Angeloneeeeeee!!!!!!

Questa mattina io e la Lady siamo andati a farci un giro in centro a Milano. Una gustosa pizza, poi una lunga passeggiata fino al Duomo, per poi deviare lungo la famosa (nonché costosissima) via Monte Napoleone. Tornati in piazza San Babila abbiamo quindi deciso che i nostri piedi avevano già sofferto abbastanza, perciò siamo scesi a prendere la metropolitana con destinazione casa. Arrivati a Famagosta, dopo qualche minuto, siamo saliti sul nostro autobus e abbiamo pazientemente atteso l’orario di partenza.

Dopo alcuni minuti, con l’autobus già per strada, mentre regnava il silenzio più totale sentiamo suonare un cellulare. Una suoneria piuttosto vivace, così la Lady ha sussurrato “pronto prontoooo!!!“. Il cellulare era di un signore seduto alla nostra sinistra: un soggetto sulla quarantina, vestito da tipico ragioniere, con una cartelletta in mano. Modi particolarmente riservati, quasi timidi, l’avevamo notato poco prima in quanto nel salire la Lady aveva puntato il posto che invece aveva occupato proprio lui.

Ebbene, questo distinto signore ha estratto il suo cellulare, e con voce alquanto squillante e con accento meridionale ha risposto: “PRONTO!! CIAO ANGELONEEE!!!!” Io e la Lady ci siamo piegati dal ridere, e nel frattempo ci siamo gustati tutta la sua conversazione… “A CHE ORA CI DOBBIAMO TROVARE DAVANTI ALL’ALCATRAZ, ANGELONE??!!??“, “MA A ME DOPO SERVE UN PASSAGGIO PER TORNARE, ANGELONE!!!“, “ALLORA ALLE 10 E MEZZA – UNDICI SOTTO I PORTICI!“, “SENTI ALLORA CI SENTIAMO PER LE SETTE, ANGELONE!!“, “UNA PASSEGGIATA AI NAVIGLI E POI AL SOLITO POSTO ANGELONE!” E altre chicche che al momento non ricordiamo.

Inutile aggiungere che durante la conversazione tutti i passeggeri si sono girati verso il tipo, e volandosi alcuni hanno scosso la testa, altri si sono mesi a ridere. Alla fine il signore, che ha terminato la chiamata a 100 metri dal capolinea, è sceso insieme a noi ed è schizzato a piedi verso il centro del paese, per fermarsi in fondo alla strada a conversare con alcune persone già ferme lì prima del nostro arrivo. Io e la Lady, nel tragitto a piedi verso casa, abbiamo ripercorso (ridendo) i tratti salienti della telefonata, e anche adesso mentre sto scrivendo stiamo ancora scherzando su questo Angelone. Che tra l’altro noi non abbiamo sentito, poiché il telefono non era in vivavoce. Fortunatamente…

La sicurezza prima di tutto…

tangenzialesud

Dal novembre scorso la tangenziale sud di Brescia gode di un aspetto un po’ più moderno. In particolare, il tratto tra i caselli autostradali di Brescia Centro e Brescia Ovest (poco più di 5 km) è ora distribuito su ben 3 corsie, più corsie d’emergenza. Inoltre sono stati adeguati i limiti di velocità su tutta la tratta: 110 km/h sul tratto a 3 corsie, 90 all’ora sugli altri tratti a una e due corsie invece dei vecchi 80 all’ora. In effetti, ora si viaggia decisamente meglio, e le code della mattina si traducono in rallentamenti sporadici. Del resto ogni giorno 100.000 veicoli transitano sulla Sud, e per fortuna che scorre parallela in tutto il suo tracciato alla già trafficata autostrada A4…

