Habemus PC!

Dopo una lunga ed estenuante attesa, finalmente la mia camera ospita un nuovo pc. E’ un gioiellino della tecnologia: un processore Dual Core da 2.8 GHz, 4 GB di RAM, due dischi fissi per un totale di 1.500 GB di memoria, scheda video da un giga, monitor da 22″… Va detto che l’ho preso assemblato ad un prezzo imbattibile. Ma se il prezzo è il pro, non può mancare il contro…

Il tecnico a cui ho commissionato il lavoro ha chiesto i soldi in anticipo per poter pagare il fornitore che gli avrebbe dato la merce da me richiesta. Trattandosi di pezzi singoli sapevo che avrei dovuto attendere alcuni giorni, ma dopo 2 settimane mancavano ancora 3 pezzi, che corrispondevano alle voci che avevo fatto modificare nel primo preventivo avuto. Vabbè, aspettiamo ancora 10-15 giorni… Non sentendo novità chiamo il tecnico,  il quale ha da poco ricevuto la roba mancante: peccato fosse sbagliata… Rispedita al mittente, il fornitore chiede altri 20 giorni di attesa, e per farsi scusare promette di farmi avere un processore più potente di quello chiesto da me (promessa mantenuta).

Dopo 20 giorni contatto il tecnico: è un lunedì, e mi dice che giovedì, massimo venerdì la roba è in mano sua, il tempo di assemblarlo e di installare Xp (ho rifiutato Vista) e quindi me lo consegna lunedì, massimo martedì successivo. Bene, attendo una settimana e lo richiamo: deve solo montare l’alimentatore e installare Windows, domani dovrebbe essere pronto. Era un lunedì sera, ho dovuto attendere il sabato mattina: ogni giorno il tecnico non trovava il tempo di completarmi il lavoro, perciò non poteva consegnarmi la macchina. Premetto che sarei stato in grado anch’io di installare il tutto, ma se volevo la garanzia di un anno dovevo per forza adeguarmi ai suoi tempi.

Oggi è una settimana esatta che il nuovo pc è finalmente in mano mia. Complessivamente ho dovuto attendere due mesi e mezzo, ben oltre il tempo inizialmente preventivato, ma devo ammettere che ne è valsa la pena. Ve lo presento:

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P.S. Oggi il mio blog compie due anni. Nato in un periodo di attività fiorente della blogsfera, da quanto Facebook ha preso possesso di ogni pc questa pagina ha perso un po’ di interesse, mio e anche vostro. Tuttavia io devo molto al mio blog, e anche se dovessi sparire per un po’ di tempo io tornerò sempre qui…

6 settimane e 1/2

E’ vero, passa sempre più tempo tra un post e l’altro. Ma stavolta sono (almeno in parte) giustificato: per un mese sono stato pressoché impedito da un infortunio, poi tra una cosa e l’altra mi siedo solo ora a scrivere qualcosa…

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Andiamo con ordine: lunedì 16 marzo. Un lunedì come tanti, all’apparenza: dopo essere rientrato da Milano la sera prima mi sono alzato alla solita ora per andare a lavorare. E non sono partito nemmeno in ritardo, anzi qualche minuto prima del consueto. Peccato che il traffico del lunedì mattina è qualcosa di improponibile, e nell’occasione a farne le spese è stata la mia povera Punto, la quale si è ritrovata il paraurti posteriore (montato nuovo solo 3 mesi prima) con una bella ammaccatura. Pochi danni (solo 700 euro, pagati ovviamente dall’assicurazione), nessuno s’è fatto niente, ma siccome eravamo 3 veicoli coinvolti nella corsia di sorpasso della tangenziale sud di Brescia le procedure di compilamento delle varie constatazioni amichevoli sono state piuttosto pigre. E per di più è intervenuta pure la Stradale, la quale si è limitata ad assisterci. Morale: ho lasciato il posto alle 8.15, così sono arrivato in ditta con mezz’ora di ritardo. Più che giustificata, d’accordo, ma sono dovuto partire in quarta per recuperare il tempo perso.

