Luci (o ombre?) a San Siro

(immagine presa dal sito www.vascorossi.net)

L’altra sera allo stadio la mia truppa era composta da 7 “soldati”: oltre a me c’erano un caro amico col figlio di sua moglie, un ragazzo brasiliano di 14 anni, e un altro amico di origine partenopea con la moglie, il figlioletto di 10 anni e la nipote, un’avvenente 15enne salita da Napoli appositamente per il concerto. La quale, per respingere la corte del quasi coetaneo brasiliano, si è letteralmente incollata a me fino alla fine del concerto, e ora quando mi vede invece di salutarmi mi dice “Forza Vasco!!“…

Durante l’attesa per il concerto la nostra attenzione venne attirata da un vivace brusio di voci proveniente dalla nostra destra. Ci siamo alzati per capire cosa stava succedendo, poi si sa che quando c’è così tanta gente può succedere che qualcuno venga anche colto da malore. Comunque ho approfittato del fatto che ero il più alto della fila per cercare di guardare più in profondità. Improvvisamente ho intravisto una sagoma a me molto familiare…

MA QUELLO E’ VASCO!!! 😯

Mi spiace non potervi documentare la cosa: avevo riposto la fotocamera nello zaino, che nel frattempo era passato nelle mani di un amico. Ma dovevate vederlo: cappellino verde in testa, occhialini da sole, giubbotto in pelle… Sarà stato sicuramente un sosia: figuriamoci se Vasco a un’ora dal suo concerto a San Siro sale al terzo anello in mezzo alla folla! Credo che nemmeno per il Papa si sarebbe scatenato un putiferio simile. Fatto sta che, sosia o meno, un bel po’ di scompiglio l’ha creato… 😉

Dopo pochi attimi la sagoma del cantante scomparve tra la folla. I miei amici, che non hanno visto niente, mi hanno chiesto cosa fosse successo. E io, da bastardo inside, ho risposto con grande entusiasmo: “C’è Vasco!“. Alla mia giovane amica quasi venne un colpo… Vi dirò: è stato più semplice farle credere che fosse passato veramente Vasco che farle capire che invece era un sosia… 😉

…perché era un sosia… Vero? 😯

Ufficio informazioni

Settimana scorsa, approfittando di un periodo di calma, la moglie del mio capo ha pensato bene di portarmi a fare la spesa per la ditta. Perché anch’io? Perché bisogna comprare diversi cesti di acqua in bottiglia e quindi c’è bisogno di un uomo di fatica… 😐

Giunti alla Coop di via Salgari le operazioni di carico carrello sono durate pochi minuti: il carrello non può contenere più di 12 cestelli di acqua, perciò ho fatto presto. Poi, dopo aver pagato, la mia capa è andata negli uffici per farsi trasformare lo scontrino in fattura, mentre io sono uscito a portare l’acqua in macchina. Il parcheggio era semideserto, ma mentre raggiungevo la macchina ho notato, non lontano, una vettura parcheggiata con tutte le portiere aperte, compreso il baule. Non era una giornata particolarmente calda, e la cosa mi suonava strana, tuttavia ho lasciato perdere e ho proseguito.

Mentre caricavo la macchina con la coda dell’occhio ho notato il proprietario della suddetta vettura chiudere tutte le sue portiere e partire. Giunto lì vicino a me si è fermato, poi ‘sto signore è sceso avvicinandosi a me con fare molto educato:

Mi scusi se la disturbo, sto vedendo che lei sta facendo scorta di acqua… Come mai?

Io (ma chette frega?): “Guardi, siamo in tanti a berla…

Lui: “Ah, capisco… Ma… E’ tutta della stessa marca! Come mai?

Io (perplesso): “Beh, ne prenderò mica mille tipi diversi…

Lui: “Nooo, intendo dire: come mai proprio questa marca di acqua?” (per la cronaca, l’acqua a marchio Coop)

Io: “Ehm… Perché è quella che costa di meno…

Lui (visibilmente soddisfatto): “Bene bene… Hai capito… La ringrazio molto, saluti” Dopodiché se n’è andato. La moglie del mio capo da lontano ha notato la scena, e avvicinatasi ha commentato: “Curioso il signore…“.