L’inverno che (spero) si concluderà presto ha portato sulla nostra città poca neve, tanta tanta pioggia, un bel po’ di ghiaccio e soprattutto tantissima umidità. Così tutti questi fattori, uniti al continuo passaggio di veicoli più o meno pesanti, e uniti anche al continuo spargimento di sale da parte dei mezzi antighiaccio, hanno comportato la nascita di alcune buche nell’asfalto. Si tratta di veri e propri crateri, profondi anche due spanne e larghi anche un metro, che in pochi giorni hanno creato non pochi danni alle vetture in transito. Perciò, di fronte a migliaia di lamentele degli automobilisti, la Provincia ha indetto un bando di gara per l’asfaltatura della tangenziale, e nel frattempo ha deciso di mandare sul posto un camioncino carico di catrame, con due operai istruiti a tappare le falle. Ma non è tutto: l’assessorato provinciale ha fatto abbassare il limite di velocità in questo tratto interessato a 30 chilometri orari!

b301Tempo addietro era già capitata una situazione analoga, sulla superstrada Gardesana: per diverse settimane la zona est della provincia era letteralmente in ginocchio, anche perché oltre al limite abbassato si era provveduto ad effettuare diversi controlli di Polizia che hanno costretto tutti a rispettare il passo (di lumaca). Perciò c’era gente che sta a 20/30 km dalla città che impiegava un’ora o più per raggiungere Brescia e hinterland, con serie ripercussioni sull’economia bresciana e sui nervi dei viaggiatori. Finché, dopo innumerevoli proteste, la strada venne asfaltata e il limite riportato a valori più adeguati.

Ora: ve la vedete voi una tangenziale piuttosto trafficata, a due corsie, con un limite di velocità di 30 km/h? Limite che si estende per oltre 6 chilometri? A regola, si dovrebbe creare un ingorgo senza precedenti, con pesantissime ripercussioni sul traffico di almeno mezza provincia. E allora? Semplice: i bresciani non hanno l’abitudine di rispettare il codice della strada, e tantomeno i limiti di velocità, figuriamoci se rallentano per 4 buchette… Passando sopra i ponti si poteva tranquillamente notare come il traffico scorresse rapido come consuetudine, con i soliti bulli in corsia di sorpasso pronti a lampeggiare al prossimo perché si scansino… Persino i camion, dotati di tachigrafo che registra la velocità del veicolo, hanno viaggiato ai soliti 60/70 orari. Questo si tradurrà presto in una nuova serie di controlli, multanova selvaggi e pattuglie ad ogni curva, con la conseguenza che verrà ritirata qualche patente, tanti altri automobilisti si vedranno recapitare un verbale poco piacevole, parecchi tarderanno al lavoro e, secondo me, qualche tamponamento non si farà mancare. Ma, del resto, bastava usare un asfalto un po’ migliore per evitare che si formassero questi crateri. Però la Provincia è responsabile fino ad un certo punto: il tratto era dell’ANAS, è stato rilevato da pochi mesi. Ma, comunque, meglio così che la chiusura della tangenziale (ipotesi peraltro ventilata ma fortunatamente rimasta tale).

paroliniE l’assessore che dice? Secondo Parolini il limite tornerà ai 90 km/h entro pochi giorni, giusto il tempo di assegnare l’appalto dei lavori e far sgobbare l’impresa per qualche notte. E se qualcuno protesta, la sicurezza prima di tutto. Intanto però ho cominciato a percorrere l’autostrada in alternativa al tratto rallentato: mi costa un euro al giorno, allungo il tragitto di mezzo chilometro ma salvo la macchina dalle buche e dai possibili multanova. Ed evito di logorarmi i nervi. Come dice l’assessore, la sicurezza prima di tutto: sicurezza mia, della macchina e del portafogli…

Ritorno alla routine…

Come ogni anno, la Befana arriva e tutte le feste si porta via. Feste particolari ed insolite quest’anno, non tanto per la neve (che tra l’altro sta scendendo anche adesso) quanto per le vacanze, trascorse quasi interamente col mio Amore. Era la prima volta che trascorrevo le mie vacanze con qualcuno di veramente importante, e anche se non siamo andati da nessuna parte (qualche giorno da me e qualche altro da lei) sono state ugualmente indimenticabili. Tuttavia, come ogni cosa bella anche questa doveva finire, e così è stato: mi consolo sapendo che fra 3 giorni io e Lei saremo ancora insieme per qualche giorno… 🙂