Prima tappa: una delle solite ditte dove vado a caricare. Il magazzino è vuoto, perciò entro subito e comincio le operazioni di carico: il magazziniere mi porta il primo tubo col carroponte, scarica e prosegue. Io decido di fissare il tubo caricato (come del resto previsto dalla prassi, onde evitare che si sposti), così raccolgo un cuneo di legno, mi giro per prendere il martello… Non so come, ma ho messo il piede destro nel vuoto: un attimo dopo mi trovavo sdraiato su un bel pavimento di cemento con un polso dolorante. Bagnato il polso, il dolore s’è trasferito sul gomito, diventando sempre più insopportabile, costringendomi dopo qualche ora ad andare in pronto soccorso. Diagnosi: frattura del gomito… 😦

capitello_radiale_compostoPer tre settimane ho tenuto il braccio destro steccato a 90 gradi, impossibilitato a vestirmi, a guidare, a tagliare una semplice bistecca… Fortuna che i miei genitori mi hanno aiutato in tutto e per tutto. La Lady poi mi ha ricoperto di coccole al punto che quando sono andato alla visita di controllo ho potuto togliere la stecca al braccio e cominciare una lenta riabilitazione. Che, tra l’altro, non sarebbe ancora completata, ma dopo 6 settimane e mezza muovo il braccio piuttosto bene. E per adesso mi va più che bene.

Domani, giovedì 30 aprile, finalmente rientro al lavoro. La mia ditta, come parecchie altre del resto, sta sentendo pesantemente la crisi e naviga in cattive acque. Non sarò io a risolvere i suoi problemi, ma finché posso dare una mano là dò volentieri. Purché non faccia la fine del mio povero gomito…

Ritorno alla routine…

Come ogni anno, la Befana arriva e tutte le feste si porta via. Feste particolari ed insolite quest’anno, non tanto per la neve (che tra l’altro sta scendendo anche adesso) quanto per le vacanze, trascorse quasi interamente col mio Amore. Era la prima volta che trascorrevo le mie vacanze con qualcuno di veramente importante, e anche se non siamo andati da nessuna parte (qualche giorno da me e qualche altro da lei) sono state ugualmente indimenticabili. Tuttavia, come ogni cosa bella anche questa doveva finire, e così è stato: mi consolo sapendo che fra 3 giorni io e Lei saremo ancora insieme per qualche giorno… 🙂

Domani mattina (neve permettendo, a dire il vero) ricomincerò a lavorare, e senza aver la benché minima idea di quali spaventose attività dovrò espletare. Mi auguro un rientro non troppo traumatico…

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Colgo l’occasione per augurare a tutti quanti, seppur in ritardo, un sereno 2009 ricco di amore e soddisfazioni. E buon rientro a tutti!

Venti9 e non sentirli…

Eh sì, una volta all’anno capita anche a me: oggi invecchio! Il 14 novembre di 29 anni fa venivo al mondo. Per l’occasione vi regalo questo video, che riscuoteva un notevole successo giusto 10 anni fa…

Tanti auguri

Tre mesi fa ci incontrevamo per la prima volta. Non sapevo quasi nulla di te, e tu di me sapevi ancora meno. Solo qualche parola scritta qua e là, e magari uno squillo ogni tanto. Poi siamo usciti una sera, ci siamo parlati, ci siamo confrontati. Abbiamo cominciato a conoscerci, apprezzare i nostri pregi e sopportare i nostri difetti.

Dopo una settimana il destino ci ha permesso di rivederci, anche se solo un’oretta di sfuggita. Poi, a sorpresa, abbiamo passato un pomeriggio insieme, e ci siamo baciati per la prima volta. Ci siamo rivisti durante le ferie, e un mese fa ci siamo fidanzati, dichiarandoci amore reciproco.

Ogni giorno che passa scopro di essere sempre più innamorato di te. Non posso fare a meno dei tuoi messaggi, dalla mattina quando mi alzo alla sera quando vado a nanna. Non posso tornare sereno a lavorare nel pomeriggio senza aver sentito la tua voce, e non posso pensare di trascorrere un weekend senza vederci.