Già, evidentemente… Ma devo proprio trovarli tutti io?? 😯

Par condicio

L’altro giorno sono andato a caricare da uno dei miei soliti fornitori. Completato il carico mi son diretto verso la pesa, ma appena entrato nel piazzale ho notato che un altro camion aveva appena finito di caricare e stava giusto salendo sulla pesa. Pazienza, mi son detto, aspetterò due minuti…

L’attesa è durata quasi 20 interminabili minuti: l’autista ha spostato il suo camion dalla pesa solo dopo aver ricevuto la sua bolla, dopodiché è partito direttamente verso la sua destinazione. Liberatasi finalmente la pesa mi ci son parcheggiato sopra, e mentre entro in ufficio ho notato un altro camion uscire dal magazzino dirigendosi verso la pesa. Appena dentro l’ufficio il ragazzo mi ha pesato e mi ha pregato di spostare il camion poiché ce n’era un altro in attesa di pesare, ma la mia risposta è stata eloquente: “Non ci penso nemmeno!“. Nonostante l’insistenza del ragazzo mi sono rifiutato categoricamente di spostare il mio camion dalla pesa, finché è intervenuto il titolare dell’azienda a chiedere spiegazioni. Sono stato brevissimo: “Ho atteso quasi 20 minuti perché c’era la pesa occupata, ora quello dopo di me non può aspettare 5 minuti? Sta lì e aspetta anche lui!“. Il titolare, preso un po’ controtempo, non ha ribattuto, anzi s’è recato nell’ufficio bolle a chiedere spiegazioni.

Sono seguiti alcuni istanti infuocati, durante i quali il titolare e il suo dipendente hanno avuto una poco pacifica discussione. Poi il capo è tornato da me e scusandosi mi ha nuovamente chiesto di spostare il mio camion. Ho accettato le sue scuse, ma mi sono rifiutato di liberare la pesa: “Quando avrò la mia bolla me ne andrò, come ha fatto quello prima di me. Fino ad allora il camion resta lì, e quello dietro aspetta. Che cavolo, sarò mica appena io a dover perdere ore ad aspettare i comodi altrui…“. Allora il titolare, rassegnato, se n’è andato senza aggiungere altro. Dopo meno di un minuto la mia bolla era già pronta e firmata, ma mentre esco il ragazzo mi fa: “Però non si fa così…“. E io: “Così come? Quando c’ero io ad aspettare 20 minuti non hai fatto spostare il camion, però mi devo spostare io che ho la bolla pronta in tre minuti… Guarda, fai almeno silenzio che fai più bella figura…“. Il ragazzo non ha ribattuto, e io me ne sono andato.

Io non ho mai problemi a spostare il camion dalla pesa, nemmeno se so che avrò la bolla in meno di un minuto, ma quando sono in giro per lavoro pretendo anche di essere trattato come gli altri. Oppure pretendo che gli altri vengano trattati come me…

Errore di sistema – La rivincita

Ricordate il mio racconto di qualche post fa circa una discussione con la Telecom riguardo un servizio addebitatomi senza richiesta? Ebbene, se pensavate che fosse finita lì vi sbagliavate…

Dunque, eravamo rimasti che avevo chiesto al centralinista Telecom di togliermi questa opzione che mi permetteva, alla modica cifra di 3.95 euro mensili, di chiamare tutti i fissi anche tramite la linea tradizionale (avendo Alice tutto incluso questo servizio ce l’ho già attraverso un telefono chiamato Aladino collegato al modem). Tutto risolto? Macché: dopo qualche giorno mia mamma, che stava usando l’Aladino, si è vista cadere la linea. Curioso: internet funziona che è una meraviglia, ma l’Aladino no, è praticamente morto… 😯

Dopo qualche ora di attesa decido di chiamare la Telecom e di segnalargli la cosa. La centralinista, cordialissima, mi ha fatto notare che con ogni probabilità il segnale sarebbe tornato regolare nel giro di qualche ora, ma per scrupolo ha fatto ugualmente segnalazione di guasto: “Verrà risolto entro due giorni lavorativi“. E che giorno era? Sabato! Fantastico… 😐 Faccio quindi passare il weekend, lunedì e martedì: il cordless è ancora morto. Chiamo ancora il 187: la signorina stavolta mi spiega che il guasto è causato dalla riconfigurazione dovuta alla mia richiesta di rimuovere l’opzione da 33.95 euro. Al ché urlo: “Mi avete affibbiato un servizio non richiesto, e ora per toglierlo mi private dello stesso servizio che avevo già? Ma io vengo lì e vi spacco il c..o!!“. La centralinista allora ha avanzato un sollecito, chiedendomi altri due giorni. La mia risposta: “Una settimana: se funziona, bene, sennò stacco tutto!“.