Domani mattina (neve permettendo, a dire il vero) ricomincerò a lavorare, e senza aver la benché minima idea di quali spaventose attività dovrò espletare. Mi auguro un rientro non troppo traumatico…

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Colgo l’occasione per augurare a tutti quanti, seppur in ritardo, un sereno 2009 ricco di amore e soddisfazioni. E buon rientro a tutti!

Buon Natale!

natale_01_aniSì, lo so che sto trascurando questo blog. Il tempo, seppur non molto, qualche volta ci sarebbe anche, ma mi mancano le idee, perciò pur essendo sempre presente questa pagina è rimasta ferma per diversi giorni. Mi spiace, ma quando avrò qualcosa di intelligente da scrivere tornerò a dedicare al blog le attenzioni che merita. Intanto chi mi conosce sa che può trovarmi anche su Facebook…

Oggi comunque sono qui per augurare a tutti voi che leggete il mio blog e alle vostre famiglie un felice Natale. Tirano brutti venti di crisi all’orizzonte, ma per un giorno cerchiamo di non pensarci e uniamoci in un abbraccio collettivo che possa portare pace nei nostri cuori. Ancora auguri!

Il buongiorno si vede dal mattino…

Stamattina sono uscito col camion per uno dei miei consueti giri. In particolare dovevo consegnare un pacchetto (3 quintali) ad un cliente di cui ho già parlato su queste pagine, in particolare in questo post.

Giunto dal cliente suono il campanello, e la signora che mi risponde mi prega di attendere fuori qualche minuto poiché all’interno dell’officina c’è già un camioncino intento a scaricare. Io solitamente scarico all’esterno, tuttavia non discuto e rimango in attesa sul mio camion. Dopo una decina di minuti esce dall’officina un signore che, vedendomi, mi raggiunge per chiedermi come mai non fossi ancora entrato. Spiegatogli la situazione questi s’è diretto in ufficio, e dopo due minuti esatti vedo finalmente il camioncino di cui sopra dirigersi verso il cancello per uscire. Colpo di clacson, e il cancello si apre: esce lui, entro io.

Mi piazzo come sempre all’esterno dell’officina, dove c’è una gru adatta a scaricare la mia merce. Lì vicino si trovava un operaio, il quale mi ha detto: “Adesso vengono a scaricarti“, salvo poi sparire in officina. Ebbene, ho fumato una sigaretta, poi visto il freddo sono risalito sul camion. Poi ne ho fumata un’altra e mi sono pure fatto una bella partita a Sudoku col cellulare. Insomma, dopo mezz’ora di attesa nessuno era venuto lì fuori a scaricarmi. Così, a questo punto, sono entrato io. Dopo un paio di minuti il magazziniere, vedendomi, mi ha raggiunto ed è uscito a scaricarmi, scusandosi del ritardo ma giustificandosi col fatto di non essere stato avvertito della mia presenza. Pazienza, dico io, e dopo un minuto ero già al cancello per uscire. Colpo di clacson, niente; altro bel colpo robusto di clacson, ancora niente: sto cancello non si apre. Seccato, a questo punto mi dirigo in ufficio…

Appena entrato mi trovo una signora sulla cinquantina, alla quale dico subito:

Signora, è più di mezz’ora che sono qua…

Lei: “Povero… Ti avevo detto però che c’era un camioncino che scaricava e dovevi aspettare…

Io: “Sì ma il camioncino se n’è andato più di 20 minuti fa!

Lei, zittita, prende in mano il telefono per avvertire il magazziniere, ma la fermo: “Guardi che ho già scaricato, sono entrato io a cercare il magazziniere…

Lei: “E allora qual è il problema?

