Vite spezzate

Oggi, 30 ottobre, una cara, carissima amica avrebbe compiuto 28 anni. Oggi lei non c’è più, vittima come tante altre persone di un incidente stradale.

Credo che, se non tutti, buona parte di voi abbiano avuto qualcuno, un amico, un parente, che sia rimasto vittima su una strada. Chi nel torto, chi nella ragione, alla fine il risultato non cambia di molto. Perciò ho pensato di lasciarvi con un video: avevo in mente di proporvi alcune immagini di incidenti mortali, ma sono immagini che fanno troppo male, così ho preferito proporvi questa storia. C’è chi sostiene che non sia autentica, ma poco importa, perché credo che tanta gente si sia trovata nei panni del protagonista del filmato. E’ a questa gente, come la mia amica, che dedico questo filmato: vittime incolpevoli dell’incoscienza altrui.

Una giornata indimenticabile. Purtroppo…

Il nostro magazziniere questa settimana ha dato forfait per ragioni di salute. Questo comporta che per alcuni giorni mi devo dividere tra il mio solito lavoro, al volante del camion e il suo, in magazzino a manovrare muletto e carroponte. Ieri mattina il mio capo però ha commentato: “Pazienza, tanto c’è poco lavoro…”.

Ieri pomeriggio mi son trovato a preparare un ordine che chiedeva 24 tagli al seghetto di una misura piuttosto robusta. Poco male, ho impostato l’automatico e il seghetto ha fatto tutto da solo; l’unico accorgimento sta nel dover spostare ogni volta il pezzo tagliato col magnete, ma è proprio un lavoretto da un minuto. Essendo però tanti tagli non ho certo potuto finire ieri, così stamattina il seghetto mi stava aspettando. Ma ho capito subito che non era giornata: la tangenziale di Brescia, immersa nei lavori di costruzione della terza corsia, era letteralmente paralizzata. Morale: quasi 50 minuti per raggiungere la mia ditta (24 km), quasi 5 km di coda e arrivo in ditta alle 8.05. Unico punto a favore: sono stato il primo, tra capi e dipendenti, ad arrivare in sede, perciò, visto che non abbiamo cartellini, nessuno s’è accorto di niente… 🙂

Non senza sorpresa, nel piazzale della ditta ho trovato un autotreno che mi aspettava: doveva scaricare qualche tubo. Quindi ho aperto, l’ho scaricato e l’ho mandato via. La merce che mi ha portato era destinata a completare due ordini, così, mentre il seghetto continuava i 24 tagli di ieri, ho preparato altra roba. Nel frattempo però è venuto un cliente a caricare, con lite annessa poiché pretendeva di sollevare a mano un pezzo da 60 kg (contro il giustissimo divieto del mio titolare), e infine dovevo regolarmente dar retta al capo che veniva a cercare alcune misure.

Quando ho riattaccato nel pomeriggio mi rimaneva solo di ultimare l’ordine dei 24 tagli: impacchettare l’ultimo pezzo, pesarlo e metterlo via. Mentre facevo è arrivato un nuovo ordine (solo tre tagli stavolta), e terminato quello il capo ha ordinato: caricare. Perciò ho buttato sul camion un po’ di ferro, e verso le 16 sono partito per il mio giro. Mentre partivo ho notato però un nuovo ordine: altri 12 tagli. Pazienza, mi son detto, me ne occuperò al mio ritorno oppure domani. Sono partito per il mio giro (che comprendeva anche un carico) e sono tornato in sede. Qui ho trovato il delirio: il mio capo e l’addetto alle bolle erano impegnati sui seghetti nel tentativo di realizzare i 12 tagli. Mi hanno detto di star tranquillo e di preparare il camion per domani, ma mentre caricavo ecco il putiferio: ad uno dei seghetti la lama è uscita dalla sede (si può riparare in un attimo, basta essere in due di cui uno che ne sia capace) e l’altro non partiva il programma di taglio automatico (bisogna digitare sulla tastiera una particolare serie di comandi). Così mi sono dovuto dividere in tre, e alla fine abbiamo chiuso alle 18 senza le mie bolle per il trasporto di domani e senza aver fatto un solo taglio dei 12 previsti.

Domani perderò la mattinata in giro col camion: ora mi chiedo: quando tornerò la mia ditta ci sarà ancora? 😕

Tanti auguri

Tre mesi fa ci incontrevamo per la prima volta. Non sapevo quasi nulla di te, e tu di me sapevi ancora meno. Solo qualche parola scritta qua e là, e magari uno squillo ogni tanto. Poi siamo usciti una sera, ci siamo parlati, ci siamo confrontati. Abbiamo cominciato a conoscerci, apprezzare i nostri pregi e sopportare i nostri difetti.

Dopo una settimana il destino ci ha permesso di rivederci, anche se solo un’oretta di sfuggita. Poi, a sorpresa, abbiamo passato un pomeriggio insieme, e ci siamo baciati per la prima volta. Ci siamo rivisti durante le ferie, e un mese fa ci siamo fidanzati, dichiarandoci amore reciproco.

Ogni giorno che passa scopro di essere sempre più innamorato di te. Non posso fare a meno dei tuoi messaggi, dalla mattina quando mi alzo alla sera quando vado a nanna. Non posso tornare sereno a lavorare nel pomeriggio senza aver sentito la tua voce, e non posso pensare di trascorrere un weekend senza vederci.

Da tre mesi la mia vita è cambiata radicalmente, ed è destinata a cambiare ancora. Sono cambiate le mie abitudini, i miei ritmi. Perfino il mio modo di pensare sta cambiando, perché ora posso guardare al mio futuro con più ottimismo. E tutto questo è grazie a te.

Buon compleanno, amore mio, mille di questi giorni…

Vasco live 2008 – Atto secondo

Dopo il concerto di San Siro del 6 giugno scorso, sabato ho concesso il bis stagionale per quanto riguarda i concerti di Vasco. Questa volta la meta era un attimino più lontana: Torino, stadio Delle Alpi. Un impianto mastodontico stupendo per l’atletica, un po’ meno per il calcio vista l’eccessiva distanza degli spalti dal campo. E per i concerti?

Il palco, sistemato sotto la curva sud (già curva Scirea dei tifosi juventini), era alto poco meno delle tettoie a copertura degli spalti, dominando la scena di fronte ai nostri occhi. Occhi che per oltre un’ora hanno avuto il fastidio del sole, proprio di fronte a noi; quando è tramontato però le nostre pupille hanno sì trovato sollievo, ma la temperatura è scesa di alcuni gradi in pochi minuti. Tutto sommato però è stata una serata mite, almeno in confronto ai (pessimi) giorni precedenti.

L’attesa s’è fatta più snervante col passare dei minuti, finché, alle 21.05, si sono spente le luci in un boato da brivido, lasciando davanti a noi uno scenario da pelle d’oca. Dopo pochi istanti è partita la musica, accompagnata per 2 ore e mezza da un fantastico gioco di luci e di colori che fanno dei concerti di Vasco uno spettacolo nello spettacolo. La cara amica che mi ha accompagnato (e che saluto), al primo concerto della sua vita, è rimasta affascinata e deliziata da questo show, promettendo di non mancare al prossimo appuntamento. Magari a San Siro…

Vi lascio un paio di istantanee, giusto per gradire…