Un Big-Bang in miniatura

Non so quanti di voi abbiano finora sentito parlare del C.E.R.N. e dell’acceleratore di particelle LHC, costruito a scopo di ricerca di energia pulita; andiamo con ordine.

Il C.E.R.N. (Centro Europeo per le Ricerche Nucleari) è il più grande laboratorio del mondo di fisica delle particelle. Qui i fisici cercano di esplorare i segreti della materia e le forze che regolano l’Universo: vengono effettuate ricerche in fisica delle particelle utilizzando degli acceleratori di particelle, che portano nuclei atomici e particelle subnucleari ad energie molto elevate, e dei rilevatori che permettono di osservare i prodotti delle collisioni tra fasci di queste particelle. Ora, non sto a spiegarvi o a tradurvi ogni termine tecnico che ho inserito, se volete trovate ogni risposta alla pagina di Wikipedia dedicata al C.E.R.N. Quello di cui voglio parlarvi è uno di questi acceleratori di particelle, l’ultimo (di 7) costruito dal Centro Ricerche.

L’Acceleratore LHC (Large Hadron Collier, cioè “Grande Collisore di Adroni”) è la più grande macchina mai costruita dall’uomo. Si tratta di un anello lungo 27 km sepolto a un centinaio di metri sotto terra tra la Svizzera e la Francia (notare la veduta aerea qui sopra), al cui interno verranno fatti collidere, cioè scontrarsi tra loro, atomi a velocità prossime a quelle della luce. A questa macchina hanno lavorato per 10 anni circa 5 mila scienziati e tecnici provenienti da una cinquantina di paesi, e lo scopo del suo funzionamento è quello di studiare le proprietà fondamentali della materia.

Suppongo vi stiate chiedendo: perché mai oggi vi sto parlando di queste cose? Ecco, l’acceleratore verrà azionato mercoledì 10 settembre. Alcuni atomi percorreranno i 27 km dell’anello qualcosa come 11245 volte al secondo, finché la loro velocità e temperatura sia tale da ricreare, secondo i calcoli degli scienziati, le condizioni che esistevano nell’universo una frazione di secondo dopo il Big Bang (per chi non lo sapesse, l’esplosione che ha dato origine all’Universo). Un gruppo di scienziati ha però fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani chiedendo di sospendere i test, con l’accusa che l’esperimento possa creare un piccolo buco nero in grado di risucchiare al suo interno l’intero pianeta Terra. Il ricorso però credo sia stato respinto…

Ovviamente, al C.E.R.N. sostengono che ciò sia impossibile. Io non ho la competenza per esprimermi, ma so che il 10 settembre è vicino: spero solo che sappiano cosa stanno facendo…