Da tre mesi la mia vita è cambiata radicalmente, ed è destinata a cambiare ancora. Sono cambiate le mie abitudini, i miei ritmi. Perfino il mio modo di pensare sta cambiando, perché ora posso guardare al mio futuro con più ottimismo. E tutto questo è grazie a te.

Buon compleanno, amore mio, mille di questi giorni…

Tra palco e realtà

Questa volta ho fatto il viaggio da solo, ma da diverse settimane ero d’accordo con un’amica di lunga data che ci saremmo trovati, due anni dopo l’ultimo nostro incontro. La giornata non è cominciata benissimo: questa amica mi ha comunicato infatti che raggiungerà San Siro verso le 18.30. Ebbene, io alle 14 avevo già parcheggiato a 2 km dallo stadio: che faccio tutto il pomeriggio?

Con tutta la calma del pianeta ho raggiunto lo stadio verso le 15. I cancelli non erano ancora aperti, perciò ho fatto un giro tra le bancarelle e ho fatto un paio di piccoli acquisti. Poi, alle 15.30, sono entrato allo stadio. L’impianto era ancora semivuoto, solo il prato sembrava essere già semipieno, perciò ho potuto prendere dei posti in buona posizione anche per la mia amica e relativa truppa (4 persone in tutto). Nel frattempo ho potuto ammirare il palco, composto da pannelli solari e ventole eoliche a rappresentare le fonti energetiche del futuro, e da cisterne da raffineria dietro, come a rappresentare il passato.

Dopo 2 ore di noia ho provato a chiamare la mia amica, ma il suo cellulare risultava spento. Ho provato diverse volte, ma niente da fare. Comincia a salire un po’ di ansia, perciò decido di chiamarla sull’altro numero: suona, ma non risponde. L’avrà lasciato a casa? Dopo qualche minuto riprovo, e stavolta ha risposto: era in coda a poche centinaia di metri dallo stadio. Cresce la febbre per l’attesa, comincio a lottare per tenere i posti occupati in un settore già strapieno. Passa mezz’ora, erano quasi le 19, temevo che la mia amica si fosse sbagliata, che avesse i biglietti per un altro settore e che quindi non ci saremmo visti, continuando la maledizione. Poi, aspettata più del concerto stesso, ecco la sua telefonata.

La mia amica era finalmente dentro lo stadio. L’ho vista far capolino dal sottopasso, mentre mi cercava con lo sguardo, e quasi mi son messo a piangere dalla gioia. Ci siamo abbracciati a lungo, in quell’abbraccio c’erano due anni di lontananza e di sentimenti ormai perduti, poi ci siamo accomodati.

Per ovvie ragioni di privacy non posso mostrarvi la foto della mia amica, ma fidatevi se vi dico che l’ho ritrovata bella come un tempo. O forse più bella ancora. Il tempo però ha portato con se sogni e speranze di entrambi, perciò ci siamo accontentati per esserci incontrati di nuovo. Non so se in futuro potrà nuovamente nascere qualcosa tra di noi, onestamente non credo e comunque non adesso, ma per me è già tanto aver mantenuto uno splendido rapporto di amicizia. E per ora non aggiungo altro.

Ho dimenticato qualcosa? Ah già, il concerto… Oltre due ore di musica, seguita con grande partecipazione da parte di tutto il pubblico. Il Liga ha lanciato anche una frecciatina al Comune di Milano e a quanti costringono San Siro a limiti di rumore, di orario, di tutto: “Il rock va suonato al volume che serve”. Ligabue ha cantato un mix di canzoni vecchie e nuove, iniziando con una delle più belle canzoni del panorama musicale italiano. Ve ne propongo un pezzetto, che ho registrato con la mia fotocamera:

