Chissà dove sei… Anima fragile…

31 maggio 1997 – 31 maggio 2008

Il tempo passa, ma io non ti dimentico.

Questa è per te. Riposa in pace.

Campioni si nasce

Ho già telefonato al presidente della mia squadra: per la prossima stagione non deve farsi scappare questo fenomeno, dotato di una mira sbalorditiva soprattutto nel battere le punizioni…

Che ne pensate? Glielo diamo un ingaggio? 😉

Par condicio

L’altro giorno sono andato a caricare da uno dei miei soliti fornitori. Completato il carico mi son diretto verso la pesa, ma appena entrato nel piazzale ho notato che un altro camion aveva appena finito di caricare e stava giusto salendo sulla pesa. Pazienza, mi son detto, aspetterò due minuti…

L’attesa è durata quasi 20 interminabili minuti: l’autista ha spostato il suo camion dalla pesa solo dopo aver ricevuto la sua bolla, dopodiché è partito direttamente verso la sua destinazione. Liberatasi finalmente la pesa mi ci son parcheggiato sopra, e mentre entro in ufficio ho notato un altro camion uscire dal magazzino dirigendosi verso la pesa. Appena dentro l’ufficio il ragazzo mi ha pesato e mi ha pregato di spostare il camion poiché ce n’era un altro in attesa di pesare, ma la mia risposta è stata eloquente: “Non ci penso nemmeno!“. Nonostante l’insistenza del ragazzo mi sono rifiutato categoricamente di spostare il mio camion dalla pesa, finché è intervenuto il titolare dell’azienda a chiedere spiegazioni. Sono stato brevissimo: “Ho atteso quasi 20 minuti perché c’era la pesa occupata, ora quello dopo di me non può aspettare 5 minuti? Sta lì e aspetta anche lui!“. Il titolare, preso un po’ controtempo, non ha ribattuto, anzi s’è recato nell’ufficio bolle a chiedere spiegazioni.

Sono seguiti alcuni istanti infuocati, durante i quali il titolare e il suo dipendente hanno avuto una poco pacifica discussione. Poi il capo è tornato da me e scusandosi mi ha nuovamente chiesto di spostare il mio camion. Ho accettato le sue scuse, ma mi sono rifiutato di liberare la pesa: “Quando avrò la mia bolla me ne andrò, come ha fatto quello prima di me. Fino ad allora il camion resta lì, e quello dietro aspetta. Che cavolo, sarò mica appena io a dover perdere ore ad aspettare i comodi altrui…“. Allora il titolare, rassegnato, se n’è andato senza aggiungere altro. Dopo meno di un minuto la mia bolla era già pronta e firmata, ma mentre esco il ragazzo mi fa: “Però non si fa così…“. E io: “Così come? Quando c’ero io ad aspettare 20 minuti non hai fatto spostare il camion, però mi devo spostare io che ho la bolla pronta in tre minuti… Guarda, fai almeno silenzio che fai più bella figura…“. Il ragazzo non ha ribattuto, e io me ne sono andato.

Io non ho mai problemi a spostare il camion dalla pesa, nemmeno se so che avrò la bolla in meno di un minuto, ma quando sono in giro per lavoro pretendo anche di essere trattato come gli altri. Oppure pretendo che gli altri vengano trattati come me…

Meno 14

Mancano due settimane al concerto di Vasco a San Siro. Nell’attesa vi propongo l’interlude 2003, ovvero un intermezzo musicale composto da Stef Burns e Maurizio Solieri, chitarristi di Vasco, e proposto nei 3 concerti di San Siro nel 2003 (e, ovviamente, io ero là…)

Errore di sistema – La rivincita

Ricordate il mio racconto di qualche post fa circa una discussione con la Telecom riguardo un servizio addebitatomi senza richiesta? Ebbene, se pensavate che fosse finita lì vi sbagliavate…

Dunque, eravamo rimasti che avevo chiesto al centralinista Telecom di togliermi questa opzione che mi permetteva, alla modica cifra di 3.95 euro mensili, di chiamare tutti i fissi anche tramite la linea tradizionale (avendo Alice tutto incluso questo servizio ce l’ho già attraverso un telefono chiamato Aladino collegato al modem). Tutto risolto? Macché: dopo qualche giorno mia mamma, che stava usando l’Aladino, si è vista cadere la linea. Curioso: internet funziona che è una meraviglia, ma l’Aladino no, è praticamente morto… 😯

Dopo qualche ora di attesa decido di chiamare la Telecom e di segnalargli la cosa. La centralinista, cordialissima, mi ha fatto notare che con ogni probabilità il segnale sarebbe tornato regolare nel giro di qualche ora, ma per scrupolo ha fatto ugualmente segnalazione di guasto: “Verrà risolto entro due giorni lavorativi“. E che giorno era? Sabato! Fantastico… 😐 Faccio quindi passare il weekend, lunedì e martedì: il cordless è ancora morto. Chiamo ancora il 187: la signorina stavolta mi spiega che il guasto è causato dalla riconfigurazione dovuta alla mia richiesta di rimuovere l’opzione da 33.95 euro. Al ché urlo: “Mi avete affibbiato un servizio non richiesto, e ora per toglierlo mi private dello stesso servizio che avevo già? Ma io vengo lì e vi spacco il c..o!!“. La centralinista allora ha avanzato un sollecito, chiedendomi altri due giorni. La mia risposta: “Una settimana: se funziona, bene, sennò stacco tutto!“.