Dopo altri 3 giorni senza il nostro Aladino (e siamo già al venerdì successivo) richiamo la Telecom per chiedere a che punto è la situazione dei tecnici. I quali, ovviamente, erano già andati a casa e fino al lunedì non sarebbero stati reperibili. La signorina di turno, notando la scheda tecnica ancora aperta, mi ha comunque dato un numero verde da chiamare per parlare direttamente con l’assistenza, ma in ogni caso avrei dovuto aspettare il lunedì. Perciò ieri sera, rientrato dal lavoro, compongo il numero verde: mi risponde il famoso nastro registrato: “Il Centro Assistenza è aperto fino alle 18.30…“. E che ore sono? Le 18.40!! Ma vaff..!! 😡

Stasera ho finito presto di lavorare (la sveglia alle 5.30 ogni tanto porta a qualcosa di buono… 😉 ), perciò sono riuscito a chiamare in orario. Il tecnico che mi ha risposto mi ha gentilmente disconnesso da internet (senza preavviso: la povera Mafalda dall’altra parte di Messenger si sarà sentita scaricata… Scusa Mafy!) e mi ha riprogrammato il modem, il tutto in circa 15 minuti.

Il mio Aladino è tornato pimpante come un tempo, ma dico io: dovevano menarmela per 11 giorni per un lavoro da 15 minuti? Senza contare che se non avessi chiamato il numero verde non avrei mai risolto la cosa… 😯

Organizzazione impeccabile

Ieri mattina sono stato da uno di quei clienti che definisco “saltuari”, in quanto vado a trovarli una volta ogni tre o quattro mesi. Questo poi non ordina mai troppa roba, quindi non mi fa mai perdere troppo tempo. Almeno, mai fino a ieri…

Arrivato a destinazione ho trovato subito una sorpresa: toh, hanno messo l’insegna! Era ora, ci fosse stata la prima volta che li cercavo avrei preferito… Ho proseguito fino al cancello che conduce al magazzino, e qui ho trovato una grossa insegna: “Prima di entrare si prega di citofonare“. Beh grazie, finché tenete sempre il cancello chiuso fin lì ci arrivo anch’io… Son sceso dal camion e mi sono attaccato al citofono. Stranamente però non mi ha risponsto nessuno. Cercando di sbirciare dentro il magazzino ho visto gli operai al lavoro, quindi ho insistito su quel campanello, ma niente da fare. Dopo 3 o 4 tentativi andati a vuoto ho fatto due passi, raggiunto il citofono degli uffici e suonato a quello: mi ha risposto una donna, alla quale ho spiegato: “Ho suonato di là, ma non mi ha risposto nessuno“. E lei: “Ah… Sì, c’è il citofono guasto. Le apro io“. Vabbè, un cartello grande una casa che mi ordina di suonare ad un citofono guasto… 😯

Torno al mio camion: mi aspettavo di vedere il cancello già mezzo aperto, invece era ancora lì dove l’avevo lasciato. Ok, sarà questione di secondi… Passa un minuto… Due minuti… Tre minuti… Comincio ad innervosirmi… Dopo un po’ ho notato una ragazza bionda all’interno della proprietà avvicinarsi al cancello con un telecomando in mano: il suo sforzo però pareva vano, il cancello non si smuoveva affatto. Allora lei (che poi era la stessa persona che mi aveva risposto al citofono poco prima), scusandosi, mi ha chiesto di pazientare ancora un momento. Rientrata in ufficio, subito dopo il cancello finalmente s’è aperto.

In meno di un minuto sono entrato, ho scaricato e sono tornato al cancello, ma disgraziatamente l’ho trovato nuovamente chiuso. Il magazziniere però mi aveva suggerito di suonare il clacson per farmi riaprire, così ho dato aria alle trombe. Inutilmente: il cancello non batteva ciglio. Con quel pizzico di rabbia mi sono diretto in ufficio, e subito entrato mi son trovato di fronte una signora sulla sessantina, che, con tono e sguardo da signorina Rottenmeier, chiede conto della mia presenza negli uffici. Le ho spiegato il mio problema, allora lei mi ha mandato dalla signorina bionda di prima. Che, come mi ha visto, ha capito che volevo uscire: si è girata ed ha premuto un interruttore, sotto il quale stava scritto: “apri cancello magazzino“. Le avrei chiesto per quale motivo prima fosse uscita col telecomando, ma onde evitare inutili polemiche ho ringraziato e me ne sono andato.

