A due passi dall’inferno

re222x0mx_20080222.jpgTutti voi avrete certamente sentito dei gravi incidenti stradali accaduti venerdì mattina sull’autostrada Brescia-Piacenza, in entrambi i sensi di marcia. E’ una strada per la quale passo spesso, almeno una decina di volte al mese. E, fortunatamente, venerdì ero altrove. Ma proprio ieri pomeriggio l’ho percorsa, passando anche attraverso i posti divenuti teatro di quell’immane tragedia. E, a dire la verità, il viaggio non è stato come le altre volte.

Tra Pontevico (BS) e Cremona, durante il viaggio d’andata, ho potuto notare i vari segni di frenate, graffi sull’asfalto, cespugli travolti a lato della strada. Poi, giunto nei pressi di Cremona, ho capito di aver raggiunto il punto più critico di quella catena infernale: nel prato in parte giacevano ancora alcuni resti di carrozzeria, un paraurti, una portiera blu, appartenuta questa con tutta probabilità ad un tir sul quale si trovavano due autisti rumeni entrambi deceduti.re222xzux_20080222.jpg In quel momento mi son sentito il cuore in gola, perché so benissimo che in mezzo a quell’inferno sarei potuto esserci io. Conosco quella strada a menadito, curva dopo curva, eppure ieri mi sentivo spaesato, mi sembrava di non essere mai passato da lì. Poi, dopo aver caricato, sono tornato verso Brescia, e tra Caorso e Castelvetro (nel Piacentino) si è ripetuta la scena: anche qui vistose ferite sull’asfalto, nell’erba in parte alla strada, sui guard rail. Qui però l’impatto dev’essere stato più tremendo: i segni della sabbia usata per ripulire il fondo stradale erano ovunque, per diversi metri. A sinistra un guard rail svergolato e schiacciato dal peso di un camion, a destra un altro completamente divelto. Nel fosso diversi rottami che aspettano solo di essere raccolti. Poco più avanti c’era una piazzola, mi sono fermato per qualche minuto. Non me la sentivo di proseguire, avevo le lacrime agli occhi.

martina-baroncini.jpgQuesta dottoressa livornese di 26 anni di nome Martina Baroncini è una delle 6 vittime di quella mattina, travolta a Castelvetro dopo essere scesa per prestare soccorso ai feriti. Ebbene, sempre ieri ho scoperto che non solo era diretta a Brescia, ma si stava recando nella palazzina in parte alla mia ditta, dove ha sede un ambulatorio di medicina del lavoro. Osservando la foto ricordo in effetti di averla già vista, anche in più di un’occasione. Praticamente non la conoscevo, tuttavia la sua scomparsa non mi ha lasciato indifferente. Sono vicino ai suoi familiari e ai suoi amici, so purtroppo cosa stanno passando in questi giorni…