Questa musica la conoscerete tutti: è la colonna sonora di un film che ha caratterizzato non proprio la mia infanzia, ma i miei primi anni di vita sì. Tratto da uno dei miei libri preferiti, questo film ha anche avuto due seguiti passati pressoché inosservati. Ma vedrete che dopo aver visto questa clip a qualcuno di voi potrebbe venir voglia di rivedere il film: ma quanto era simpatico quel dragone bianco?
P.S. Sto osservando la cresta bionda del cantante, e vi giuro che faccio fatica a trattenere le risate…
Ieri mattina sono stato da uno di quei clienti che definisco “saltuari”, in quanto vado a trovarli una volta ogni tre o quattro mesi. Questo poi non ordina mai troppa roba, quindi non mi fa mai perdere troppo tempo. Almeno, mai fino a ieri…
Arrivato a destinazione ho trovato subito una sorpresa: toh, hanno messo l’insegna! Era ora, ci fosse stata la prima volta che li cercavo avrei preferito… Ho proseguito fino al cancello che conduce al magazzino, e qui ho trovato una grossa insegna: “Prima di entrare si prega di citofonare“. Beh grazie, finché tenete sempre il cancello chiuso fin lì ci arrivo anch’io… Son sceso dal camion e mi sono attaccato al citofono. Stranamente però non mi ha risponsto nessuno. Cercando di sbirciare dentro il magazzino ho visto gli operai al lavoro, quindi ho insistito su quel campanello, ma niente da fare. Dopo 3 o 4 tentativi andati a vuoto ho fatto due passi, raggiunto il citofono degli uffici e suonato a quello: mi ha risposto una donna, alla quale ho spiegato: “Ho suonato di là, ma non mi ha risposto nessuno“. E lei: “Ah… Sì, c’è il citofono guasto. Le apro io“. Vabbè, un cartello grande una casa che mi ordina di suonare ad un citofono guasto…
Torno al mio camion: mi aspettavo di vedere il cancello già mezzo aperto, invece era ancora lì dove l’avevo lasciato. Ok, sarà questione di secondi… Passa un minuto… Due minuti… Tre minuti… Comincio ad innervosirmi… Dopo un po’ ho notato una ragazza bionda all’interno della proprietà avvicinarsi al cancello con un telecomando in mano: il suo sforzo però pareva vano, il cancello non si smuoveva affatto. Allora lei (che poi era la stessa persona che mi aveva risposto al citofono poco prima), scusandosi, mi ha chiesto di pazientare ancora un momento. Rientrata in ufficio, subito dopo il cancello finalmente s’è aperto.
In meno di un minuto sono entrato, ho scaricato e sono tornato al cancello, ma disgraziatamente l’ho trovato nuovamente chiuso. Il magazziniere però mi aveva suggerito di suonare il clacson per farmi riaprire, così ho dato aria alle trombe. Inutilmente: il cancello non batteva ciglio. Con quel pizzico di rabbia mi sono diretto in ufficio, e subito entrato mi son trovato di fronte una signora sulla sessantina, che, con tono e sguardo da signorina Rottenmeier, chiede conto della mia presenza negli uffici. Le ho spiegato il mio problema, allora lei mi ha mandato dalla signorina bionda di prima. Che, come mi ha visto, ha capito che volevo uscire: si è girata ed ha premuto un interruttore, sotto il quale stava scritto: “apri cancello magazzino“. Le avrei chiesto per quale motivo prima fosse uscita col telecomando, ma onde evitare inutili polemiche ho ringraziato e me ne sono andato.
Ora, voglio dire: passi il citofono guasto (nulla è indistruttibile), però un pelino più di organizzazione no? Che so, un cartello con scritto “citofono guasto, suonare in ufficio” e magari seguire i movimenti del camion in modo da potergli riaprire senza farne bestemmiare il conducente… Ma credo di aver avuto a che fare con persone che erano tutto, tranne dei missili d’intelligenza…
L’altra sera ho aperto la casella di posta e ho trovato una mail dalla Telecom. Faccio una premessa: qualche giorno fa a mio padre è stato proposto di togliere la bolletta cartacea per lasciarla solo on line, e visto un risparmio di costi (e di carta) ha accettato, quindi pensavo che la mail fosse una comunicazione che rendeva effettiva la cosa. Invece l’oggetto della mail era: cambiamento piano tariffario.
Perplesso apro la mail. Il testo diceva, testualmente: “Come da accordi intercorsi le cambiamo il piano tariffario da ALICE FLAT a ALICE TUTTO INCLUSO“. Dettagli in allegato: non mi faccio pregare e apro il pdf. Data 22 aprile, Alice bla bla, numero aggiuntivo con chiamate illimitate attivo dal 2006, 33.95 euro al mese. Cooooosa? Chiedo spiegazioni a mio papà, il quale giustamente non ne sa nulla, così chiamo il 187 e chiedo di parlare con un operatore. Mi risponde una voce maschile che spiega: “Sì, le abbiamo passato gratuitamente la linea ADSL da 2 a 7 MB. Non le costa nulla, ma cambia la denominazione del servizio“.