Io: “Che se mi apre il cancello vado fuori dalle balle!

Lei (candidamente): “Ma perché non ha suonato il clacson invece di venire qui?

Io: “Veramente l’ho suonato due volte…

Lei (imbarazzata): “Eh… E’ che qui non si sente molto…

Ma come? Mi dice di suonare il clacson che però non si sente molto? Ma allora che senso ha? Morale: per scaricare bastava un minuto, son rimasto là 40 minuti. La giornata è cominciata proprio bene… 😕

Assalto al bancomat

3sperimento_151Dopo un mese lavorativo atroce (senza il magazziniere) il capo mi ha generosamente concesso una giornata di ferie per oggi, venerdì 27, che trascorrerò dal mio amore. Dopo un salto in gelateria e quattro chiacchiere con gli amici, questa sera mentre rientravo mi sono ricordato che sarebbe opportuno fare un salto al bancomat a prelevare un po’ di euri in vista della trasferta. Così ho girato la macchina e ho raggiunto la mia banca…

Parcheggio insolitamente pieno, lì vicino c’è un locale che un tempo era frequentatissimo, ora non più. Comunque trovo posto, chiudo la macchina e raggiungo lo sportello: sorpresa! Lo sportello è inattivo, e lo rimarrà fino a sabato. Cavolo, non posso prelevare… Nel mio paese c’è un’altra filiale della stessa banca, perciò decido di raggiungerla… Stessa storia: lo sportello rimarrà inattivo fino a sabato. A quanto pare la mia banca ha disattivato (probabilmente per lavori vari) tutti i suoi sportelli. E io che faccio? Dopo mezzanotte di solito non è possibile prelevare negli altri sportelli, ma spesso si riesce anche 15/20 minuti dopo mezzanotte. Così alle 00.01 ragiungo uno sportello vicino…

Prelievo disponibile! Finalmente… Introduco la carta, ma lo sportello me la sputa fuori senza nemmeno chiedermi non dico il codice, ma nemmeno cosa voglio fare, dicendo che il collegamento con la mia banca è inattivo. E che cavolo… Riprovo con altri sportelli di altre banche, ma sempre la stessa storia. Morale: son tornato a casa con i 10 euro che avevo quando sono uscito.

Domattina dovrò chiedere ai miei un piccolo prestito, sicuro di poter restituire il contante in settimana, a sportelli riabilitati. Sempre se funzioneranno ancora…

Venti9 e non sentirli…

Eh sì, una volta all’anno capita anche a me: oggi invecchio! Il 14 novembre di 29 anni fa venivo al mondo. Per l’occasione vi regalo questo video, che riscuoteva un notevole successo giusto 10 anni fa…

Biscotti

biscotti-bicolore

Questa storia è stata pubblicata da un mio amico su Facebook. Molto carina, ve la voglio proporre…

Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo, e comprò anche un pacchetto di biscotti.

Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c’era la sedia coi biscotti e dall’altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno. Lei si sentì indignata, ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra sé pensò: “ma tu guarda… Se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno”.

Così, ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno, ne prendeva uno anche lui. Continuarono finché non rimase un solo biscotto, e la donna pensò: “Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti”. L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà!

“Ah, questo è troppo!” pensò e cominciò a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l’uscita della sala d’attesa.

Quando si sentì un po’ meglio e la rabbia era passata, si sedette su una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l’attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando… Nell’aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno. Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell’uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell’orgoglio.

MORALE: quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di parlare male delle persone, GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!!!

Vite spezzate

Oggi, 30 ottobre, una cara, carissima amica avrebbe compiuto 28 anni. Oggi lei non c’è più, vittima come tante altre persone di un incidente stradale.

