Tamponato

Sabato sera, dopo la mezzanotte, ho lasciato la mia solita gelateria, ormai deserta, verso mete sconosciute. Dopo qualche chilometro (e un caffè ad un bar di amici) ho deciso di raggiungere il vicino bowling per distrarmi un’ora o due. Sono anni che non vado in quel posto, chissà com’è adesso: peccato che non ci sia arrivato, al bowling…

Ripresa la statale ho percorso mezzo chilometro. Era l’una di notte, ma i semafori erano ancora in funzione. E siccome non esiste sulla Terra un semaforo ch’io riesca a trovare verde ecco che ben presto mi son trovato di fronte ad un bel semaforo rosso, che mi ha costretto a fermarmi. Ormai non mi lamento più, è la prassi, ma mentre sono fermo ho osservato lo specchietto retrovisore, e ho visto arrivare una macchina. Ci ho messo due secondi a capire che questa vettura non stava frenando, perciò ho tolto il piede dal freno: per fortuna non correva, ma l’impatto è stato abbastanza forte comunque.

Sceso dalla macchina guardo il mio baule: lacrima… 😥 Ho guardato l’altra macchina (una Classe A): come, nemmeno un graffio? Vista più da vicino ho notato i segni sul suo paraurti. Poi, rivolto al conducente, gli ho fatto notare il semaforo rosso, e questo s’è scusato. Pazienza, cose che capitano, e nessuno si è fatto niente, perciò l’ho invitato a seguirmi in un parcheggio lì a fianco per la constatazione amichevole. Costui mi ha seguito senza problemi, ma giunti lì ha lamentato di non sentirsi molto bene. Ho pensato di chiamare il 118, ma poi mi è venuto un dubbio e gli ho chiesto: “Hai bevuto?” E lui: “Sì, tanto“. Allora ho esitato: se chiamo il 118 questi mandavano anche la Polizia, e la sua patente sarebbe sicuramente finita nella tasca di qualche agente. Con probabile sequestro della sua vettura, di qualche mese di vita. Forse se lo sarebbe meritato, ma non ho voluto infierire.

Mentre compilavo la mia parte della constatazione amichevole l’altro ragazzo, bresciano residente a pochi chilometri da lì, ha vomitato due volte, poi ha tentato di alzarsi, barcollando pericolosamente. Perciò l’ho messo di peso a sedere e l’ho invitato a chiamare un suo amico a dargli una mano. Così ha fatto, e dopo pochi minuti è arrivato un ragazzo, perfettamente sobrio, che mi ha fatto avere i dati del suo amico. A operazioni concluse ho pregato questa persona di riaccompagnare il tizio, sempre più malmesso, a casa: non era assolutamente in grado di rimettersi alla guida, avrebbe recuperato la sua vettura il giorno dopo.

Morale: il carrozziere mi ha fatto un preventivo di 2.400 euro circa per la riparazione. Fortunatamente pagherà l’assicurazione, ma mi toccherà fare a meno della mia Punto per 3/4 giorni. Cose che capitano, ma se il tizio non avesse bevuto probabilmente avrebbe frenato in tempo. Ma quel che è più grave: che sarebbe successo se io non fossi stato lì fermo al semaforo rosso?