Io: “Fantastico! Era ora, avevate promesso i 7 MB entro Capodanno… Però se è gratuito: prima pagavo 30 euro al mese, ora 33.95. Perché?“
Centralinista: “Perché ora ha tutte le chiamate urbane e interurbane illimitate anche sulla vecchia linea telefonica“
Io (irritato): “Guardi che le chiamate le ho già nel profilo di Alice a 30 euro… Posso sapere CON CHI avete preso accordi in tal senso?“
Centralinista: “Ehm, nessun accordo, c’è stato un errore nel sistema. Se vuole le ripristino a come era prima“
Io: “Ecco, sì, grazie. Che pagare 4 euro al mese per un servizio che ho già mi secca non poco…“
Domandina: secondo voi sarà stato veramente un errore di sistema, oppure qualcuno mi avrà piazzato ’sto servizio confidando nel fatto che magari avrei potuto cestinare l’inutile mail della Telecom senza quindi accorgermi del servizio extra (che intanto PAGO!)?
Circa 6 anni fa, un paio di mesi dopo aver acquistato il mio attuale pc, decisi di installare internet. Poi chiesi a mia sorella di consigliarmi una buona chat, e dopo pochi minuti feci il mio esordio in rete. Diedi un’occhiata alla lista dei contatti on line, poi scelsi di contattare una ragazza: mi rispose. Oggi questa persona è una delle presenze più importanti della mia sfera privata, un’amica veramente speciale alla quale devo dire grazie per i tanti sorrisi che ha sempre saputo regalarmi. Spero veramente che me ne possa regalare ancora tanti, tantissimi.
Una settimana più tardi mi ricollegai alla stessa chat, ma questa volta venni contattato io da una ragazza. Dopo 3 anni di sporadici contatti la nostra amicizia si rafforzò rapidamente fino a sfociare nell’amore. Un’amore durato un anno e mezzo e che oggi è finito, ma è comunque rimasta una discreta amicizia.
L’anno scorso, in un periodo in cui mi sentivo particolarmente solo, decisi di seguire il consiglio del mio amico Cristian ed aprii un blog. Era più un esperimento che un blog, tant’è che oggi non esiste più, ma attraverso quella paginetta ebbi modo di conoscere e successivamente incontrare Rosasophia, una persona dolcissima ed altruista. Il suo blog purtroppo tace da un paio di mesi, ma mi auspico di ricevere presto sue notizie.
L’incontro con Rosasophia mi spinse ad aprire un blog più di carattere personale e politematico. E fu così che il primo agosto del 2007 nacque questo blog. Nel giro di pochi mesi ho avuto il piacere di incontrare Musictere e Angioletto79, finché il mese scorso venni invitato al mio primo raduno blog, di cui ho parlato a suo tempo in questo post.
Mercoledì scorso ho partecipato, sempre a Bologna al mio secondo raduno. Ritrovo, anche questa volta, il famigerato parcheggio scambisti dell’altra volta. E anche stavolta affollato da individui non meglio identificati… Io e Stoneeaten siamo arrivati per primi, poi sono arrivati Adamo con JJ Kuku Jan e un loro amico, quindi le Derelitte (questa volta entrambe, alla faccia del Pianeta Porco Bastardo) (vero Cally?) insieme a GG. Quindi ecco le organizzatrici: Patty, Selma e Bdp, insieme a Sara. Per concludere, Ramskilo con un suo amico. Completata la truppa ci siamo diretti al ristorante, dove poi ci siamo abbuffati di tigelle e crescentine, specialità culinarie molto succulente della zona. A metà cena ci ha raggiunti anche Violettin, poi verso mezzanotte siamo andati all’Estragon, dove siamo rimasti fino a notte fonda a ballare musica anni ‘80 e ‘90.
Che dire, se non avessi messo internet non avrei mai conosciuto un’amica carissima, non avrei vissuto un amore, forse non avrei mai nemmeno aperto un blog. E non avrei mai letto pagine e pagine di vita vissuta, di racconti più o meno diverertenti, di pensieri ed emozioni. E non avrei mai conosciuto questi ragazzi.
Da quando ho messo internet la mia vita è cambiata, quasi sempre in meglio. Ho avuto la possibilità di conoscere persone interessanti e di crearmi nuovi amici. Amici che ringrazio, perché è anche merito loro se oggi non mi sento più così solo.