Ora, voglio dire: passi il citofono guasto (nulla è indistruttibile), però un pelino più di organizzazione no? Che so, un cartello con scritto “citofono guasto, suonare in ufficio” e magari seguire i movimenti del camion in modo da potergli riaprire senza farne bestemmiare il conducente… Ma credo di aver avuto a che fare con persone che erano tutto, tranne dei missili d’intelligenza… 😕

Pizza di traverso…

Alcuni giorni fa un mio amico mi ha riportato alla mente una storia, una delle tante vicende che ho vissuto in passato. Una delle tante vicende nate dal mio cellulare…

Accadde una sera che un’amica di lunga data mi propose di uscire con lei per un caffè. Accettai, e dopo un’ora ci trovavamo in un bar a conversare del più e del meno, finché non uscì con la sua trovata: “C’è una mia amica che vuole conoscerti! Mi ha detto di darti il suo numero“. Risposi: “Veramente preferirei ricevere il numero dalla diretta interessata…“. Allora lei in un minuto le mandò un sms (chissà cos’avrà scritto… 😯 ), la cui risposta fu: “ok daglielo“. Presi quindi questo numero, ma non mandai un sms: semplicemente feci uno squillo, uno solo. Manco il tempo di girarmi e mi arrivò un sms fiume. In poche parole la ragazza in questione si presentò: Sara, un anno meno di me, super appassionata di musica leggera italiana e di pizza. Residenza, una ventina di km da casa mia. Toh, nemmeno lontano, proviamo a darle retta… 🙄

La breve distanza e i gusti simili (soprattutto in fatto di pizza) ci permisero ad organizzarci piuttosto rapidamente per una cena. Un incontro formale più che un appuntamento, anche se il luogo di ritrovo (Salò, stupenda località sul lago di Garda) farebbe pensare al contrario. Sara si presentò puntuale (una delle rare volte che l’invitata non è in ritardo), e visto il clima pessimo (vento e freddo, nonostante fosse luglio) ci fiondammo in pizzeria senza pensarci due volte. La serata passò in tutta tranquillità: mi passò in rassegna tutta la sua discografia (oltre 3mila dischi in vinile di musica soprattutto italiana anni ’50-’60-’70) alla quale feci fatica a ribattere. Nonostante sia alquanto attrezzato (tra cd, vinili e musicassette arrivo 600/700 pezzi, dovrei decidermi di contarli una volta o l’altra…) non riuscivo nemmeno ad avvicinarmi ai suoi livelli di conoscenza musicale. Se non altro però, non trovai difficoltà a trovare un discorso che non la annoiasse… 😉

Dopo 2 ore abbondanti, durante le quali entrambi abbiamo fatto il bis di pizza, decidemmo di uscire. Lei si disse stanca, perciò la salutai e mi diressi verso casa. Dopo qualche km mi arrivò un sms:

Grazie per la splendida serata, sei stato veramente un angelo. Spero di rivederti presto. Un bacione

Se non altro avevo in mano materiale da mostrare agli amici… 😉 Scherzi a parte, risposi al suo sms, e per un paio di giorni fu uno scambio continuo. Poi improvvisamente non ottenni più risposta. Attesi alcune ore, poi preoccupato la chiamai: suonava libero, ma non rispondeva. Riprovai diverse volte, ma niente da fare. Finché un venerdì sera mi rispose una voce maschile. Chiesi di Sara, ma mi sentii rispondere che Sara non c’era e che avrei fatto bene a non cercarla più.

Così a occhio e croce saranno passati 6 o 7 anni, ma da allora non ho più ricevuto uno straccio di notizia di questa ragazza. Perfino l’amica che mi ha dato il suo numero non ha più saputo nulla. Non ho mai capito se il problema fossi stato io, o se invece c’era già qualcun altro nella sua vita (ad esempio il tipo che mi ha risposto). L’unica cosa che ho capito in tutta questa storia è che evidentemente non era destino… 😕

In questo mondo di bastardi…

Ma secondo voi, è più bastardo quest’uomo

o questa donna?

Raccomandazioni: NON IMITATELI!!! (soprattutto la donna)

Una strage senza fine

Ieri sera i miei amici sono rincasati presto, così, siccome non mi andava di terminare il sabato sera a mezzanotte e mezza, mi sono recato in un paese vicino ad un bar gestito da un’amica. Verso le 2.10 lascio il locale, ma dopo qualche centinaio di metri mi sono accorto di avere poca benzina nel serbatoio, così ho imboccato la statale nel senso opposto a quello diretto a casa per dirigermi verso un distributore Agip lì vicino, l’unico ancora aperto a quell’ora. Giunto però nei pressi del distributore mi son trovato di fronte ad un incidente, con tanto di fiaccole a chiudere la strada, così ho fatto i miei 10 euro di verde e poi ho parcheggiato.