Credo che, se non tutti, buona parte di voi abbiano avuto qualcuno, un amico, un parente, che sia rimasto vittima su una strada. Chi nel torto, chi nella ragione, alla fine il risultato non cambia di molto. Perciò ho pensato di lasciarvi con un video: avevo in mente di proporvi alcune immagini di incidenti mortali, ma sono immagini che fanno troppo male, così ho preferito proporvi questa storia. C’è chi sostiene che non sia autentica, ma poco importa, perché credo che tanta gente si sia trovata nei panni del protagonista del filmato. E’ a questa gente, come la mia amica, che dedico questo filmato: vittime incolpevoli dell’incoscienza altrui.

Una giornata indimenticabile. Purtroppo…

Il nostro magazziniere questa settimana ha dato forfait per ragioni di salute. Questo comporta che per alcuni giorni mi devo dividere tra il mio solito lavoro, al volante del camion e il suo, in magazzino a manovrare muletto e carroponte. Ieri mattina il mio capo però ha commentato: “Pazienza, tanto c’è poco lavoro…”.

Ieri pomeriggio mi son trovato a preparare un ordine che chiedeva 24 tagli al seghetto di una misura piuttosto robusta. Poco male, ho impostato l’automatico e il seghetto ha fatto tutto da solo; l’unico accorgimento sta nel dover spostare ogni volta il pezzo tagliato col magnete, ma è proprio un lavoretto da un minuto. Essendo però tanti tagli non ho certo potuto finire ieri, così stamattina il seghetto mi stava aspettando. Ma ho capito subito che non era giornata: la tangenziale di Brescia, immersa nei lavori di costruzione della terza corsia, era letteralmente paralizzata. Morale: quasi 50 minuti per raggiungere la mia ditta (24 km), quasi 5 km di coda e arrivo in ditta alle 8.05. Unico punto a favore: sono stato il primo, tra capi e dipendenti, ad arrivare in sede, perciò, visto che non abbiamo cartellini, nessuno s’è accorto di niente… 🙂

Non senza sorpresa, nel piazzale della ditta ho trovato un autotreno che mi aspettava: doveva scaricare qualche tubo. Quindi ho aperto, l’ho scaricato e l’ho mandato via. La merce che mi ha portato era destinata a completare due ordini, così, mentre il seghetto continuava i 24 tagli di ieri, ho preparato altra roba. Nel frattempo però è venuto un cliente a caricare, con lite annessa poiché pretendeva di sollevare a mano un pezzo da 60 kg (contro il giustissimo divieto del mio titolare), e infine dovevo regolarmente dar retta al capo che veniva a cercare alcune misure.

Quando ho riattaccato nel pomeriggio mi rimaneva solo di ultimare l’ordine dei 24 tagli: impacchettare l’ultimo pezzo, pesarlo e metterlo via. Mentre facevo è arrivato un nuovo ordine (solo tre tagli stavolta), e terminato quello il capo ha ordinato: caricare. Perciò ho buttato sul camion un po’ di ferro, e verso le 16 sono partito per il mio giro. Mentre partivo ho notato però un nuovo ordine: altri 12 tagli. Pazienza, mi son detto, me ne occuperò al mio ritorno oppure domani. Sono partito per il mio giro (che comprendeva anche un carico) e sono tornato in sede. Qui ho trovato il delirio: il mio capo e l’addetto alle bolle erano impegnati sui seghetti nel tentativo di realizzare i 12 tagli. Mi hanno detto di star tranquillo e di preparare il camion per domani, ma mentre caricavo ecco il putiferio: ad uno dei seghetti la lama è uscita dalla sede (si può riparare in un attimo, basta essere in due di cui uno che ne sia capace) e l’altro non partiva il programma di taglio automatico (bisogna digitare sulla tastiera una particolare serie di comandi). Così mi sono dovuto dividere in tre, e alla fine abbiamo chiuso alle 18 senza le mie bolle per il trasporto di domani e senza aver fatto un solo taglio dei 12 previsti.

Domani perderò la mattinata in giro col camion: ora mi chiedo: quando tornerò la mia ditta ci sarà ancora? 😕