Questo weekend vi proporrò un brano musicale sentito l’altra sera all’Estragon di Bologna. Non è anni ‘80, bensì ‘90, e ha risvegliato in me diversi ricordi sopiti nel profondo della mia mente…
P.S. Se qualcuno di voi dovesse notare una sincronia non ottimale (o per meglio dire pessima) tra video e audio, sappiate che non ho trovato un video migliore. Quindi dovrete accontentarvi, ma in fondo l’importante è ascoltare…
Sarà un mercoledì sera felsineo: sono atteso infatti al raduno organizzato dalle Bolognocche, che rivedrò con grande piacere. Noialtri invece ci vediamo giovedì. Vi lascio con questo gustoso file che mi ha spedito qualche giorno fa una carissima amica: uno studio approfondito sui tamarri e su come son fatti. E’ in formato pdf, lo potete vedere con Acrobat Reader (che, suppongo, tutti voi avrete). A presto!
Alcuni giorni fa un mio amico mi ha riportato alla mente una storia, una delle tante vicende che ho vissuto in passato. Una delle tante vicende nate dal mio cellulare…
Accadde una sera che un’amica di lunga data mi propose di uscire con lei per un caffè. Accettai, e dopo un’ora ci trovavamo in un bar a conversare del più e del meno, finché non uscì con la sua trovata: “C’è una mia amica che vuole conoscerti! Mi ha detto di darti il suo numero“. Risposi: “Veramente preferirei ricevere il numero dalla diretta interessata…“. Allora lei in un minuto le mandò un sms (chissà cos’avrà scritto… ), la cui risposta fu: “ok daglielo“. Presi quindi questo numero, ma non mandai un sms: semplicemente feci uno squillo, uno solo. Manco il tempo di girarmi e mi arrivò un sms fiume. In poche parole la ragazza in questione si presentò: Sara, un anno meno di me, super appassionata di musica leggera italiana e di pizza. Residenza, una ventina di km da casa mia. Toh, nemmeno lontano, proviamo a darle retta…
La breve distanza e i gusti simili (soprattutto in fatto di pizza) ci permisero ad organizzarci piuttosto rapidamente per una cena. Un incontro formale più che un appuntamento, anche se il luogo di ritrovo (Salò, stupenda località sul lago di Garda) farebbe pensare al contrario. Sara si presentò puntuale (una delle rare volte che l’invitata non è in ritardo), e visto il clima pessimo (vento e freddo, nonostante fosse luglio) ci fiondammo in pizzeria senza pensarci due volte. La serata passò in tutta tranquillità: mi passò in rassegna tutta la sua discografia (oltre 3mila dischi in vinile di musica soprattutto italiana anni ‘50-’60-’70) alla quale feci fatica a ribattere. Nonostante sia alquanto attrezzato (tra cd, vinili e musicassette arrivo 600/700 pezzi, dovrei decidermi di contarli una volta o l’altra…) non riuscivo nemmeno ad avvicinarmi ai suoi livelli di conoscenza musicale. Se non altro però, non trovai difficoltà a trovare un discorso che non la annoiasse…
Dopo 2 ore abbondanti, durante le quali entrambi abbiamo fatto il bis di pizza, decidemmo di uscire. Lei si disse stanca, perciò la salutai e mi diressi verso casa. Dopo qualche km mi arrivò un sms:
“Grazie per la splendida serata, sei stato veramente un angelo. Spero di rivederti presto. Un bacione“
Se non altro avevo in mano materiale da mostrare agli amici… Scherzi a parte, risposi al suo sms, e per un paio di giorni fu uno scambio continuo. Poi improvvisamente non ottenni più risposta. Attesi alcune ore, poi preoccupato la chiamai: suonava libero, ma non rispondeva. Riprovai diverse volte, ma niente da fare. Finché un venerdì sera mi rispose una voce maschile. Chiesi di Sara, ma mi sentii rispondere che Sara non c’era e che avrei fatto bene a non cercarla più.
Così a occhio e croce saranno passati 6 o 7 anni, ma da allora non ho più ricevuto uno straccio di notizia di questa ragazza. Perfino l’amica che mi ha dato il suo numero non ha più saputo nulla. Non ho mai capito se il problema fossi stato io, o se invece c’era già qualcun altro nella sua vita (ad esempio il tipo che mi ha risposto). L’unica cosa che ho capito in tutta questa storia è che evidentemente non era destino…
In vista del raduno anni ‘80 in programma a Bologna mercoledì mi son sentito in dovere di pubblicare in questo weekend questo videoclip dei Modern Talking datato 1985. Pensate che il duo (sono tedeschi, per ulteriori info rivolgersi a Mat) in due anni ha venduto oltre 60 milioni di dischi in tutto il mondo: questo è il loro primo successo, lo conoscerete tutti…