ad un qualsiasi numero a 2 cifre (nel suo esempio 43) poi fare la somma dei due addendi (quindi, sempre secondo l’esempio, 4+3=7). Quindi prendere il numero iniziale (43) e sottrarre il secondo numero ottenuto (7) (si ottiene 36). A questo punto viene mostrata una tabella dove ad ogni numero ottenuto corrisponde un simbolo. Ebbene, il “mago” leggerà nella vostra mente e mostrerà un simbolo. Signori, ho provato questo gioco 4 volte, e 4 volte ha indovinato! 😯

      Mi è sfuggito il trucco, sinceramente… Quasi quasi provo di nuovo… Riuscirò a ciularlo prima o poi… 😯

      P.S. Voglio sapere se con qualcuno di voi è riuscito a non indovinare anche una sola volta… 😕

      Ritorno all’adolescenza

      Durante le mie operazioni di riprogrammazione del pc dopo che, in dicembre, l’avevo formattato, mi è capitato in mano un gioco con il quale non giocavo da tantissimo tempo: Turok 2. Per chi non lo conoscesse vi mostro un’istantanea del gioco. Devo rivelarvi che ho sempre avuto una grande passione per questo genere di giochi; ebbene, questa passione si è risvegliata proprio in questi giorni. Ho deciso così di andare a rispolverare un po’ di vecchi floppy da 3″1/2, qualche cd finito nel dimenticatoio e di scatenarmi.

      Il primo titolo che ho deciso di installare è stato il mitico Wolfenstein 3D. Questo giochino è stato il primo di questo genere, impossibile ch’io non lo tenessi. Quando l’ho avviato mi son trovato di fronte un’opera d’arte senza audio e con una grafica improponibile: una risoluzione di 320×200 pixel può andare bene su un monitor di tipo vecchio che arrivava massimo a 640×480, non altrettanto si può dire con un monitor 19″ con risoluzione massima 1920×1440 pixel (presente i quadratoni?). In effetti 15 anni fa Windows XP non esisteva, si lavorava col 3.1 o 3.11 e il sistema operativo si chiamava MS-DOS. Sicuramente chi tra voi usava i pc dell’epoca ricorderà che le cartelle si chiamavano directory e che tutti i comandi erano stringhe inserite dopo il prompt (>) ( 😯 ). Questo gioco comunque girava benone anche con Windows 95, e quindi anche sul mio vecchio pc, defunto 6 anni fa. Oggi ci sono schede grafiche superavanzate e le schede audio non sono più compatibili con le vecchie Sound Blaster, tuttavia ritrovarmi dopo tanti anni circondato da soldati tedeschi col mio bel mitragliatore in mano mi ha fatto tornare ragazzo. Accennata la cosa ad un mio carissimo amico, costui mi ha procurato una versione rimodernata dello stesso gioco chiamata NewWolf, dove si può giocare con una grafica accettabile (senza però perdere lo spirito del gioco originale) e con i suoni originali. Fantastico…

      Spinto dall’onda dell’entusiasmo ho provveduto a reinstallare tutti i vari giochini del genere. A cominciare da Doom e Doom 2, che hanno fatto la storia dei videogiochi per pc, per proseguire con giochi come Heretic (uno e due) e Hexen (uno e due pure qui). Ma, già che stavo ribaltando, ho trovato anche altri vecchi giochi, tra i quali spiccano Prehistorik 2, il primo Worms e The Incredible Machine. Morale: in questi giorni sono tornato quel ragazzino 15enne che perdeva interi pomeriggi a giocare invece di studiare. E meno male che non lavoro in ufficio… 😉