Dopo altri 3 giorni senza il nostro Aladino (e siamo già al venerdì successivo) richiamo la Telecom per chiedere a che punto è la situazione dei tecnici. I quali, ovviamente, erano già andati a casa e fino al lunedì non sarebbero stati reperibili. La signorina di turno, notando la scheda tecnica ancora aperta, mi ha comunque dato un numero verde da chiamare per parlare direttamente con l’assistenza, ma in ogni caso avrei dovuto aspettare il lunedì. Perciò ieri sera, rientrato dal lavoro, compongo il numero verde: mi risponde il famoso nastro registrato: “Il Centro Assistenza è aperto fino alle 18.30…“. E che ore sono? Le 18.40!! Ma vaff..!! 😡

Stasera ho finito presto di lavorare (la sveglia alle 5.30 ogni tanto porta a qualcosa di buono… 😉 ), perciò sono riuscito a chiamare in orario. Il tecnico che mi ha risposto mi ha gentilmente disconnesso da internet (senza preavviso: la povera Mafalda dall’altra parte di Messenger si sarà sentita scaricata… Scusa Mafy!) e mi ha riprogrammato il modem, il tutto in circa 15 minuti.

Il mio Aladino è tornato pimpante come un tempo, ma dico io: dovevano menarmela per 11 giorni per un lavoro da 15 minuti? Senza contare che se non avessi chiamato il numero verde non avrei mai risolto la cosa… 😯

Onore ai campioni

Sono onesto: oggi tifavo Roma. Però lo scudetto dell’Inter ha fatto felice una mia cara amica che mi sta molto a cuore. Perciò vi lascio questa immagine, che molto si addice in questi momenti…

Never ending story

Questa musica la conoscerete tutti: è la colonna sonora di un film che ha caratterizzato non proprio la mia infanzia, ma i miei primi anni di vita sì. Tratto da uno dei miei libri preferiti, questo film ha anche avuto due seguiti passati pressoché inosservati. Ma vedrete che dopo aver visto questa clip a qualcuno di voi potrebbe venir voglia di rivedere il film: ma quanto era simpatico quel dragone bianco? 😯

P.S. Sto osservando la cresta bionda del cantante, e vi giuro che faccio fatica a trattenere le risate… 😆

Organizzazione impeccabile

Ieri mattina sono stato da uno di quei clienti che definisco “saltuari”, in quanto vado a trovarli una volta ogni tre o quattro mesi. Questo poi non ordina mai troppa roba, quindi non mi fa mai perdere troppo tempo. Almeno, mai fino a ieri…

Arrivato a destinazione ho trovato subito una sorpresa: toh, hanno messo l’insegna! Era ora, ci fosse stata la prima volta che li cercavo avrei preferito… Ho proseguito fino al cancello che conduce al magazzino, e qui ho trovato una grossa insegna: “Prima di entrare si prega di citofonare“. Beh grazie, finché tenete sempre il cancello chiuso fin lì ci arrivo anch’io… Son sceso dal camion e mi sono attaccato al citofono. Stranamente però non mi ha risponsto nessuno. Cercando di sbirciare dentro il magazzino ho visto gli operai al lavoro, quindi ho insistito su quel campanello, ma niente da fare. Dopo 3 o 4 tentativi andati a vuoto ho fatto due passi, raggiunto il citofono degli uffici e suonato a quello: mi ha risposto una donna, alla quale ho spiegato: “Ho suonato di là, ma non mi ha risposto nessuno“. E lei: “Ah… Sì, c’è il citofono guasto. Le apro io“. Vabbè, un cartello grande una casa che mi ordina di suonare ad un citofono guasto… 😯

Torno al mio camion: mi aspettavo di vedere il cancello già mezzo aperto, invece era ancora lì dove l’avevo lasciato. Ok, sarà questione di secondi… Passa un minuto… Due minuti… Tre minuti… Comincio ad innervosirmi… Dopo un po’ ho notato una ragazza bionda all’interno della proprietà avvicinarsi al cancello con un telecomando in mano: il suo sforzo però pareva vano, il cancello non si smuoveva affatto. Allora lei (che poi era la stessa persona che mi aveva risposto al citofono poco prima), scusandosi, mi ha chiesto di pazientare ancora un momento. Rientrata in ufficio, subito dopo il cancello finalmente s’è aperto.

In meno di un minuto sono entrato, ho scaricato e sono tornato al cancello, ma disgraziatamente l’ho trovato nuovamente chiuso. Il magazziniere però mi aveva suggerito di suonare il clacson per farmi riaprire, così ho dato aria alle trombe. Inutilmente: il cancello non batteva ciglio. Con quel pizzico di rabbia mi sono diretto in ufficio, e subito entrato mi son trovato di fronte una signora sulla sessantina, che, con tono e sguardo da signorina Rottenmeier, chiede conto della mia presenza negli uffici. Le ho spiegato il mio problema, allora lei mi ha mandato dalla signorina bionda di prima. Che, come mi ha visto, ha capito che volevo uscire: si è girata ed ha premuto un interruttore, sotto il quale stava scritto: “apri cancello magazzino“. Le avrei chiesto per quale motivo prima fosse uscita col telecomando, ma onde evitare inutili polemiche ho ringraziato e me ne sono andato.

Ora, voglio dire: passi il citofono guasto (nulla è indistruttibile), però un pelino più di organizzazione no? Che so, un cartello con scritto “citofono guasto, suonare in ufficio” e magari seguire i movimenti del camion in modo da potergli riaprire senza farne bestemmiare il conducente… Ma credo di aver avuto a che fare con persone che erano tutto, tranne dei missili d’intelligenza… 😕

Prossimi impegni

Dite la verità, quanti di voi hanno un’agenda così per la prossima settimana? 😉

agenda

Still loving you

Ieri ho sentito alla radio questa canzone che non sentivo da diversi anni. E’ un pezzo di sublime bellezza, da ascoltare in religioso silenzio…