Avvicinatomi a piedi ho realizzato quanto fosse grave la situazione: una Lancia Y e uno scooter si erano scontrati frontalmente proprio nel bel mezzo di un cantiere per la costruzione di una nuova rotatoria, per effetto del quale la strada viene deviata a formare una chicane. Il conducente dell’auto era lì vicino, seduto sul marciapiede; stava bene, nemmeno un graffio, solo piuttosto scosso. Del motociclista però nessuna traccia. Ho evitato di chiedere al protagonista dello schianto, così mi sono avvicinato ad uno degli agenti della Stradale impegnati nei rilievi. Costui mi ha riferito che il ragazzo sullo scooter, italiano ma non del posto, era stato portato via in condizioni critiche, per non dire disperate, ma “E’ difficile che ce la possa fare“. Mi sono così fermato ad osservare i mezzi incidentati, ancora in mezzo alla strada. Lo scooter era praticamente sparso per 30/40 metri, in briciole, mentre il corpo principale del mezzo era ancora sotto la Lancia Y. La vettura presentava tutta la parte anteriore sinistra sfondata, parabrezza compreso, e una ruota scoppiata. Oltre a tanto sangue. Una signora lì vicino mi ha fatto notare, impigliato nelle lamiere, un pezzo di carne strappato da una gamba dello scooterista.

Decidevo di allontanarmi per non disturbare gli agenti impegnati nei vari rilievi, così mi sono sistemato nei pressi delle fiaccole che di fatto chiudevano la strada ad indicare ai tanti automobilisti in transito (quasi tutti non del posto) la deviazione da seguire all’interno del paese per poter proseguire verso Brescia. Uno di questi, evidentemente poco assonnato, mi ha fatto compagnia per un’oretta aiutandomi a spiegare ai forestieri il percorso alternativo.

Il mio “lavoro” è terminato verso le 4.30, quando gli agenti, rimossi i mezzi incidentati, hanno riaperto la strada. Uno dei poliziotti si è avvicinato a me per ringraziarmi del disturbo, così ho approfittato per chiedere aggiornamenti sulla salute dello scooterista ricoverato. La sua risposta però è stata emblematica: “E’ deceduto“.

Maurizio Cattaneo, residente a Bovezzo (BS), aveva 37 anni. Stando a quel poco che ho capito non era pratico del posto, così giunto nei pressi del cantiere (segnalato malissimo, a dire il vero) non sapeva della chicane e ingannato anche dalla scarsa illuminazione ha tenuto un’andatura rettilinea, scontrandosi con la macchina in senso opposto che la chicane invece l’aveva fatta. Non so nulla di questa persona, se avesse famiglia o meno.

Tra ieri e oggi altri due motociclisti sono morti sulle sole strade bresciane, e un terzo è in prognosi riservata. A livello nazionale sulle strade muoiono in media 16 persone al giorno, che a fine anno equivalgono a 5/6 mila vittime, praticamente un paese. Siamo di fronte ad una strage senza fine: non si può proprio fare nulla per porre un freno a questa carneficina?

Incroci pericolosi

Qualche dialogo con alcuni automobilisti avvenuti nei giorni scorsi…

Guidatore Mercedes ML: “Ehi, testa di cazzo!
Io (irritato): “Cazzo vuoi?
G (furioso): “Perché non mi hai dato la precedenza?
Io (scocciato): “Perché la precedenza era mia…
G: “Seeee, non ti hanno insegnato la precedenza a destra?
Io (fin troppo dipolmatico): “Certo, salvo diversa segnalazione
G (con tono di sfida): “Eh, e hai visto diversa segnalazione tu?
Io: “Dunque… Un semaforo verde dalla mia parte?
G: ” 😯 “
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Io: “Frena amico, questo è senso unico
Guidatore Audi A4: “Embè?
Io: “Stai guidando contromano
G: “Embè?
Io: ” 😯 “
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Guidatore fuoristrada Toyota: “Beh? Che cazzo continui a lampeggiarmi nei retrovisori? Và che ti infilo quel coso su per il culo” (alludendo ad un tubo lungo 12 metri che stavo trasportando)
Io (sempre diplomatico): “Premesso che in galleria non si sorpassa: PRIMO in galleria abbi l’accortezza di accendere i fanali…
G (in dialetto bresciano): “Eh ma ci vedo lo stesso… E secondo?
Io (sempre in dialetto bresciano): “Secondo, sempre in galleria hai perso per strada la ruota di scorta…
G: ” 😯 “

Dinosauri e maiali

Ricordate un mio post di tanto tempo fa nel quale illustravo come erano scomparsi i dinosauri? Ebbene, quei simpatici dinosauri e il loro dispettoso amico maiale sono tornati…