Una strage senza fine

Ieri sera i miei amici sono rincasati presto, così, siccome non mi andava di terminare il sabato sera a mezzanotte e mezza, mi sono recato in un paese vicino ad un bar gestito da un’amica. Verso le 2.10 lascio il locale, ma dopo qualche centinaio di metri mi sono accorto di avere poca benzina nel serbatoio, così ho imboccato la statale nel senso opposto a quello diretto a casa per dirigermi verso un distributore Agip lì vicino, l’unico ancora aperto a quell’ora. Giunto però nei pressi del distributore mi son trovato di fronte ad un incidente, con tanto di fiaccole a chiudere la strada, così ho fatto i miei 10 euro di verde e poi ho parcheggiato.

Avvicinatomi a piedi ho realizzato quanto fosse grave la situazione: una Lancia Y e uno scooter si erano scontrati frontalmente proprio nel bel mezzo di un cantiere per la costruzione di una nuova rotatoria, per effetto del quale la strada viene deviata a formare una chicane. Il conducente dell’auto era lì vicino, seduto sul marciapiede; stava bene, nemmeno un graffio, solo piuttosto scosso. Del motociclista però nessuna traccia. Ho evitato di chiedere al protagonista dello schianto, così mi sono avvicinato ad uno degli agenti della Stradale impegnati nei rilievi. Costui mi ha riferito che il ragazzo sullo scooter, italiano ma non del posto, era stato portato via in condizioni critiche, per non dire disperate, ma “E’ difficile che ce la possa fare“. Mi sono così fermato ad osservare i mezzi incidentati, ancora in mezzo alla strada. Lo scooter era praticamente sparso per 30/40 metri, in briciole, mentre il corpo principale del mezzo era ancora sotto la Lancia Y. La vettura presentava tutta la parte anteriore sinistra sfondata, parabrezza compreso, e una ruota scoppiata. Oltre a tanto sangue. Una signora lì vicino mi ha fatto notare, impigliato nelle lamiere, un pezzo di carne strappato da una gamba dello scooterista.

Decidevo di allontanarmi per non disturbare gli agenti impegnati nei vari rilievi, così mi sono sistemato nei pressi delle fiaccole che di fatto chiudevano la strada ad indicare ai tanti automobilisti in transito (quasi tutti non del posto) la deviazione da seguire all’interno del paese per poter proseguire verso Brescia. Uno di questi, evidentemente poco assonnato, mi ha fatto compagnia per un’oretta aiutandomi a spiegare ai forestieri il percorso alternativo.

Il mio “lavoro” è terminato verso le 4.30, quando gli agenti, rimossi i mezzi incidentati, hanno riaperto la strada. Uno dei poliziotti si è avvicinato a me per ringraziarmi del disturbo, così ho approfittato per chiedere aggiornamenti sulla salute dello scooterista ricoverato. La sua risposta però è stata emblematica: “E’ deceduto“.

Maurizio Cattaneo, residente a Bovezzo (BS), aveva 37 anni. Stando a quel poco che ho capito non era pratico del posto, così giunto nei pressi del cantiere (segnalato malissimo, a dire il vero) non sapeva della chicane e ingannato anche dalla scarsa illuminazione ha tenuto un’andatura rettilinea, scontrandosi con la macchina in senso opposto che la chicane invece l’aveva fatta. Non so nulla di questa persona, se avesse famiglia o meno.

Tra ieri e oggi altri due motociclisti sono morti sulle sole strade bresciane, e un terzo è in prognosi riservata. A livello nazionale sulle strade muoiono in media 16 persone al giorno, che a fine anno equivalgono a 5/6 mila vittime, praticamente un paese. Siamo di fronte ad una strage senza fine: non si può proprio fare nulla per porre un freno a questa carneficina?