La mia amica ha dimostrato di essere una fan molto accanita di Ligabue: non ha steccato una sola parola. Mi ha divertito molto osservarla mentre, cantando, gesticolava a ritmo di musica. Ha scattato oltre cento foto, mentre io ho preferito seguire il concerto. Vi lascio un’istantanea del Meazza, scattata mentre Ligabue cantava “Ho messo via”…

N.B. Potete cliccare sulle varie foto per ingrandirle…

Un gran bel film

Venerdì 6 giugno: dopo una lunga attesa è arrivato il tanto atteso giorno del concerto di Vasco a San Siro…

Una cara amica, cui tenevo tantissimo a rivedere, si è ritirata a pochi giorni dal concerto, e fino a poche ore prima era maggiore il dispiacere per non rivedere lei dell’agitazione dovuta all’attesa dell’evento. Poi però nel partire da Brescia quest’ultima ha avuto di gran lunga il sopravvento. Dopo la consueta botta di traffico giungiamo al parcheggio intorno alle 16; mezz’ora dopo ci troviamo di fronte allo stadio Meazza… (potete cliccare sulle foto per ingrandirle)

Ecco, noi abbiamo i biglietti del terzo anello, perciò dovremo salire lassù… 😯

I ragazzini del nostro gruppo (di 10, 14 e 15 anni, tutti per la prima volta a San Siro), appena entrati nella torre che ci porterà al nostro settore pensano bene di farsela di corsa. Così, prima che si perdano, decido di inseguirli (anche perché sono quello un po’ più in forma del gruppo). Morale: giunti a metà torre, stremati, rallentiamo il passo. Per poi accelerare a pochi metri dal traguardo. Una faticaccia, ma la visuale che ci troviamo di fronte ci fa dimenticare lo sforzo…

Siamo entrati allo stadio quando mancavano pochi minuti alle 17; il concerto sarebbe cominciato quasi 4 ore dopo, tuttavia non ci siamo annoiati più di tanto: mentre lo stadio rapidamente si riempiva ogni tanto partiva qualche coro o qualche ora. Nel mezzo l’esibizione di due spalle non meglio identificate, che hanno avuto il compito di intrattenere il folto pubblico. Il quale non si è accorto più di tanto della loro presenza, ma non per demeriti loro: semplicemente l’audio era basso e l’attenzione dei presenti era rivolta altrove (chiacchiere, foto, ecc. ecc.). Verso le 19 ha cominciato a piovere: un problema che non mi ha sfiorato fino a fine concerto, poiché ero coperto dalla gigantesca tettoia. Poi, alle 20 ecco la prova luci finale: il pubblico è caldo, oltre 70 mila persone invadono gli spalti (e il prato) dello stadio.

Questo breve video (47 secondi) l’ho girato io verso le 20.15: vi darà un’idea dell’atmosfera che si respirava nel Meazza…

Vedendo questo video il prato vi sembrerà mezzo vuoto. In realtà gran parte della gente che si trovava lì si era ammassata ai bordi del campo, suppongo per cercare riparo dalla pioggia che scendeva sempre più copiosa. Riparo garantito da chi invece si trovava sugli spalti: non posso mostrarvi la tribuna centrale poiché mi ci trovavo dentro, ed essendo perfettamente dritta non mi era possibile osservarla, però posso mostrarvi le curve com’erano cinque minuti prima del concerto:

Eh, lo so che sono un po’ buie, ma in realtà c’era più chiaro. Alle 20.45, in leggero ritardo suil previsto, parte la musica, che per oltre 2 ore e mezza mi ha fatto cantare, ballare, urlare, sognare. Un susseguirsi incessante di emozioni che avrei tanto voluto condividere con quella persona alla quale avevo riservato un preziosissimo biglietto (che ho rivenduto in meno di un minuto fuori dallo stadio) e che invece ha disertato la serata. Se ne riparlerà magari l’anno prossimo, ammesso di trovare ancora il biglietto…

Come potrete immaginare durante il concerto ho riposto la fotocamera, tuttavia una foto l’ho scattata. Ed è con questa foto che vi auguro di trascorrere una piacevole settimana.